Stazione Tav: ecco i numeri che la portano a Frosinone

Frecciarossa

Un’opportunità irripetibile per lo sviluppo del territorio. Ma anche un obiettivo da poter centrare “stabilmente” sulla base di parametri e criteri oggettivi. A cominciare da quello più importante: il bacino di utenza. Parliamo del treno ad Alta Velocità, del Frecciarossa, delle fermate di Frosinone e Cassino. E, in prospettiva, della stazione.

Il dottor Giancarlo Pizzutelli di mestiere fa il responsabile del Dipartimento Prevenzione della Asl di Frosinone. Ruolo strategico, soprattutto in questa pandemia da Covid-19. Ma Giancarlo Pizzutelli è un esperto e un appassionato di statistica e uno studioso di Sistemi Locali del Lavoro. Infine, ma non da ultimo, è presidente dell’associazione degli ex alunni del Liceo Classico “Norberto Turriziani” di Frosinone.

E in questa veste, correva l’anno 2015, organizzò un convegno sul tema delle prospettive della Tav in Ciociaria.

Le sperimentazioni intermodali

L’ingresso dell’ETR 500 a Frosinone © Foto Patrizi

Da tempo approfondisce l’argomento.

Spiega: «Fermo restando il diritto di Ferrovie dello Stato di operare in autonomia le scelte strategiche tenendo conto dei propri criteri c’è un fatto. La posizione geografica e il contesto socio economico di Frosinone sono davvero ideali per l’implementazione del progetto».

Quindi rileva: «La stazione di Frosinone (sia l’attuale che la futura) è quella che consente le sperimentazioni intermodali forse più importanti sull’intera tratta Milano-Napoli. Infatti si trova ad un chilometro dall’A1, la più importante arteria autostradale d’Italia e una delle prime in Europa. In più è molto vicino ad una strada statale, la 156. Strada che consente di collegare Tirreno ed Adriatico. Pochi chilometri di distanza anche da una importante strada statale come la Casilina. Nessuna stazione Tav sull’intera tratta Milano-Napoli può vantare potenzialità intermodali superiori. Questo soprattutto in relazione alla distanza ridottissima con l’autostrada A1».

Il capoluogo fa sistema su 46 comuni

Ottaviani
Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani con il logo del Consorzio per il marketing territoriale

Poi sottolinea: «Ma c’è dell’altro. La stazione di Frosinone è al centro di un comprensorio socio- economico di assoluto rilievo. Mi riferisco ad un interessante studio dell’Istat, che ha definito nel 1981 i Sistemi Locali del Lavoro. Essi rappresentano dei luoghi (precisamente identificati e simultaneamente delimitati su tutto il territorio nazionale) dove la popolazione risiede e lavora. E dove quindi indirettamente tende ad esercitare la maggior parte delle proprie relazioni sociali ed economiche».

«I Sistemi Locali del Lavoro sono costruiti come aggregazioni di due o più Comuni. Cercando cioè di massimizzare il livello di interazione tra Comuni appartenenti allo stesso sistema. Un’interazione espressa dai flussi di pendolarismo giornaliero tra luogo di residenza e luogo di lavoro. Si tratta di sistemi territoriali dotati quindi di ottima coerenza dal punto di vista dell’aggregazione e della domanda trasportistica. Nel Sistema di Frosinone l’Istat (studio del 2011) ha inserito 46 Comuni, 37 di questa provincia e 9 di quella di Roma. Per un totale di 339.369 abitanti e 129.100 occupati».

«Ebbene, sull’intera tratta Tav Milano-Napoli, Frosinone è al sesto posto su ventisei. Preceduta da Milano, Roma, Napoli, Bologna e Firenze. In questa classifica c’è anche il Sistema di Cassino (138.503 abitanti). E’ al quindicesimo posto. Se escludessimo le Città metropolitane che ci precedono, Frosinone sarebbe la prima realtà. Davanti a Sistemi Locali come Modena, Parma, Reggio Emilia. Anche se, ad onor del vero, a Reggio Emilia nel 2011 non era stata ancora attivata la bellissima stazione Mediopadana dell’Alta Velocità».

