Ci vorrà un anno di tempo per ripulire dalla sabbia il porto-canale di Rio Martino, ai confini tra Latina e Sabaudia. È stato interdetto dalla Capitaneria di porto di Terracina, competente territorialmente.
ORDINANZA DI CHIUSURA

Nonostante diversi interventi di riapertura del passo marittimo, per anni e anni il porto-canale si è continuamente insabbiato, costringendo le barche dei pescatori professionali, le uniche autorizzate a entrare e attraccare, a fare gli slalom per cercare il fondo necessario per non toccare con la chiglia.
Ora la Capitaneria di porto è scesa in campo direttamente e l’ordinanza ricorda la «copiosa corrispondenza con cui l’ufficio ha segnalato agli enti gestori il progressivo ridursi delle batimetrie del porto canale di Rio Martino, la conseguente necessità di porre in essere interventi di approfondimento dei fondali, al fine di garantire la piena funzionalità dell’infrastruttura e non comprometterne la sicurezza e l’operatività».
Corrispondenza partita già nel 2019. Proseguita nel 2021, negli anni successivi, fino al maggio scorso. Ora però, in base alle relazioni di servizio del 14 e 18 giugno scorsi, siamo alla «totale compromissione dei fondali all’imboccatura del porto-canale di Rio Martino. Tale da impedire ictu oculi il transito in sicurezza di qualsiasi Unità, a causa del battente d’acqua limitato a pochi centimetri e della conseguente presenza di onda frangente nei pressi dell’imboccatura stessa». Per questo, «è fatto divieto a qualsiasi Unità Navale di entrare ed uscire dal porto di Rio Martino».
Fermo totale, dunque, alle attività di pesca dei natanti di Rio Martino.
«CI VORRÀ UN ANNO»

«Per riaprire completamente la via d’acqua ci vorrà tempo, forse anche un anno, anche se ci impegniamo per stringere i tempi» spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Latina, Franco Addonizio. «Calcolate che solo per la caratterizzazione delle sabbie occorrono 60 giorni». Che roba è la caraterizzazione? È l’esame necessario in qualsiasi occasione di movimentazione di sabbie, dal ripascimento alla liberazione di vie d’acqua.
Poi ci sono i tempi per la progettazione dell’intervento e per le autorizzazioni. «Per questo, stiamo pensando alla possibilità, nelle more delle procedure, di un attracco alternativo e temporaneo, limitrofo a Rio Martino, anche se non sarà semplice».
UNA STORIA LUNGA 20 ANNI

Intorno a quel canale c’era tutto un mondo. Popolato dal personale che faceva funzionare le darsene, i pescatori, il benzinaio, quattro ristoranti, due da un lato e due dall’altro e la draga sempre pronta a rendere fruibile l’ingresso e l’uscita del piccolo porto. Ricordava qualche anno fa Emilio Andreoli che la domenica mattina si arrivava a Borgo Grappa e lì c’era un altro mondo che viveva in simbiosi con quello del canale. Le attività commerciali erano più che fiorenti, c’era sempre la fila al piccolo supermercato, all’edicola, al bar, al fruttivendolo, al negozio di nautica.
«Ci si conosceva un po’ tutti, Rio Martino era come un piccolo paese, chi veniva da Roma, chi da Latina, ma anche dai castelli romani. C’erano duemila barche e bisognava pure sbrigarsi la mattina, per fare benzina. Chi si svegliava tardi doveva fare rifornimento, con le taniche, dal benzinaio del borgo» raccontava Andreoli.
Insomma anche Latina aveva il suo piccolo porto. E poi? E poi un bel giorno del 2002 si svegliarono e decisero che era tutto abusivo: ci furono i sequestri degli approdi per barche da diporto. Il canale fu promosso a fiume e il porto è poi morto, come è morta l’economia del piccolo borgo. Le duemila barche sono state sfrattate: chi se ne andò al fiume Sisto o a porto Badino a Terracina e chi al Circeo. Molti furono costretti a vendere la barca, prsero il lavoro tutti e anche l’indotto della nautica morì.
RIAPERTURE E CHIUSURE

In mezzo, ci sono stati i lavori di ricostruzione del porto canale, delle sue bocche, delle sue banchine, delle aree limitrofe, ufficialmente conclusi nel 2018. Lavori su cui non sono mancate polemiche, dai diportisti che lamentano l’assenza di un scivolo di alaggio sul lato Latina (città attualmente sprovvista di approdi da diporto) al crollo di alcune sponde di banchine, appena realizzate, alla mancata realizzazione di alcuni sottoservizi.
Nel corso degli anni, il passo marittimo è stato riaperto più volte, ma nessuna definitiva, a causa delle continue mareggiate. Nel frattempo, il Comune di Latina lanciava la gara per la gestione di 270 posti barca per i diportisti: l’affidamento nel 2021, ormai 3 anni fa, a un consorzio di operatori di Borgo Grappa, per una convenzione che, quando sarà operativa, prevederà finalmente la manutenzione continua del passo marittimo. Partono i dettagli di progetti di realizzazione, ma parte anche il braccio di ferro su chi debba mettere intanto il porto canale in grado di essere operativo.
Pescatori e diportisti, intanto, attendono.








