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Pomigliano accende, Mirafiori si prepara, Melfi in festa. Cassino aspetta giovedì

12 Ottobre 20266 minuti di lettura
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A Pomigliano d’Arco si accende una luce, a Mirafiori si preparano ad accenderla, a Cassino resta acceso solo il punto interrogativo. In un solo giro di dichiarazioni, Stellantis ha dato certezza ed una fabbrica, speranze concrete ad un’altra e lasciato un’altra ancora esattamente dove si trovava: in attesa.

Automobili

La notizia arriva da Reuters, raccolta dal direttore tecnologico del gruppo Ned Curic: Pomigliano produrrà auto elettriche di piccole dimensioni sulla piattaforma che Stellantis sta sviluppando insieme alla cinese Leapmotor, nello stabilimento di Mirafiori, a Torino. 

Il senso dell’operazione, più che nel modello, è nel metodo: Curic lo dice senza giri di parole, «stiamo imparando da Leapmotor a procedere più velocemente, e abbiamo imparato a costruire una nuova auto in due anni». È la logica della partnership industriale e commerciale che lega le due aziende: usare la velocità del partner cinese per accorciare i tempi europei.

Un secondo modello per Mirafiori

Lo stabilimento di Mirafiori (Foto: Marco Cremonesi © Imagoeconomica)

Ma c’è dell’altro. «Stiamo lavorando per un secondo modello a Mirafiori oltre alla 500»: lo ha detto nel pomeriggio Arnaud Belloni, responsabile dei brand Fiat e Lancia di Stellantis, al Salone di Parigi.

«Siamo al lavoro su un’auto molto piccola, estremamente competitiva, nella stessa filosofia della 2CV, ma non retrò, molto più moderna. Un approccio totalmente diverso», ha spiegato Belloni, nominato da poco alla guida di Fiat e Lancia. «Stiamo lavorando molto seriamente, arriverà prima di quanto immaginiate» ha aggiunto il manager che ha detto di trascorrere tanto tempo a Torino, lavorando a stretto contatto con i responsabili del design e dello sviluppo prodotto.

Poco prima delle 16.30 arrivano le parole del Ceo Antonio Filosa: Stellantis c’è e non intende perdere terreno. «Ci piace molto Mirafiori e stiamo facendo tutto il possibile, ma per fare di più abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino a creare le condizioni necessarie per essere competitivi, a partire da un costo dell’energia competitivo e da una logistica più efficiente». Il problema rimane sempre lo stesso: produrre in Italia costa più che da altre parti, l’energia elettrica per alimentare gli impianti costa infinitamente di più.

Torna Lancia Gamma

Non finisce qui. In occasione del 120° anniversario, Lancia allarga la gamma con l’introduzione del secondo modello della nuova era, che va ad affiancare Ypsilon. È un’ammiraglia e si chiama Lancia Gamma: avrà un ruolo importante nel mercato italiano ed europeo.

«Gamma è il fiore all’occhiello, l’ammiraglia del marchio che, dopo 50 anni dal lancio, torna» ha detto Gaetano Thorel, responsabile Lancia in Europa, in occasione del media drive dedicato alla stampa di Lancia Gamma. «È chiaro che è una macchina di 4,67 metri e il mercato europeo dell’auto è centrato intorno ai quattro metri e mezzo, quindi per noi Lancia Gamma ha chiaramente un ruolo importante non solo in Italia, ma anche fuori». La scelta di produrre Gamma in Italia sottolinea proprio la volontà di Lancia di «offrire agli italiani e alle aziende italiane la possibilità di comprare un’automobile made in Italy».

La nuova Lancia Gamma

C’è anche un altro ritorno dietro l’angolo: viene lanciata la Gamma HF Integrale, una vettura con due motori, elettrica, da 375 cavalli, 670 km di autonomia e capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi.

Lancia Gamma riporta al centro anche l’industria italiana: è prodotta a Melfi e va ad affiancare altri 19 modelli del gruppo Stellantis realizzati proprio nel nostro Paese. Il quadro oggi vede la Pandina fatta a Pomigliano, la 500 a Mirafiori, la Compass a Melfi insieme alla Gamma, fino a DS N°7.

Cassino, la domanda che aspettava una risposta

Lino Perrone (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Sul destino del Cassino Plant, invece, la situazione resta ferma, e la risposta che si aspettava è arrivata solo a metà. A margine della presentazione del concept Cuorerosso, il giornalista Lorenzo Curatti, di Motor1.com, ha chiesto conto al Ceo di Alfa Romeo Santo Ficili di quanto Alessioporcu.it aveva anticipato nello scorso mese di marzo: che sono stati cancellati i progetti per le nuove Giulia e Stelvio. Le vetture dovevano vedere l’asfalto nel 2025 e 2026, le linee produttive erano già state messe a punto e realizzate dalla Teknoprogetti, l’azienda di Lino Perrone. che lo aveva rivelato nella trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso: il progetto è cancellato. (Leggi qui: Stellantis nel tunnel: linee pronte, Giulia e Stelvio cancellate, 2 anni di deserto per Cassino).

Ficili ha confermato. E lo ha fatto nel modo più diretto possibile: alla domanda se le eredi di Giulia e Stelvio fossero ancora in una fase avanzata di sviluppo, la risposta è stata «No. Stiamo valutando».

Perché sono state accantonate Giulia e Stelvio

Giulia e Stelvio Alfa Romeo

Il motivo, per come lo racconta Motor1, è un disallineamento tra progetto e mercato: le nuove Giulia e Stelvio erano state pensate come modelli completamente elettrici, in linea con la strategia europea e con l’impegno, preso a suo tempo dal brand, di diventare un marchio esclusivamente a batteria. Nel frattempo la domanda dei clienti si è rivelata meno compatta di quanto previsto, lasciando spazio anche ad altre soluzioni tecniche.

Alfa Romeo ha scelto di prolungare la vita delle Giulia e Stelvio attuali almeno fino alla fine del 2027, comprando tempo per ridisegnare il futuro del brand. Ficili non nasconde il criterio che guiderà la decisione: un’azienda, dice, deve guardare anche ai ritorni economici degli investimenti. E il mercato resta la variabile che nessuno, oggi, sa prevedere con certezza.

La nuova Alfa a Melfi

Alfa Romeo Cuorerosso

«Il Piano Italia, presentato a dicembre 2024, lo stiamo realizzando e abbiamo fatto anche di più. Abbiamo annunciato 1 miliardo di investimenti in più ad Atessa e la nuova Alfa a Melfi. Il futuro di Cassino dipende molto dal piano Maserati, ne parleremo a dicembre quando presenteremo il piano strategico» ha detto Antonio Filosa.

Nel disegno che emerge, la Junior resta centrale, sostenuta dai risultati sui mercati internazionali. Invece Tonale, Giulia e Stelvio attuali si avvicinano alla fine del proprio ciclo commerciale. All’inizio del 2028 è previsto un nuovo SUV compatto, a cavallo tra i segmenti C e D, seguito da un modello che prenderà il posto della Giulietta. Ma avrà ben poco da spartire con la hatchback che i clienti ricordano.

C’è poi la 33 Stradale, fuori da questo ragionamento di volumi. Per Giulia e Stelvio, invece, il copione resta lo stesso di mesi fa: prima bisogna capire cosa il mercato è disposto a comprare. Poi si decide cosa costruire.

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