La Omron di Frosinone cambia proprietà. Lo stabilimento ciociaro specializzato nella produzione di relè e switch per auto passa dalla omonima multinazionale Giapponese al fondo tedesco FairCap. I sindacati e le Rsu aziendali hanno ricevuto la comunicazione ufficiale dall’azienda nella sede di Unindustria dal legale rappresentante della fabbrica frusinate.

Il passaggio formale avverrà da dicembre.

Chi è FairCap

FairCap è una società di investimento imprenditoriale con sedi a Monaco di Baviera, Milano e Londra. Acquisisce aziende di medie dimensioni in situazioni speciali: trasformazione, scorporo, Gestione per Obiettivi, oppure in Management Buy-In cioè il processo attraverso il quale un team di manager esterni acquista un’azienda o una parte di essa e assume la responsabilità della sua gestione. E le sviluppa in modo olistico, tenendo conto degli aspetti finanziari, ecologici e sociali.

Il fondo non ci occupa di aziende in liquidazione pura, start-up, banche, aziende biotecnologiche e partecipazioni di minoranza. Non opera nei mai delle armi, del tabacco, degli allevamenti intensivi.

Nel suo portfolio ci sono S & P Federnwerk GmbH & Co. KG che è un produttore di molle tecniche per i settori agricolo e automobilistico. Fornisce clienti che si interfacciano direttamente come fornitori di primo livello con le case automobilistiche. C’è poi Stumpp + Schüle, un produttore di molle a filo, parti stampate e piegate con clienti rinomati nei settori automobilistico, elettronico, del vetro e della ceramica. La competenza principale dell’azienda è la produzione di molle a compressione formate a freddo e a caldo, inclusi trattamento termico, rettifica delle estremità, pallinatura, preregolazione, serraggio a caldo e prove di forza e fatica.

Nel 2024 ha acquisito ad Imola la Electro System Srl, che produce e assembla schede elettroniche e cavi industriali, coprendo l’intero ciclo produttivo, dalla prototipazione alla produzione in serie. In Svezia, sempre nel 2024 ha acquisito la Overum Industries AB (“Överum”), produttore svedese di macchine agricole, in particolare aratri, con una lunga tradizione che risale al XVI secolo. Nel primo semestre del 2025 ha acquisito a Trieste la AdriaTronics Srl che opera nei settori dell’elettronica, della meccatronica e delle telecomunicazioni. L’azienda offre servizi end-to-end: ingegneria, prototipazione e collaudo, produzione e assemblaggio, installazione e riparazione in loco e servizi di supply chain.

Chi è Omron Frosinone

I relè Omron

Omron è uno dei principali produttori di componenti e sistemi tecnologicamente all’avanguardia per l’automazione industriale. A Frosinone ha uno dei suoi plant, specializzato nel campo metalmeccanico, nei settori della produzione di componentistica auto, elettrodomestici e fotovoltaico. 

Nel febbraio 2023 gli oltre 120 addetti hanno votato un referendum che ha sancito l’uscita dal periodo di crisi affrontato poco più di due anni prima. L’azienda è presente in Ciociaria dal 2004 come prima come Bitron, poi Bitron Omron Srl mentre dal 2007 è diventata solo Omron Srl.

Il passaggio al fondo tedesco, secondo quando annunciato dalla proprietà non comporterà rischi dal punto di vista produttivo ed occupazionale.

La preoccupazione dei sindacati

I lavoratori dell’Omron

Ma quell’operazione preoccupa e non poco sindacati. A preoccupare maggiormente è la mancanza di un piano industriale. Per questo i sindacati del settore metalmeccanico di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro con il fondo FairCap per comprendere le linee, gli investimenti ed il programma futuro per il sito ciociaro.

“Siamo sicuramente più sereni dopo le dichiarazioni dei proprietari attuali – spiega Antonio Palombo della Fim Cisl – Ma restano alcune perplessità, non di poco conto. Abbiamo sollecitato un incontro con i nuovi azionisti, dove chiederemo un piano industriale dettagliato. Palombo entra nel dettaglio dei dubbi sull’operazione Omron. “Ci risulta che il nuovo azionista ha anche qualche vertenza aperta al ministero – aggiunge il sindacalista – Non vorremmo che la vera mission fosse quella del taglio progressivo dei posti di lavoro. In pratica, anche se formalmente nulla cambierà, il territorio perde una multinazionale importantissima. Dopo Valeo e il ridimensionamento di Stellantis la provincia si sta sempre più impoverendo”.

Fim Cisl chiederà di valutare l’applicazione della legge n. 76 del 2025 sulla partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori nel nuovo CdA: è un modello di partecipazione che in Germania è consuetudine da anni. “Questo al fine di garantire ancor di più l’occupazione per il nostro territorio” spiega Cisl

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