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Convenzioni firmate, cantieri aperti: AnbiLazio accelera sulla difesa del suolo

25 Maggio 20265 minuti di lettura
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Due notizie in rapida successione, entrambe con lo stesso filo conduttore: il territorio laziale che smette di aspettare e comincia a fare. I Consorzi di Bonifica del Lazio, quell’esercito silenzioso che lavora ogni giorno sui fiumi, sui canali, sulle sponde e negli alvei che tengono in sicurezza città e campagne, hanno incassato questa settimana altri due risultati concreti.

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Le convenzioni: un accordo atteso e strategico

La Provincia di Frosinone e la Città Metropolitana di Roma hanno sottoscritto la convenzione che, in base alla Legge Regionale 53 del 1998, affida ai Consorzi di Bonifica la realizzazione, la gestione e la manutenzione delle opere e degli impianti di difesa del suolo sul territorio regionale. Si aggiungono così alle Province di Latina e Viterbo, che avevano già firmato nelle settimane precedenti. Il Lazio è ora coperto in modo omogeneo.

Il Dg Anbi Lazio Andrea Renna ed il presidente di Lazio Nord Niccolò Sacchetti

L’importanza di questo atto non è solo formale. Ma di sostanza. Perché senza la convenzione firmata, le risorse restano bloccate e gli interventi non si possono programmare. Con la firma del presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano, si liberano fondi e soprattutto si apre la possibilità di pianificare gli interventi strategici in un territorio — quello ciociaro — che il direttore del Consorzio frusinate Aurelio Tagliaboschi definisce «bellissimo ma molto delicato dal punto di vista idrogeologico». Lo dice perché la provincia di Frosinone è attraversata da fiumi, fossi e torrenti che in caso di eventi meteorologici intensi possono trasformarsi rapidamente in fattori di rischio per abitati e infrastrutture.

Il nuovo status degli impianti

La novità più significativa introdotta dalla nuova convenzione — sollecitata da ANBI Lazio e accolta dall’assessore regionale Giancarlo Righini — riguarda il riconoscimento degli impianti di irrigazione alla stregua degli impianti di bonifica, come «impianti di preminente interesse regionale». È un passaggio tecnico ma di grande rilevanza pratica: significa che le risorse disponibili potranno essere indirizzate anche al sistema irriguo, non solo alle opere di difesa idraulica.

Il direttore generale di ANBI Lazio Andrea Renna ha espresso soddisfazione a nome di tutti i colleghi — Tullio Corbo per Latina, Vincenzo Gregori per Rieti e Viterbo, Aurelio Tagliaboschi per Frosinone — sottolineando il cambio di passo impresso dall’assessore Righini nell’incremento delle risorse e nell’accoglimento delle richieste avanzate dai Consorzi.

Una menzione speciale alla firma della Città Metropolitana di Roma. La convenzione non veniva sottoscritta dalla Provincia di Roma da oltre un decennio. Un silenzio lungo, che aveva lasciato scoperta la gestione idrogeologica di un’area vastissima e complessa. «Grande segnale di sinergia e collaborazione», lo definisce ANBI Lazio. Non è un eufemismo: è la descrizione di una discontinuità reale rispetto a un trend che sembrava impossibile invertire.

I cantieri nel Frusinate: Gorga, Artena e Anagni

Mentre le convenzioni si firmano, i cantieri già lavorano. Il Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni ha avviato una serie di interventi di manutenzione idraulica ordinaria nell’ambito del programma operativo 2026, che toccano tre comuni della provincia di Frosinone con caratteristiche e criticità diverse.

A Gorga, gli interventi riguardano il Fosso di Via Piana, affluente in destra del Torrente Rio. I lavori prevedono sfalcio nella porzione che attraversa la zona abitata e operazioni estese nel tratto a valle, con attenzione particolare al punto di immissione nel Torrente Rio. L’intervento più delicato riguarda la vasca di laminazione situata a monte del pettine idraulico: le piene avevano depositato sedimenti che ne compromettevano la funzionalità, rendendola di fatto inefficace. Ripristinarla significa restituire al territorio uno strumento fondamentale per contenere le piene nei momenti critici.

Ad Artena è stato completato il ripristino della sponda destra del Fosso Prato Deo — un intervento necessario per salvaguardare il ponticello sulla strada comunale che rischiava di essere compromesso dall’erosione. Contestualmente sono stati eseguiti sfalcio della vegetazione e risagomatura dell’alveo per ripristinare le corrette sezioni di deflusso. Interventi apparentemente minori, ma che fanno la differenza quando arriva un evento meteorologico intenso.

Ad Anagni, infine, sono partiti i lavori di sfalcio lungo il Canale Gronda Famelica. Si tratta di una manutenzione ordinaria che garantisce la funzionalità di un sistema idraulico che attraversa un territorio densamente abitato.

Tagliaboschi sintetizza il senso di queste attività con la chiarezza di chi lavora sul campo: «La manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua consente di preservare la funzionalità idraulica e di ridurre le criticità soprattutto in occasione di eventi meteorologici intensi». È la differenza tra prevenire e rincorrere l’emergenza. La prima costa meno — in denaro e in vite umane.

Il senso di tutto questo

Le due notizie — le convenzioni e i cantieri — raccontano la stessa cosa da angolazioni diverse. Le convenzioni costruiscono il quadro normativo e finanziario che rende possibile pianificare. I cantieri dimostrano che la pianificazione si traduce in azione concreta, sul territorio, nei comuni, lungo i fossi e i torrenti che nessuno nomina finché non esondano.

Aurelio Tagliaboschi

I Consorzi di Bonifica fanno un lavoro che non finisce mai sui giornali: finché qualcosa va storto. Quando un fosso esonda, quando una strada viene allagata, quando una vasca di laminazione smette di funzionare e l’acqua finisce nelle case. Solo allora tutti si chiedono chi avrebbe dovuto fare la manutenzione.

La risposta è: i Consorzi. Con le risorse che adesso — grazie alle convenzioni firmate — possono finalmente essere sbloccate e programmate. Prima che succeda qualcosa.

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