“Il turismo è morto, evviva il turismo”: la ricetta di Palombelli per il Lazio

Covid e il turismo nel Lazio: per salvare un comparto che rischia l’agonia serve una strategia che abbassi la pressione fiscale sugli operatori. E che, passando per i nuovi protocolli, punti a trovare un volto che sia totem della ripartenza del settore. Fausto Palombelli, presidente della sezione Turismo di Unindustria non si limita a descrivere il fosco quadro del presente. Lui ha già in mano il ‘pennello’ per riscrivere il futuro.

Futuro che di essere fosco proprio non può permetterselo. “A fine anno il Lazio, quel museo a cielo aperto che vale un quarto del turismo nazionale, vedrà crollare gli incassi di alberghi, musei, ristoranti e compagnie di trasporto di 10 miliardi di euro. Oltre 8,2 soltanto nella Capitale. La stima è del Cerved Unindustria.

Fausto Palombelli © Imagoeconomica / Alessia Mastropietro

Così, ha esordito Palombelli in una intervista a Il Messaggero. Sciorinando i numeri di una crisi che ha i contorni della pre agonia. “A differenza di quello che avvenne nel 2003 dopo l’emergenza Sars – spiega Palombelli – la ripresa non arriverà con un rimbalzo, ma si realizzerà in più anni, con una crisi che rispetto al passato toccherà maggiormente la capacità di spesa”.

Ma proprio da Unindustria arriva una prima strategia per uscire dalla crisi. E che guarda non soltanto all’emergenza: uno stretto coordinamento con Regione e Comune “che auspichiamo possa nascere a breve”. E poi eventi di respiro internazionale, una comunicazione del marchio Roma e Lazio che faccia breccia in tutto il mondo e, soprattutto, una nuova offerta sull’alta gamma, sul turismo di lusso.

Stime foschissime, serve ossigeno

L’hotel Hilton di Roma durante la chiusura per Coronavirus Foto Carlo Carino / Imagoeconomica

Le stime sono da pelle accapponata. Soltanto gli alberghi perderanno 1,2 miliardi di euro. Stessa cifra per i ristoranti, che sale a 2 miliardi se aggiungiamo gli incassi dei bar. Agenzie di viaggi, mondo della convegnistica e vettori registreranno un crollo del fatturato tra il 25 e il 35 per cento.

“Oggi – dice ancora Palombelli – con le frontiere sia esterne sia all’interno chiuse, il turismo è congelato. Ad esempio, a Fiumicino abbiamo meno di 3mila passeggeri al giorno, facciamo il traffico che prima dell’era Covid registravamo in 15 minuti. In questo stato, per sopravvivere, serve soprattutto ossigeno subito”.

Ripartire? Bene, allora giù le tasse

Ma per ripartire non si può guardare soltanto al presente. Qui entra in gioco la visione strategica che non puo’ prescindere dall’analisi del turismo che verrà.

Alberghi chiusi durante il Coronavirus Foto © Canio Romaniello / Imagoeconomica

“Certo – dice ancora Palombelli – servono protocolli con regole igienico sanitarie per ogni comparto. E parallelamente si devono supportare le aziende sul fronte della liquidità, con minore tassazione e burocrazia. Ma come aziende, insieme con le Istituzioni di riferimento, dobbiamo anche ripensare il marchio di Roma e Lazio, perché non basterà più il Cupolone dopo questa grave crisi. Dobbiamo fare quello che nei manuali di marketing si chiama riposizionamento. Su quale offerta vogliamo puntare? Monumenti, borghi storici o il nostro ‘modo di vivere’? E soprattutto quale tipo di turista vogliamo attrarre? Che aspettative hanno?”.

Unindustria un piano ce l’ha. E guarda proprio alla Cina, dove tutto è cominciato in negativo, dove tutto potrebbe trovare il suo riscatto logistico.

Aeroporti di Roma, nell’individuare compagnie straniere da portare a Fiumicino, ha tra le altre cose scoperto che i cinesi avrebbero molto amato il Lazio, perché tra noi e loro è comune l’origine e l’amore per la vita di campagna.

Nei prossimi mesi ripartirà il turismo domestico. E da qui che parte la strategia alla quale Unindustria sta lavorando al suo interno, pronta a presentare a breve le sue proposte alla Regione e al Campidoglio.

La nuova esca si chiama curiosità

Sposa sotto le Stelle, evento dell’estate nel Lazio

“Abbiamo bisogno – annota Palombelli – di eventi che creino curiosità a livello internazionale già da luglio. Bella l’idea di un mega concerto operistico, con grandi nomi della lirica, a piazza di Siena. Tuttavia sarebbe altrettanto iconica una rassegna cinematografica nei luoghi, come Fontana di Trevi, dove sono stati girati i capolavori più famosi. Ma per il riposizionamento dell’immagine di Roma e Lazio, servirebbe un volto, un personaggio, riconoscibile in tutto il mondo.

Infine c’è il turismo d’alta gamma, che a Roma vede soltanto un milione di turisti su quasi 19 complessivi.

“Abbiamo bellissimi alberghi, che sanno coccolare gli ospiti. Ma per l’alta gamma ci vuole la filiera, offrire servizi che si tramutino in emozioni. Ad esempio: creare aree dedicate e adeguate in aeroporto, organizzare visite ai monumenti in orari diversi per evitare la folla,. E ancora: garantire i trasferimenti con autisti preparati e su vetture comode. Infine, dedicare momenti per lo shopping nei negozi eleganti del Tridente, fuori orario e con personal shopper”.