Il porto commerciale di Gaeta sembra navigare in un mare di bonaccia. E’ quanto emerge dal periodico report con cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale traccia un bilancio sugli scali su cui ha giurisdizione, ovvero Civitavecchia, Fiumicino e appunto Gaeta.

Nonostante i significativi investimenti realizzati grazie ai fondi del Pnrr, il “Salvo D’Acquisto” sembra essere una Ferrari senza benzina. Basta analizzare i dati riguardanti l’attività svolta nel corso del 2024, un lasso temporale lungo in cui sono state movimentate complessivamente merci pari ad un milione e 786 mila tonnellate, 13 mila in meno rispetto al 2024 quando le merci scaricate (un milione e 699 mila tonnellate) e quelle imbarcate (99.606) furono complessivamente un milione e 799mila tonnellate.

AnnoMerci sbarcate (tonnellate)Merci imbarcate (tonnellate)Totale movimentato (tonnellate)Variazione rispetto all’anno precedente
20241.699.00099.6061.799.000
20251.786.000-13.000

🔎 Differenza totale: -13.000 tonnellate
📉 Variazione percentuale: circa -0,72%

Decremento nel 2025

Un hub portuale si classifica anche per quello che movimenta. Nell’ultimo anno, il 2025, ha registrato un decremento anche per quanto concerne le merci liquide (petroli, fertilizzanti e prodotti raffinati). Hanno subito un calo del 10,6 % passando dal milione e 17mila del 2024 alle 909.666 tonnellate del 31 dicembre scorso.

Un’immagine dall’alto del porto di Gaeta

E mentre è ripresa la fuga di operatori portuali di Gaeta (il termometro è gestito dalle società che effettuano le spedizioni nel mondo) verso i già saturi porti di Napoli e Salerno, a salvare il salvabile nel computo dell’attività “industriale” del porto è la movimentazione delle merci.

Merci tanto invise dagli abitanti di Gaeta e Formia per il transito dei mezzi pesanti diretti ai siti di stoccaggio di derrate alimentari, mangimi, carbone, prodotti metallurgici, minerali di ferro, metalli non ferrosi, minerali grezzi, cementi, calci, fertilizzanti e prodotti chimici in alcuni siti esistenti alla periferia orientale di Formia o nel territorio di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Latrofa: “Gaeta con ampi margini di crescita”

Se alla fine del 2024 a Gaeta erano arrivate 782.377 mila tonnellate di queste merci, il dato al 31 dicembre scorso è cresciuto del 12 % (+ 94.274) ma non è bastato per mettere in galleggiamento una struttura che continua a scontare un gap legato alla viabilità e all’aspetto infrastrutturale.

Raffaele Latrofa

Deludente è stato alla fine del 2025 il dato legato al sin troppo reclamizzato traffico crocieristico. A Gaeta nel corso dell’ultimo anno sono arrivati soltanto 2009 passeggeri, 407 in più rispetto al 2024. Poca cosa. Potevano essere di più ma i crocieristi che hanno sfiorato le coste del sud pontino sono stati 1382 nel 2025 contro gli 881 del 2024 (+56,9%).

Per il neo presidente dell’Adsp Raffaele Latrofa, vicino alla Lega in virtù della sua nomina da parte del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il report sui traffici svolti nel 2025 confermano tre direttrici: il porto di Civitavecchia si consolida come hub logistico e crocieristico di livello mediterraneo; “Gaeta dimostra importanti margini di crescita in segmenti strategici delle rinfuse solide”; Fiumicino con il traffico energetico a servizio dell’aeroporto intercontinentale “continua a svolgere una funzione essenziale per il sistema infrastrutturale della Nazione”.

Lo scalo di Civitavecchia la fa da padrone con il traffico delle merci: da solo costituisceil 61,9 % rispetto a quelle movimentate anche a Fiumicino e a Gaeta. E si conferma quale primo porto crocieristico d’Italia tra i principali hub europei e mondiali grazie agli oltre tre milioni crocieristi approdati nell’ultimo anno sulle banchine di Molo Vespucci a Civitavecchia

Il Comune di Gaeta alza la voce

L’Amministrazione comunale di Gaeta lamenta di sentirsi un corpo estraneo nelle fasi decisionali durante le presidenze di Pino Musolino e di Raffaele Lotrofa. Il neo assessore ai Lavori Pubblici Massimo Magliozzi ha chiesto la delega piena nei rapporti con l’Adsp perché il Comune torni a far parte del comitato di gestione di cui sono componenti i Comuni di Civitavecchia e di Roma e la Regione.

