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«Una Stelvio? Ripassa a maggio ’27». Ma a Torino Stellantis rassicura Rocca

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«Una Stelvio? Ripassa a maggio ’27». Ma a Torino Stellantis rassicura Rocca

20 Ottobre 20264 minuti di lettura
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Dieci volte al giorno, a Piedimonte San Germano, un gruppo di operai chiude a mano gli ultimi bulloni di una Alfa Romeo Stelvio. Niente catena di montaggio che scorre, niente robot che saldano al buio: il Capannone 0 produce auto come una volta si producevano le prime automobili, un pezzo alla volta. A Torino, nello stesso momento, Stellantis e Regione Lazio parlano del futuro di quello stesso stabilimento: il presidente Francesco Rocca con l’assessore Roberta Angelilli oggi hanno incontrato il Coo di Stellantis Europe ed il Ceo di Alfa Romeo e Maserati.

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La situazione

La situazione di Cassino Plant è drammatica. Secondo notizie di fonte sindacale al momento sono solo una quindicina gli ordini per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio. A Piedimonte San Germano in questi giorni è stato completato il trasferimento delle linee: le due vetture nate ai tempi di Sergio Marchionne si producono ora nel Fabbricato 0 e vengono interamente assemblate a mano, al ritmo di una decina al giorno. Dal volume di un tempo che sfiorava le 400 vetture a turno, a una produzione artigianale: è un cambio di filosofia, non solo di capannone. 

C’è un paradosso. Un sindacalista dei Metalmeccanici ha voluto fare un test sul campo: è entrato in concessionaria ed ha chiesto di ordinare una Stelvio nuova. Prima data disponibile: maggio 2027 inoltrato. Un’attesa di sette mesi per un’auto che lo stabilimento di Piedimonte San Germano potrebbe, in teoria, produrre a vista. Il paradosso è il controcanto silenzioso dell’incontro che si è tenuto oggi al Centro Stile di Stellantis, a Torino.

L’incontro di Torino

Francesco Rocca e Roberta Angelilli al Centro Stile Stellantis di Torino

Al tavolo il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, il Coo di Stellantis Europe Emanuele Cappellano ed il Ceo di Maserati e Alfa Romeo Santo Ficili. Al centro, la strategia di investimenti dell’azienda e le prospettive dello stabilimento di Piedimonte San Germano. 

La Regione dice di aver preso atto delle rassicurazioni sul futuro del sito ma il nuovo piano di rilancio Maserati resta un oggetto non ancora visto, promesso nella prima metà di dicembre. Rocca parla di un’attesa di «azioni concrete» anche da parte dell’Unione Europea, sul piano finanziario e su quello normativo. Cappellano assicura attenzione al sito di Cassino e lavoro «con determinazione» per la competitività dei marchi. Nulla di più specifico sul piano industriale, che resta per ora un annuncio di un annuncio.

Senza risposta gli allarmi lanciati nei giorni scorsi dal presidente di Unindustria Cassino, Vittorio Celletti. Ha messo in evidenza che Stellantis fa riferimento alla salvaguardia dei suoi lavoratori ma non fa cenno agli oltre 3mila addetti che lavorano nell’indotto cassinate: una partnership con un player cinese potrebbe significare la fine della galassia Stellantis come l’abbiamo sempre conosciuta. (Leggi qui: Stellantis, gli ultimi giorni dell’indotto).

Grecale ferma fino a dicembre?

Un segnale tra le righe è il fatto che la linea Maserati Grecale resta dov’è. A ottobre ha lavorato 7 giorni su un mese intero, producendo 700 auto: cento al giorno nei giorni di attività. Secondo le previsioni di fonte sindacale, non dovrebbe ripartire prima di dicembre, proprio nei giorni in cui Ficili ha promesso di presentare il nuovo piano Maserati.

Un piano che prevederebbe la produzione di due modelli classe E, cioè di alta gamma e con una qualità elevata che Cassino Plant è sempre stata in grado di garantire. Ma allora perché si tarda? Perché l’automotive europeo sconta un ritardo tremendo: per rendersene conto basta guardare il livello di dotazioni delle auto cinesi di alta fascia. Cose che nemmeno riusciamo ad immaginare. C’è un divario tecnologico che Stellantis vuole recuperare e per farlo ha bisogno di tempo e di partnership. Soprattutto in campo tecnologico. È lì che si sta lavorando.

Dieci Stelvio al giorno, fatte a mano. Quindici ordini registrati. Una data di consegna che sfiora l’estate 2027. Tre evidenze che raccontano meglio di qualsiasi rassicurazione lo stato dello stabilimento di Cassino.

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