Frosinone seconda solo a Roma e Firenze

Frecciarossa
Nel rating della tratta Milano Napoli Frosinone è sesta Foto © Stefano Bertolotti

Ma c’è di più. «In tutta l’Italia centrale, se si escludessero Roma e Firenze, ugualmente Frosinone sarebbe il primo Sistema Locale su un totale di 128. Con le stesse esclusioni, ad esempio, Latina si classificherebbe al quinto posto, con 208.972 abitanti e 86.000 occupati, e Cassino al quattordicesimo posto, con 138.503 abitanti e 49.900 occupati».

E per quanto riguarda le prospettive attuali e le potenzialità future, specialmente in termini di bacino di utenza?

Dice Giancarlo Pizzutelli: «Risulta prezioso il lavoro di Prometeia. E’ una ben nota società di consulenza di livello internazionale. Le risultanze indicano che la propensione all’utilizzo del treno ad Alta Velocità supera il 50% per tempi di accesso alla stazione fino a 30 minuti. E’ invece del 25% circa per i tempi di accesso di 45-50 minuti e si riduce del 15% per i tempi di accesso di 75-80 minuti. Tali tempi di accesso corrispondono con buona approssimazione a distanze di 25, 40 e 60 chilometri in linea d’aria».

«Ho limitato l’analisi alle sole città che hanno già in corso alcuni collegamenti con treni ad Alta Velocità o che aspirano ad averlo. Sono Arezzo, Chiusi, Orte, Cassino e Frosinone. Calcolando sia la popolazione totale (non della provincia, ma dell’area ricadente in quei raggi chilometrici di distanza dalla stazione) che quella nella fascia di età più propensa agli spostamenti in treno (20-69 anni)».

Tre ipotesi

La stazione Tav Frosinone ha solide basi numeriche

Prima ipotesi. «Raggio di 25 chilometri in linea d’aria dalle stazioni Tav (è una mia elaborazione su dati Istat 2018). Frosinone al primo posto (361.000 abitanti, 237.000 dei quali in età compresa dai 20 ai 69 anni). Poi Orte, Arezzo, Cassino (208.000 abitanti, 137.000 dei quali in età compresa dai 20 ai 69 anni)».

«Seconda ipotesi. Distanza di 40 chilometri dalle stazioni Tav. Frosinone sempre al primo posto (806.000 abitanti, 531.000 dei quali in età compresa tra i 20 e i69 anni). Poi Orte e Cassino (615.000 abitanti, 405.000 dei quali in età tra i 20 e i 69 anni). Quindi Arezzo e Chiusi. Terza ipotesi. Distanza di 60 chilometri. Frosinone al primo posto (1.773.000 abitanti, 1.141.000 in età compresa tra i 20 e i 69 anni). Poi Orte e Cassino (1.245.000 abitanti, 820.000 dei quali in età compresa tra i 20 e i69 anni). Quindi Arezzo e Chiusi».

Il flusso turistico

Giancarlo Pizzutelli

Giancarlo Pizzutelli dichiara: «Un altro fattore da prendere in considerazione è il flusso turistico. Tuttavia l’analisi dei dati Istat esclude stravolgimenti delle valutazioni fatte. Nessuna delle città esaminate è presente nella lista delle 50 località turistiche più visitate d’Italia. La conclusione è che, qualunque sia il tipo di criterio utilizzato, Frosinone dimostra di avere chiaramente le carte in regola per ospitare la stazione dell’Alta Velocità».

«Si tratta di dati utilizzabili non solo in ambito ferroviario, ovviamente. Sembrerebbe quasi, purtroppo, che fino ad oggi siano state ignorate le potenzialità socio- economiche di questa area. Potenzialità che derivano da una posizione geografica eccezionale e da una densità demografica rilevante. Tale “ignoranza” ha fatto sì che un progetto come l’Alta Velocità si stia materializzando solo adesso».

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