Massimo Magliozzi

Antonio Di Rocco, capogruppo della Lega al Comune di Formia e vice presidente dell’Anci Lazio con delega alla blue economy, considera invece maturi i tempi affinchè il comune deliberi la richiesta di aderire all’Autorità portuale dopo un necessario e preliminare confronto sereno e costruttivo in consiglio comunale”.

Di Rocco ha rilanciato la proposta dopo che Lotrofa si è dichiarato favorevole alla possibilità di istituire la zona franca doganale nei territori di Latina e Frosinone finalizzata, attraverso il porto di Gaeta, a rafforzare la competitività economica e logistica del comprensorio meridionale del Lazio.

“Formia aderisca all’Autorità portuale”

Di Rocco auspica che l’attuale maggioranza di Forza Italia e Fratelli che guida il comune di Formia “abbandoni le sue ritrosie” e aderisca all’ex Autorità portuale in maniera tale che il “Salvo D’Acquisto di Gaeta e il porto di Molo Vespucci diventino un unico hub ma con due differenti vocazioni: commerciale per lo scalo gaetano, turistico-crocieristico per quello formiano”.

(Foto © DepositPhotos.com)

In questo quadro il porto di Gaeta e quello di Formia (“non dimentichiamoci mai che è di proprietà della Regione”, ha precisato Di Rocco) possano svolgere una funzione chiave come porta marittima di accesso ai mercati, in grado di integrarsi con il sistema industriale e logistico delle province di Latina, Frosinone, Caserta e della parte meridionale del Molise

Se Latrofa aveva evidenziato la piena disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale a collaborare con le istituzioni locali, regionali e con il mondo imprenditoriale per accompagnare l’attuazione della zona franca, favorendo l’integrazione tra il porto di Gaeta e il sistema logistico-produttivo dell’entroterra, per Di Rocco “Formia un porto già ce l’ha ed è di competenza regionale”.

Nessuna incompatibilità tra Formia e Gaeta

Le banchine di Molo Vespucci sono pronte da tempo per il traffico passeggeri con le isole di Ponza e Ventotene (ma anche con quelle campane di Ischia e Capri) e anche per ospitare anche le piccole navi da crociera grazie ad i finanziamenti europei “Pluss” ottenuti dal Comune.

Il Comune di Formia

“Non c’è assolutamente nessun motivo di incompatibilità con la vocazione commerciale del vicino porto di Gaeta – ha specificato Di Rocco Anzi, gli scali delle due città, pressochè ultimati, possono e devono coesistere nell’ambito di una politica comprensoriale chiamata a dare risposte ad un territorio che conta oltre 100 mila abitanti. E l’adesione del Comune di Formia all’Asdp sarà in grado di mettere in rete una moltiplicazione di sviluppo e di occupazione e l’obiettivo è “facilmente raggiungibile” sul piano procedurale e normativo”.

Formia e Gaeta però devono farsi trovare preparate a realizzare un “unicum” portuale. Secondo Di Rocco diventerebbe il più significativo tra Roma e Napoli e bloccherebbe il trasloco di tante aziende del settore che stanno dislocando la loro attività. Se il comune di Formia deve dare finalmente un senso all’utilizzo dell’ex porto commerciale di Molo Vespucci, Di Rocco riprende e rilancia quanto auspicato daAlessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla programmazione economica.

Commentando qualche “resistenza” manifestata dal comune di Gaeta alla proposta della Lega di far entrare Formia nell’Asdp di Civitavecchia, ha sottolineato come i “network portuali in Italia da tempo non sono più recinti da preservare“. Di recente alcuni porti in Sardegna (quello di Arbatax) ed in Sicilia che hanno chiesto ed ottenuto di entrare a far parte delle locali Asdp.

Formia nell’Adsp è un’opportunità

La proposta dell’Anci Lazio è stata condivisa dall’assessore regionale alla Protezione civile, Pasquale Ciacciarelli, sottolineando come la Regione dirà la sua nel comitato di gestione di cui fa parte insieme al comune di Civitavecchia e al comune di Roma capitale.

Pasquale Ciacciarelli, assessore regionale alla Protezione civile

“Non vogliano nessuna guerra di religione con gli amici amministratori del comune di Gaeta – ha concluso Di Rocco L’ingresso di Formia nell’Asdp dei porti laziali non è contro ma è a favore dello stesso comune di Gaeta sempre che ragioniamo in uno sviluppo armonico di un territorio che è un unicum. Il comune di Gaeta grazie all’adesione dell’ex Autorità portuale ha ottenuto innegabili vantaggi in termine di svilluppo della propria città. Perché non può coltivare questo obiettivo anche il comune di Formia?”.

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