Ruoli diversi, obiettivi condivisi, nessuna concorrenza e stesso target al centro del mirino: il paziente. La Sanità del Lazio cambia pelle seguendo la mappa tracciata dal governo regionale di Francesco Rocca: ospedali ed ambulatori Pubblici di qualità, sempre più Privato sui territori, ma soprattutto sempre più integrazione tra loro.

In provincia di Frosinone i numeri sono chiari: la Sanità Pubblica è allo stremo, il modello tiene ma non riesce a garantire tutto a tutti in tempi rapidi. La conferma arriva dalla decisione presa la settimana scorsa dal Direttore generale della Asl Arturo Cavaliere: 4 milioni per gli straordinari ed abbattere così gli arretrati e le liste d’attesa. (Leggi qui: Carenza di personale, l’Asl mette sul piatto più di 4 milioni di straordinari).

Non solo Pubblico

Ma anche il privato deve fare la sua parte. Niente più agende riservate in esclusiva ai clienti paganti: ora devono essere condivise con le strutture della Asl che possono dirottare lì i pazienti per evitare di farli stare troppo in fila, il conto lo paga la Sanità pubblica. E ci risparmia. Ma c’è anche un altro aspetto: le assicurazioni e gli Ordini professionali stipulano polizze per tutelare la salute dei loro clienti e vogliono che ad assisterli siano centri specializzati e professionali, efficienti e con tempi d’attesa ridotti a zero. Sta in questa mutata visione regionale della Sanità nel Lazio la nascita delle nuove strutture private sul territorio.

Il segnale è chiaro: l’assistenza medica non si gioca più solo dentro i confini rigidi del pubblico ma vive di alleanze, reti, contaminazioni intelligenti. Ecco perché domenica 16 novembre alle 18:00, questa nuova rotta troverà una sua tappa simbolica con l’inaugurazione della nuova sede S Medical a Sora. È un polo da oltre 3.000 metri quadrati, progettato per rispondere in modo integrato, concreto e multidisciplinare alle esigenze di cura.

Medical Group è una rete di strutture, collocate strategicamente sulla Provincia di Frosinone: in particolare a Frosinone (F Medical), Ceccano (Kintetic Sport Center), Castelliri (Kintetic Sport Center), Arce (A-Medical). A cui ora si aggiunge la struttura di Sora (S-Medical).

La parola chiave: integrazione

Foto: Vince Paolo Gerace © Imagoeconomica

La parola chiave è integrazione. Perché se è vero che la Regione Lazio, in piena continuità con la linea impressa dalla giunta Rocca, spinge verso una sanità sempre più aperta al contributo del privato, è altrettanto vero che il vero salto di qualità avviene quando pubblico e privato smettono di farsi concorrenza e iniziano a collaborare. Ed il mondo della Sanità di alta gamma risponde alle richieste delle principali Compagnie Assicurative, dei Fondi Sanitari Integrativi e delle Casse Mutua.

S Medical non è solo un poliambulatorio: è parte di un ecosistema sanitario, con oltre 200 professionisti e più di 60 branche specialistiche che spaziano dalla diagnostica alla pediatria, dalla riabilitazione posturale alla medicina estetica, passando per un laboratorio analisi interno che consente diagnosi rapide ed accurate.

In altre parole, il paziente entra e trova nella stessa struttura tutti gli specialisti di cui ha bisogno, senza peregrinare da uno studio all’altro, senza dover ricominciare daccapo ogni volta con medici che non si interfacciano l’uno con l’altro. Ed è proprio questo il segno dei tempi: centralità della persona, personalizzazione dei percorsi, sinergia tra competenze. Che non è marketing, ma organizzazione.

Il ruolo della tecnologia

(Foto © DepositPhotos.com)

Certo, il pubblico resta la colonna vertebrale del sistema sanitario. Ma il caso S Medical dimostra che il privato può essere molto più d’una valvola di sfogo per le liste d’attesa: può essere parte attiva di un nuovo modello sanitario, in cui la tecnologia – dalla risonanza magnetica aperta alla mammografia 3D – convive con l’umanità dell’ascolto clinico. E in cui perfino l’estetica (con la MG Beauty Clinic integrata nella struttura) si affianca alla salute in un’ottica globale di benessere e prevenzione.

Sora quindi non ospita solo un nuovo centro ma un modello-pilota. Un esempio di come il Lazio stia passando dalla frammentazione alla rete, dall’urgenza alla programmazione. Sarà il tempo a dire quali saranno i risultati.

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