Inizia la chiusura di Saf, via ai lavori per la Fabbrica dei Materiali

I lavori sono iniziati lunedì scorso: è l’inizio della fine per lo stabilimento provinciale delle immondizie a Colfelice. Sparirà entro due anni. L’annuncio lo ha fatto in mattinata Lucio Migliorelli, presidente della Saf – Società Ambiente Frosinone: la società formata da tutti i Comuni della provincia di Frosinone, in parti uguali a prescindere dalla popolazione dalla quantità di spazzatura prodotta.

Fine di una storia durata 25 anni. E che nel bene e nel male ha garantito la Provincia di Frosinone dall’emergenza rifiuti, evitando cumuli di immondizie nelle strade. Un impianto che spesso si è dovuto fare carico delle emergenze di Roma.

La Fabbrica dei Materiali

Al suo posto, in due anni, nascerà una Fabbrica dei Materiali: basata sull’economia circolare, sul riciclo dei materiali, sul recupero di tutto ciò che per alcuni è rifiuto mentre per altri è materia prima.

La fabbrica dei materiali costerà circa 12,5 milioni di euro: è il secondo più grande investimento in materia di Ambiente fatto sul territorio nell’ultimo quarto di secolo, il più importante negli ultimi dodici anni.

Studiata da uno dei principali esperti nel settore, la Fabbrica dei Materiali di Colfelice è basata sulle più moderne tecniche di recupero dei materiali: tra le varie tecnologie è stata quella più vicina all’impatto zero, cioè la meno inquinante e quella meno fastidiosa sotto il profilo dei cattivi odori. Il progetto tiene conto di tutto quello che ha funzionato in questi anni a Colfelice e di quello che non è andato bene. Come un vestito su misura per le esigenze del territorio.

Via la copertura che oggi è fatta con pannelli nei quali ci sono parti di amianto, al suo posto un tetto fotovoltaico con cui abbattere i costi per l’energia. Prevista anche una rete di monitoraggio della qualità dell’aria.

Il nuovo impianto verrà realizzato senza fermare quello che oggi è in funzione e che si basa sulla ormai superata tecnologia Tmb cioè di tritovagliatura meccanica e biologica. In parole semplici, non ci saranno più immondizie che devono fermentare per essere trasformate in combustibile con cui alimentare i forni del termovalorizzatore Acea di San Vittore del Lazio.

Materie prime e niente concorrenza

Cosa farà allora la nuova fabbrica: «cercheremo di recuperare – spiega il presidente Lucio Migliorelli e riutilizzare quanta più frazione possibile dall’indifferenziata. Penso alle materie plastiche, alla carta, al cartone, all’alluminio, al ferro».

Non andrà in concorrenza con le aziende che già oggi ritirano la plastica, la carta, i metalli, il vetro… Perché la Fabbrica si occuperà solo della frazione ‘indifferenziata’ e cioè quella parte di rifiuto che contiene tante materie prime ma vanno estratte e recuperate.

Benvenuti nella circular economy.

Il guadagno per i cittadini è su due fronti. Il primo: meno materiali per il termovalorizzatore (e noi oggi paghiamo Acea per farci bruciare l’immondizia lavorata) e meno scarti per la discarica (dove si paga in base allo spazio occupato). Più materia prima da rivendere incassando così soldi.

Il progetto di Zingaretti

Il progetto fatto sviluppare dal presidente Lucio Migliorelli è stato realizzato sul solco della rotta tracciata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nel luglio del 2017. Quel giorno il governatore annunciò una rivoluzione nel modello di gestione dei rifiuti sul suo territorio e lo stanziamento di fondi con cui arrivare alla chiusura die Tmb, superare il modello che prevedeva i termovalorizzatori e le discariche.

A quel progetto, Lucio Migliorelli aveva lavorato direttamente perché era in Regione Lazio nell’assessorato che aveva competenza sui Rifiuti e le Discariche.

Nicola Zingaretti quel giorno del 2017 annunciò un cambiamento radicale di tecnologia. (leggi qui Zingaretti: «Via lo stabilimento Saf, diventerà Fabbrica dei Materiali»). «Gli attuali impianti – spiegò – sono stati utili. Ma sono tecnologie di cui non siamo più soddisfatti. Per questo ci sarà una totale riconversione con incentivi economici: saranno stabilimenti di rigenerazione di materiali utilizzati. La rete di Tmb ci ha salvato, ma insieme a una svolta come quella sul compostaggio, oggi presentato, anche sulla rete dei tmb vogliamo portare in tutto il Lazio le più moderne tecnologie. Su questa scelta diventiamo la regione leader».