Numeri chiari: dicono chi eravamo e dove andavamo. Tracciavano una rotta, proponevano approdi. Parlavano di 216,7 miliardi di euro: l’11,3% del PIL nazionale con oltre un milione di occupati. Sono i numeri con cui l’Italia misura la propria economia del mare. E sono numeri che nascono da un osservatorio che ha la sua radice nel Lazio Sud. Tra poche ore quei numeri aggiornati al 2025 verranno aggiornati: mercoledì 8 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy verrà presentato il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare. Ed anche quest’anno, Giovanni Acampora presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina è al tavolo con il ministro Adolfo Urso ed il presidente di Unioncamere Andrea Prete.
I numeri da cui si parte

Il XIV Rapporto presenterà dati aggiornati. Ma per capire la portata di quello che verrà presentato domani, vale la pena di ricordare cosa diceva l’edizione precedente — quella del luglio 2025 che fotografava il settore con dati 2024.
Con 232.841 imprese e 1.089.710 occupati, l’economia del mare in Italia generava un valore aggiunto diretto di 76,6 miliardi di euro, che considerando il valore attivato nel resto dell’economia raggiungeva i 216,7 miliardi, pari all’11,3% del PIL nazionale. Un moltiplicatore stabile a 1,8: per ogni euro speso nelle filiere direttamente marine, se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia.
Il settore cresceva su tutti i fronti: valore aggiunto diretto in aumento del 15,9% (più del doppio della crescita media italiana ferma al 6,6%) occupazione in crescita del 7,7%, quattro volte il ritmo nazionale del 1,9%, e imprese in aumento del 2% in un periodo in cui l’economia nazionale registrava un calo del 2,4%.
Il Lazio occupava il quarto posto tra le regioni per incidenza del valore aggiunto dell’economia del mare sul totale dell’economia territoriale, con una quota del 6,7%. Un dato che coloca la regione subito dopo Liguria, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia e che spiega perché una Camera di Commercio come quella di Frosinone Latina abbia tutto l’interesse a presidiare questo osservatorio.
Il perimetro di un’economia che non si vede tutta

Il Rapporto analizza un ecosistema molto più ampio di quanto il termine «economia del mare» possa suggerire a prima vista. Le filiere comprendono la pesca e l’acquacoltura, la cantieristica navale, i trasporti marittimi e la logistica portuale, il turismo costiero e nautico, i servizi di alloggio e ristorazione collegati, le attività sportive e ricreative, la ricerca marina, la tutela ambientale e le estrazioni. È una mappa economica che tocca competenze industriali, logistiche, tecnologiche e culturali che non si fermano alla costa.
Il Sud Italia confermava il primato per valore aggiunto con una quota del 32,5%, per occupazione con il 37,7% e per imprese al 49,2%. Ma la distribuzione del valore (e il moltiplicatore più alto al Nord-Est con 2,1) racconta come l’economia del mare sia ormai una filiera integrata su scala nazionale.
Acampora e la Camera di Commercio

C’è un filo che unisce la presentazione di domani a quella di un anno fa e che passa per Giovanni Acampora. La Camera di Commercio Frosinone Latina è l’ispiratrice del Rapporto, prodotto insieme a OsserMare, al Centro Studi Tagliacarne–Unioncamere, a Informare e a Blue Forum Italia Network. È una scelta di campo: significa partecipare alla costruzione metodologica dell’analisi, alla raccolta dei dati, alla definizione del perimetro di misurazione.
Acampora si presenta domani al MIMIT nella stessa configurazione dell’anno scorso: presidente di Assonautica Italiana, di Si.Camera e della Camera di Commercio. Tre ruoli che, messi insieme, disegnano un profilo istituzionale che attraversa il sistema camerale italiano in verticale, dal livello provinciale a quello nazionale. E che nella Blue Economy trova uno dei suoi terreni di lavoro più strutturati.
L’appuntamento di domani è anche il primo dopo l’inaugurazione della nuova sede storica di via De Gasperi, con cui la Camera di Commercio ha scelto di tornare al centro di Frosinone e di rilanciare il proprio ruolo come motore dello sviluppo economico territoriale. Presentare a Roma, al MIMIT, il principale documento nazionale sull’economia del mare è il rovescio della stessa medaglia: la Camera di Commercio Frosinone Latina non è solo un servizio per le imprese locali, ma un soggetto che partecipa alla produzione della conoscenza economica nazionale.
Cosa aspettarsi domani

Il XIV Rapporto porterà dati aggiornati su valore aggiunto, contributo al PIL, occupazione, numero di imprese, andamento delle filiere e principali trend. Sarà interessante verificare se la traiettoria di crescita del settore (solida nel 2025) abbia tenuto in un anno segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e rallentamento dei traffici marittimi globali. Sarà interessante capire come si è mossa la filiera del turismo costiero, che nel 2025 era uno dei comparti più dinamici. E sarà interessante vedere se il peso del Lazio (sesto nella classifica per valore aggiunto) si è consolidato o modificato.
L’incontro offrirà anche un confronto tra rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni, delle Autorità marittime e del sistema associativo sulle strategie di competitività del Paese. In un momento in cui la Blue Economy è entrata nell’agenda europea come filiera strategica per la transizione ecologica e per la sovranità economica, il XIV Rapporto non è solo un documento statistico: è uno strumento di politica industriale.








