Il vero segnale nell’auditorium per Frosinone Città Grande


I momenti drammatici sono stati due. Il primo è stato quando il vescovo Ambrogio Spreafico, presidente della commissione per il Dialogo Interreligioso all’interno della Conferenza Episcopale Italiana, invece di ringraziare il presidente di Unindustria Giovanni Turriziani ha detto alla sala che l’idea dell’Unione dei Comuni è di Maurizio Stirpe. Il secondo è stato quando l’immensa sala dell’auditorium Paolo VI di Frosinone ha stentato a riempirsi, facendo temere il flop.  Non è stato così.

La call chiamata da Giovanni Turriziani è stata un successo politico: la presentazione dello studio che dimostra la possibilità di realizzare in Ciociaria la prima città metropolitana nel Lazio era destinata a chi governa i processi del territorio. E assenti non ce ne sono stati: sindaci, parlamentari, presidenti di associazioni e di enti, capitani di industria. Un chiaro riconoscimento del ruolo al presidente.

La stessa presenza del vice presidente nazionale di Confindustria Maurizio Stirpe, sottolineata dal vescovo di Frosinone, non va data per scontata. È il segnale che il progetto viene preso molto sul serio ai massimi livelli. È lì per assistere alla chiusura di un percorso di avanguardia iniziato proprio con la nascita di Unindustria.

Troppo piccoli non si corre

Troppo piccoli per essere competitivi. È questo il fulcro dello studio della professoressa Maria Prezioso (Università degli Studi di Tor Vergata), quello dell’Unione dei Comuni per un nuovo capoluogo – Sistema cooperativo di città del frusinate”. Presentato ieri presso l’Auditorium San Paolo ai Cavoni.

La ricerca ha messo in luce un ambito territoriale di area vasta di valenza metropolitana che, con il coinvolgimento di 8 Comuni interessati (Alatri, Ceccano, Ferentino, Frosinone, Patrica, Supino, Torrice, Veroli) conferma la possibilità di istituire una dimensione tra le più grandi tra quelle nazionali. Perché l’idea stessa del Grande Capoluogo offre in una forma partecipativa, dal basso, servizi di interesse economico generale: la sanità, la formazione, l’accessibilità, l’amministrazione. Il tutto nell’ambito di asset competitivi e sostenibili.

Ognuno al suo posto

Il destino ha voluto che la presentazione avvenisse in un giorno particolare: quello del disgelo tra Governo e Industriali. Una fase delicatissima, nella quale qualsiasi cosa può diventare un pretesto. (leggi qui Tortoriello: «Tiene l’economia del Lazio»).

Ne è consapevole  Giovanni Turriziani che a braccio (va talmente bene che dovrebbero impedirgli di portarsi il discorso scritto) mette subito in chiaro: Unindustria non vuole e non può sostituirsi alla politica, ma mette a disposizione uno studio che ha come unico obiettivo quello di provare a rispondere alle esigenze delle imprese in termini di competitività. Per crescere insieme cioè, indipendentemente dal vari e diversi “gusci” istituzionali.

Tutti presenti

A dare un respiro più politico all’evento è la presenza come moderatore di Corrado Trento, prima firma politica di Ciociaria Oggi. Non è stato facile dare a tutti gli spazi che reclamavano di fronte ad un evento capace di trasformare un’intera provincia e mandare un segnale a tutto il Lazio.

Ed è in quel “tutti” che va inquadrato l’evento di ieri. Perché c’erano davvero tutti all’interno dell’Auditorium, a testimoniare l’attenzione nei confronti dell’associazione di categoria, ma anche di Giovanni Turriziani. A cominciare naturalmente dal vescovo Ambrogio Spreafico.
Gli amministratori innanzitutto: il presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Ma pure i sindaci Simone Cretaro (Veroli), Giuseppe Morini (Alatri), Roberto Caligiore (Ceccano), Lucio Fiordalisio (Patrica), Gianfranco Barletta (Supino). Ognuno con le proprie aperture e le proprie perplessità, ma comunque sul palco, a testimoniare che il progetto rappresenta già una piattaforma di dibattito.

Ma è nella sala che si è misurato il “peso” di Unindustria. C’erano i senatori Massimo Ruspandini e Gianfranco Rufa, le deputate Francesca Gerardi ed Enrica Segneri, tutti vertici delle forze dell’ordine. C’era soprattutto il Prefetto Ignazio Portelli.

Ma anche i consiglieri regionali Mauro Buschini e Pasquale Ciacciarelli, il presidente del consiglio comunale di Frosinone Adriano Piacentini. Per non parlare del presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli e del neo commissario del Consorzio industriale unico del Lazio, Francesco De Angelis. Il direttore generale di Ciociaria e Latina Oggi Massimo Pizzuti, il presidente dell’ordine dei medici Fabrizio Cristofari, quello di Legambiente Francesco Raffa, il presidente dell’ordine degli architetti Paolo Vecchio, quello di Ance Frosinone Angelo Libero Massaro. C’era un “monumento” dell’imprenditoria locale, Roberto Turriziani, papà di Giovanni. E ancora: Giuseppina Bonaviri (Area Vasta Smart), Anselmo Briganti (Cgil).

Taglia e cuci

Naturalmente, tra un intervento e l’altro, tutti hanno parlato con tutti.
Mentre dal palco veniva sottolineato che “quello che si vuole affrontare non è un problema di perimetri, ma di efficienze e di visioni perché è necessario innovare ed immaginare nuove dimensioni accanto alle storiche vocazioni che ciascun Comune manterrà”.

La professoressa Prezioso ha spiegato che sotto la soglia dei 50.000 abitanti è impossibile accedere a quei finanziamenti necessari per il rilancio del territorio. E neppure il capoluogo riesce a superare quella soglia. In ogni caso il problema è stato posto.