
Ad Auburn Hills, Michigan, sede storica di quella che fu Chrysler, il CEO Antonio Filosa ha aperto il Capital Markets Day con i numeri che il mercato attendeva da mesi: 60 miliardi di euro di investimenti entro il 2030, 60 nuovi modelliin arrivo, 50 importanti aggiornamenti di prodotto. Una strategia che punta ad accelerare crescita e profitti di un gruppo che nel 2025 ha bruciato ricavi e credibilità, e che ora — con Filosa al posto di Tavares — prova a riscrivere la narrazione.
I pilastri del piano sono stati illustrati nella sessione mattutina: prodotti nuovi, partnership industriali come modello strutturale, ottimizzazione della capacità produttiva europea. La parola chiave è «accelerare» — verso la redditività, verso i segmenti ad alto valore, verso un portafoglio di marchi che Filosa ha confermato resterà intatto. Nessun marchio verrà ceduto o chiuso. Tutti hanno un ruolo nella nuova mappa strategica.
Maserati nel Segmento E
Su Maserati arriva una indicazione precisa: il Tridente sarà riposizionato nel «lusso puro», con due nuovi modelli di segmento E — quello delle berline di lusso e alta gamma. Il piano dettagliato per il marchio sarà presentato entro dicembre 2026. È una scelta di campo che ha conseguenze dirette su Cassino Plant, che produce oggi la Maserati Grecale e le Alfa Romeo Giulia e Stelvio: se Maserati punta al lusso puro con nuovi modelli di segmento E, lo stabilimento ciociaro ha argomenti concreti per candidarsi a quella produzione.
Detto questo, le notizie specifiche su Cassino — quelle che tremila lavoratori e un intero indotto aspettano da mesi — non sono ancora arrivate. La giornata ad Auburn Hills è ancora in corso. Gli aggiornamenti seguiranno.
In mattinata, a poche ore dall’Investor Day, l’azienda ha comunicato ai sindacati le date delle ferie estive per lo stabilimento Cassino Plant. L’intero impianto, è stato comunicato oggi, chiuderà dal 3 al 16 agosto. Oltre alle linee produttive di Alfa Romeo Giulia e Stelvio e di Maserati Grecale, si fermeranno anche i reparti Presse e Plastiche che, in genere, non sono interessati agli stop legati alla fabbricazione delle vetture.