Pompeo: “Le norme sullo smog, inutili ma non le possiamo ignorare”

Le norme sullo smog? «È ora di rivederle. Sono state definite in un’epoca in cui la scienza non aveva ancora a disposizione i dati che invece abbiamo oggi. Fino a quando non si rimetterà mano a quei provvedimenti, l’unica cosa che noi sindaci potremo fare sarà solo applicare. Anche se sono poco o per niente efficaci». Antonio Pompeo non è solo il leader della componente Dem Base Riformista, non è soltanto il presidente della Provincia di Frosinone. È anche il sindaco di una città come Ferentino. Che ogni giorno deve fare i conti con i limiti di concentrazione dello smog nell’aria.

Adolfo De Stefani Cosentino

Contro quei limiti ieri hanno puntato il dito il presidente di Unindustria Cassino – Gaeta, Davide Papa ed il presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino. Evidenziando che lo stop alle auto si sta rivelando una misura inutile per combattere lo smog. Perché il problema sta da tutt’altra parte: come ad esempio le caldaie per i riscaldamenti. A dargli ragione ci sono sindaci come Beppe Sala che a Milano ha ricordato come un fumatore di sigaretta inquini più di un motore Euro 6. (leggi qui: I sindaci fanno confusione, il mercato dell’auto cala. Papa: “È ora della chiarezza”).

Antonio Pompeo legge quelle considerazioni e dice «Credo che sia veramente arrivata l’ora di aprire una discussione».

Il concetto è che la legge c’è. E fino a quando c’è va applicata. «Purtroppo di fronte a certe situazioni noi siamo impotenti e abbiamo l’obbligo di assumere quei provvedimenti che la legge impone: dalle domeniche ecologiche, alle targhe alterne, al blocco del traffico». Anche se i numeri dicono che lo smog non s’è abbassato per niente quando gli stop alle auto sono stati applicati a Roma ed a Frosinone. «Non sta a noi stabilire se è giusto o meno farlo, se è efficace o no. Però se la legge è questa, e a tal proposito vorrei ricordare il piano di risanamento di qualità dell’aria, noi non possiamo non adeguarci». Fermare il traffico è un provvedimento impopolare. «Lo assumiamo spesso a malincuore, perché nessun primo cittadino è felice di azioni che comunque creano disagio ai cittadini».

Federauto evidenziava più che altro il sentimento di confusione che genera il modo in cui i provvedimenti vengono applicati. Emblematico è il caso di Roma. Dove sono stati fermati i diesel Euro 6 ma non i motori a benzina Euro 3: che inquinano molto di più. Da qui nasce la confusione nel consumatore: che non sa più cosa comprare.

Antonio Pompeo

Ma Antonio Pompeo non ci sta. «Colgo l’occasione di questa ennesima situazione che chiama in causa i sindaci per difenderne con fermezza ruolo e funzione. Siamo coloro che ogni giorno sono sul pezzo, siamo i primi riferimenti per i cittadini. E soprattutto non ci nascondiamo mai, come avviene in altri casi. Siamo in servizio tutto il giorno, in molti casi con indennità minori del Reddito di Cittadinanza. Ma con responsabilità di gran lunga superiori ad altri organismi, che molto spesso sono gli artefici di molti fallimenti di questo territorio e nessuno lo dice. Ma questo i cittadini lo sanno».

Conclude con un invito: «È giusto pertanto che certe riflessioni vengano rivolte a chi può effettivamente incidere su certi processi». Bisognerà dirlo a chi Governa il Paese: cioè al Partito Democratico, che esprime nell’esecutivo Conte 2 ministri riferibili a Base Riformista. Cioè la componente di cui Antonio Pompeo è leader sul territorio.