La storia del milite non è più ignota

Saverio Forte per Alessioporcu.it

Il milite non è più ignoto. La storia delle migliaia di baionette italiane schierate durante la Seconda Guerra Mondiale sta per uscire dall’ombra. Una per una, fante per fante, marinaio per marinaio, aviatore per aviatore. Tutti quelli caduti. Dal certificato di nascita fino alla visita di leva fatta ai diciott’anni, dall’arruolamento fino alla destinazione al Reggimento, ogni impiego su ogni fronte, fino alla morte sul campo. Tutto grazie ad un progetto unico in Italia che è stato realizzato a Gaeta nel Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico della Difesa. È l’ex Stabilimento Tipografico Militare dove si realizzavano calendari e carta intestata per le Forze Armate. E trasformato da qualche anno nell’esatto contrario: il centro in cui scannerizzare, digitalizzare e catalogare tutti i documenti della Difesa.

Immagine d‘epoca dell‘ex Stabilimento Grafico Militare

C’è tutto. Il progetto ultimato da poco a Gaeta ha riguardato il periodo 1940-1945. Di tutti gli appartenenti a tutte le Forze Armate è stata ricostruita, in forma digitale, la storia: finanche le lettere che spedivano o ricevevano dai loro familiari o semplici appunti in cui esprimevano in trincea il loro disappunto.

Il Centro di Dematerializzazione

A realizzare quel lavoro di ricostruzione storica dalla portata monumentale è stato il centro di Dematerializzazione. I numeri parlano chiaro. Grazie a 21 milioni di euro investiti per la sua trasformazione, resta con i suoi 110 dipendenti, militari e civili, la più importante realtà produttiva ed economica del Golfo. E ora sta centrando la sua nuova “mission 4.0″: garantire alla Pubblica Amministrazione italiana la metamorfosi digitale.

Grazie alla creazione dell’Aid la Difesa ha razionalizzato il ruolo dei suoi ex Stabilimenti, divenuti sorpassati con l’avvento delle nuove tecnologie: uno stabilimento tipografico come quello di Gaeta era divenuto antieconomico e privo di un ruolo strategico; conseguenza della dematerializzazione degli uffici pubblici, con il passaggio dalla carta all’elettronica.

A volerlo è stata l’Aid, l’Agenzia Industrie Difesa del Ministero della Difesa, da cui dipende dal 2001 il “CeDeCu” di Gaeta. Questo organismo in house era stato costituito due anni prima con il decreto legislativo numero 300/99: disponeva la riconversione dei siti industriali del Ministero della Difesa, tra cui l’ex Stabilimento Grafico Militare di Gaeta. Al quale ha affidato la mission della dematerializzazione degli archivi pubblici.

Il quinto pilastro

La cura individuata da Aid per lo Stabilimento Grafico Militare ha permesso di raggiungere un equilibrio economico, il recupero del pieno impiego di risorse, impianti ed infrastrutture; la riduzione dei costi gestionali; il ripristino di condizioni di efficienza operativa. Ma soprattutto, attraverso la valorizzazione del personale e delle sue competenze e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Ora, la struttura militare ubicata nel “cuore” del parco urbano di Monte Orlando, grazie a quei 21 milioni di euro investiti è diventata uno dei 5 pilastri del Businnes Units (Bu) dell’attività industriale, unitamente alla gestione degli esplosivi e del munizionamento, delle attività navali, della valorizzazione mezzi terrestri e aerei e del settore chimico-farmaceutico. Il quinto pilastro è la dematerializzazione.

La sede del CeDeCu di Gaeta, alle spalle della cattedrale

Il Centro di Gaeta è l’unica Pubblica amministrazione accreditata dal 2015 presso l’Agenzia per l’Italia Digitale per essere considerata un’eccellenza nella digitalizzazione e conservazione digitale. In pratica cosa fa? Prende tutti i documenti che devono essere conservati, li digitalizza e li classifica, lì carica sui server e li rende fruibili alle varie amministrazioni interessate. Fine della carta, fine dei milioni di metri cubi necessari per conservare quei documenti, fine degli affitti per il loro immagazzinamento.

La presentazione

Il risultato del lavoro svolto dal Centro di Dematerializzazione verrà presentato mercoledì 25 settembre, alle ore 10.30. Saranno presenti, tra gli altri, il generale Alessandro Veltri Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti e l’ingegner Gian Carlo Anselmino Direttore Generale dell’Agenzia Industrie Difesa; l’ingegner Francesco Grillo direttore dello stabilimento di Gaeta ed il Capitano di Vascello Raffaele Cerretini, capo dell’Ufficio Statistica e Albo d’Oro del Commissariato Generale del Ministero della Difesa.

Saranno loro a spiegare che grazie alla tecnologia, il Milite non è più ignoto. O almeno non la sua storia.