
Dopo anni passati sotto la bandiera a stelle e strisce, Plasmon torna a vestire il tricolore. A rilevare lo storico marchio italiano degli alimenti per l’infanzia sarà NewPrinces Group, il colosso agroalimentare con quartier generale a Reggio Emilia (già Newlat Food), che ha messo nel biberon circa 120 milioni di euro per riportare il brand tra mani italiane.
La notizia era nell’aria dallo scorso mese di febbraio, dopo che Kraft Heinz, aveva incaricato la banca d’affari Houlihan Lokey di sondare il mercato. A spuntarla non sono stati i fondi di private equity – numerosi e agguerriti – ma proprio il gruppo italiano, che negli ultimi anni ha mostrato muscoli e ambizioni da multinazionale, con sedi in sei Paesi europei e persino alle Mauritius. (Leggi qui: Pochi bimbi, si vendono meno biscotti: Plasmon finisce sul mercato)
Obiettivo: crescere… anche fuori culla
L’operazione si concluderà entro la fine del 2025 ed è condizionata al via libera delle autorità sulla Concorrenza. Rappresenta un doppio segnale positivo: per il made in Italy, che si riprende un marchio storico e per lo stabilimento di Latina, cuore produttivo di Plasmon con 300 dipendenti e 1,8 miliardi di biscotti sfornati ogni anno. La fabbrica, considerata tra le più performanti nel settore baby food in Europa, continuerà a operare regolarmente sotto la nuova guida.
Ma non è solo una questione di nostalgia o tricolore. Il vero nodo – come sottolineano anche i sindacati – è strategico: l’Italia fa sempre meno figli e il mercato interno per gli alimenti da svezzamento è in costante calo. Per questo, il segretario della Uila Uil, Giorgio Carra, pur definendo “positiva” la nazionalizzazione dell’azienda, avverte: “Serve un cambio di rotta. Mantenere occupazione e salari è fondamentale, ma sarà decisivo espandere la commercializzazione verso i Paesi con maggiore natalità. Solo così potremo parlare di vero rilancio.”
NewPrinces, la nuova regina del baby food
NewPrinces Group, che già presidia 10 settori del food & beverage, ora entra anche nel segmento della nutrizione specializzata, grazie a Plasmon e ai suoi brand collegati. Un ingresso coerente con il mantra aziendale: “Prodotti autentici, di alta qualità e accessibili, per arricchire le dispense delle famiglie con gusto e semplicità”.
Carmela Bazzarelli, managing director di Kraft Heinz Italia, ha salutato l’operazione con parole di fiducia: “Sono orgogliosa del percorso fatto con Plasmon. Sono certa che il marchio prospererà sotto la guida di NewPrinces, una realtà solida e radicata”.
Anche Kraft Heinz, dal canto suo, rivendica la bontà della cessione: “Ci permette di concentrare investimenti nelle aree chiave della nostra strategia europea e del Pacifico”, ha dichiarato Willem Brandt, presidente per l’area Europe & Pacific Developed Markets.
Latte, biscotti e futuro
Mentre si attende l’incontro tra azienda, acquirente e sindacati previsto per la prossima settimana, una cosa è certa: Plasmon cambia padrone, ma non smette di crescere. Dopo oltre un secolo di storia, il biscotto dei bambini italiani guarda ora oltre confine. Il baby food può diventare un settore ad alto valore aggiunto, a patto di saper parlare le lingue del mondo – senza dimenticare l’accento emiliano.



