Un futuro nazionale per Banca Popolare del Cassinate

Un progetto nazionale per la Banca Popolare del Cassinate. Pronto a partire prima della fine dell’anno. Che non punta a fare concorrenza ad Unicredit sul suo terreno. Ma sulla base dei servizi offerti. Il progetto, riservatissimo, è stato confermato nel pomeriggio ai soci riuniti in conclave per l’assemblea nella quale approvare il Bilancio di Esercizio 2018.

Il progetto

Lo conosce nei dettagli il presidente Donato Formisano che ha dato la sua benedizione fino dall’inizio della fase di studio, circa un anno fa. Lo ha sviluppato il vice presidente dell’istituto di Credito Vincenzo Formisano, professore di Economia all’Università di Cassino e tra i padri del nuovo modello bancario sperimentato da qualche anno a Cassino con il sistema dell’open banking. Ne conoscono l’esistenza i soci, tenuti costantemente aggiornati sugli step di sviluppo.

Sul fronte nazionale non andrà il marchio Bpc. Il logo e la struttura Banca Popolare del Cassinate rimarranno attivi ed operativi nei tradizionali mercati che l’hanno vista nascere e crescere in questi 64 anni.

Oltre non è lecito sapere.

Più solida

Il progetto nazionale partirà dai risultati centrati nel 2018 e rivelati oggi ai soci.

La banca gestisce oltre un miliardo di fondi tra raccolta diretta fatta agli sportelli grazie alla fiducia dei risparmiatori (740 milioni), la raccolta indiretta (97 milioni, cresciuta del 22% rispetto all’anno precedente) e le altre forme.

C’è un attivo di oltre due miliardi di euro. Il numero dei clienti e dei soci è cresciuto anche nel 2018. Significa che ha funzionato il piano di espansione delle filiali lanciato negli anni scorsi: ha portato alla crescita del numero di rapporti. L’istituto insomma si è radicato ancora di più.

Più radicata al territorio

Bpc ha impiegato 481 milioni tra quelli chiesti dalle aziende, dalle piccole imprese, dai professionisti e dalle famiglie per le loro diverse esigenze. Un dato – ha sottolineato il presidente Donato Formisano «che testimonia la nostra costante disponibilità a sostenere lo sviluppo dell’economia del territorio». 

Il bilancio di esercizio 2018 rivela anche un altra scelta strategica: la Popolare del Cassinate ha scelto di puntare sul territorio e reinvestire tra le province di Frosinone e Latina i capitali raccolti al loro interno. La decisone di non fare operazione di retail e allargare il marchio fuori dai territori di appartenenza è legata a questa decisione: raccogliere il risparmio e reinvestirlo nello stesso territorio.

Più sicura

Banca Popolare del Cassinate è tra le più ‘sicure‘ in Italia. Lo indica uno studio condotto da una delle società del Ministero dell’Economia: è tra le banche che hanno meno difficoltà di rientro una volta prestati i soldi.

Questo per una serie di fattori: l’analisi della capacità economica del cliente, il corretto bilanciamento tra le sue possibilità di rientrare e le rate mensili da sostenere, la conoscenza diretta dei clienti e dei loro progetti. Fattori che consentono di rischiare il capitale ma in maniera ponderata.

I prossimi passi

Nel suo intervento il presidente Donato Formisano assicura che Bpc «Continuerà a mettere al centro della sua azione i clienti. E lo faremo con una rinnovata strategia commerciale, nella quale la presenza territoriale tradizionale si unisce alle innovazioni». 

Il passaggio chiave è nascosto nell’ultima riga: ‘presenza territoriale tradizionale‘ e ‘innovazioni‘.

Bpc continuerà ad esserci e ad operare così come ha fatto fino ad oggi. Ma per continuare a crescere lancerà anche il suo progetto nazionale. Che al momento è blindato nei dettagli. Ma che è pronto ad affrontare i mercati. Prima della fine dell’anno.