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Scarichi inquinanti, nuovo stop alla Reno de Medici

26 Luglio 20233 minuti di lettura
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Lo stop è scattato all’improvviso: mentre la direzione della cartiera Reno de Medici ed i sindacati erano riuniti per valutare l’andamento dei lavori di messa in sicurezza del depuratore interno. In quegli stessi minuti i carabinieri sono entrati ed hanno notificato il provvedimento di sequestro dell’impianto di Villa Santa Lucia.

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La conseguenza immediata, lamentano Slc Cgil, Fiste Cisl e Uilcom Uil è che “l’azienda si vedrà costretta a collocare da subito in cassa integrazione tutti i 180 lavoratori interni con conseguenti ricadute su altri cento lavoratori delle ditte esterne”.

Chi è l’inquinatore?

Nel 2022 la Reno de Medici era rimasta ferma cinque mesi per lo stop al depuratore consortile gestito dalla società A&A della quale, nell’occasione, scattarono gli arresti per il presidente Riccardo Bianchi.

Bianchi si è sempre difeso sostenendo che la colpa degli scarichi irregolari non era dovuta ad un cattivo funzionamento degli impianti A&A ma ai valori superiori alla soglia immessi in rete dal depuratore interno RdC. Cioè quello sequestrato oggi. 

Una tesi che ora sembra trovare conferma nelle indagini svolte dai carabinieri Forestali. Per i quali “dagli accertamenti svolti è emerso che la società sversava i reflui derivanti dall’attività produttiva, non adeguatamente depurati, presso la rete fognaria gestita da un Consorzio pubblico, violando i limiti imposti per lo scarico. I reflui così immessi confluivano presso il depuratore consortile e, poi, nel fiume Rio Pioppeto, deteriorando significativamente la qualità delle acque”.

Non solo. I carabinieri Forestali hanno seguito le tracce investigative arrivando a maturare un altro sospetto. Ipotizzano che “gli stessi fanghi di depurazione venissero poi scaricati dalla società direttamente nella rete fognaria consortile. La conseguenza è che sul Rio Pioppeto erano spesso presenti schiume e melme, fenomeno alcune volte accompagnato da forti odori, creando notevoli disagi alla popolazione residente”.

Lavori in corso

Il depuratore Cosilam

I sindacati hanno espresso “sconcerto dopo avere ascoltato i motivi alla base del sequestro, disposto nonostante il programma di investimenti già oggetto di un confronto positivo con le autorità ed in gran parte già realizzati sull’impianto di depurazione Reno”.

I carabinieri anche su questo punto hanno relazionato alla Procura. Hanno spiegato cosa si sta facendo ed a che punto sono gli interventi. Ed hanno denunciato quattro responsabili della società per il reato di inquinamento ambientale nonché di smaltimento illecito di rifiuti.

Lo stabilimento Reno de Medici di Villa santa Lucia dall’estate 2021 fa parte del portafoglio Apollo Global Management L.P., società di investimenti statunitense specializzata nel private equity. La struttura in provincia di Frosinone è specializzata nel cartoncino da economia circolare.

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