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Il mondo cambia, la politica locale non se ne accorge

10 Luglio 20212 minuti di lettura
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La Camera di Commercio del Basso Lazio ha già spostato il piano del confronto economico su base interprovinciale. Il Consorzio industriale regionale unico allargherà ulteriormente il campo del dibattito. La stessa gestione dell’emergenza rifiuti di Roma sta facendo emergere una dimensione perlomeno regionale nell’affrontare la situazione. Sta cambiando il mondo, sta cambiando tutto.

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Se ne sono accorti da tempo imprenditori proiettati verso il futuro come Francesco Borgomeo. Se ne sono accorti i vertici di Confindustria come Maurizio Stirpe (nazionale), Angelo Camilli (regionale), Miriam Diurni (provinciale). E se ne sono accorti sindacalisti proiettati nelle nuove sfide di oggi come Enrico Coppotelli (Cisl). Se ne sono accorti presidenti di enti intermedi strategici come Lucio Migliorelli (Saf) e Marco Delle Cese (Cosilam). Oltre naturalmente ai massimi vertici della Camera di Commercio (Giovanni Acampora) e del Consorzio industriale regionale unico (Francesco De Angelis).

A non essersi accorta che il mondo sta cambiando è invece la classe politica locale. (Leggi qui: Stellantis, si inizia a ballare. La sfida Green alle eco mafie).

La politica locale non se ne accorge

In questa fase concentrata sulle candidature a sindaco dei Comuni che vanno al voto in autunno ma anche nella primavera 2022. Concentrata, neppure a dirlo, sulle ipotesi delle prossime candidature parlamentari e regionali. Senza però rendersi conto che tutto quello che abbiamo citato prima è destinato ad alzare l’asticella del dibattito.Per prendere voti bisognerà dimostrare di avere competenze e visione.

Ma prima ancora, per poter ottenere una candidatura eleggibile, sarà fondamentale “convincere” i leader nazionali e regionali di essere in grado di rappresentare davvero più territori. Come minimo le province di Frosinone e Latina.

Foto: Daniele Mascolo / Imagoeconomica

Quello che manca è la capacità di mettere tutto insieme e di farlo pesare. Per esempio il chimico-farmaceutico è un’eccellenza nazionale di entrambe le province. Qualche politico locale sta realmente pensando a come impostare un progetto per la creazione di un grande distretto industriale del vaccinale? No. Frosinone e Cassino hanno le fermate della Tav, la provincia di Latina ha porti importanti. Idee per sinergie serie? No. Per non parlare di collegamenti infrastrutturali che potrebbero essere migliori e di una transizione digitale all’altezza della situazione.

Pensano alla prossima candidatura. Guardano il dito. La luna non la vedono nemmeno.

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