Più di ogni locandina, più di ogni slogan, più di ogni parola detta dal palco. Nel Summit dell’Edilizia di Fiuggi c’è un aspetto che vale di più: chi lo ha organizzato. Non un’impresa contro un sindacato, non un sindacato contro un’impresa: le due parti, insieme, allo stesso tavolo, per lo stesso comunicato. È la prima volta, in questo territorio, che accade. E accade non per denunciare una crisi, ma per fare l’esatto opposto: guardare oltre l’emergenza, verso un orizzonte che il settore delle costruzioni non ha ancora imparato a leggere.

Un tavolo che non si era mai visto

A promuovere l’incontro al Fiuggi Convention Centre sono ANCE Frosinone, con il presidente Arnaldo Zeppieri, e le tre sigle sindacali di categoria: Feneal UIL Frosinone con il segretario generale Flavio Fareta, Filca CISL Frosinone con Giustino Gatti, Fillea CGIL Frosinone-Latina con Angelo Tomeucci. Con loro la Cassa Edile di Frosinone, guidata dal presidente Sandro Sigismondi e dal vicepresidente Alessio Faustini, e il Formedil Frosinone del presidente Alfredo La Posta.

Il titolo scelto, “Insieme si costruisce“, non è solo uno slogan: è la dichiarazione di un metodo che ribalta la consuetudine del settore. Da anni, in edilizia, imprese e sindacati si incontrano quasi sempre da fronti opposti, per contestare un ritardo o un rischio. Questa volta l’agenda è un’altra: sicurezza, legalità, formazione, nuove tecnologie, infrastrutture, rigenerazione urbana, politiche per l’abitare.

Il comparto guarda al giorno dopo

Ad aprire il confronto è il presidente nazionale di ANCE, Antonio Ciucci, che porta a Fiuggi i nodi del dibattito nazionale: gli appalti pubblici, la qualificazione delle imprese, il Piano Casa, l’aumento dei costi dei materiali. Seguono gli interventi dei rappresentanti sindacali nazionali — Stefano Costa per Feneal Uil, Mauro Vanulejo per Filca Cisl, Paola Senesi per Fillea Cgil — insieme a esponenti delle istituzioni provinciali, regionali e nazionali.

Il tema che attraversa ogni intervento è lo stesso: cosa succede all’edilizia italiana quando il Pnrr, che ne ha sostenuto la crescita degli ultimi anni, smetterà di produrre cantieri. Reindustrializzazione, aree industriali, ZES, logistica, infrastrutture, rigenerazione dei centri storici, contrasto allo spopolamento: non sono voci di un programma, ma le domande a cui il settore dovrà rispondere da solo, senza più il traino degli investimenti pubblici straordinari.

Il caffè di Mastrangeli sul cantiere

Il panel con i sindaci

Al tavolo delle istituzioni, imprese e sindacati hanno chiesto qualcosa di preciso ai sindaci del territorio: un piano che metta in sicurezza gli edifici pubblici delle loro città e recuperi i centri storici, per costruire davanti al settore un futuro che non dipenda più dal Pnrr.

Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli ha risposto con un elenco, quello degli appalti assegnati dal suo Comune, rivendicando che molti — nel rispetto del Codice degli appalti — sono andati a imprese della provincia. Poi la parte che vale più della cronaca amministrativa: «Che lavorano bene, sono serie, affidabili, con lavoratori esperti, ai quali la mattina quando passo a controllare il cantiere porto il caffè».

Non è un dettaglio folkloristico: è la misura di quanto, in questo settore, la fiducia si costruisca cantiere per cantiere, non delibera per delibera. Un sindaco che porta il caffè agli operai la mattina dice, con un gesto, quello che il Summit ha detto con un giorno di lavori: che l’edilizia di provincia si tiene insieme per relazioni dirette, prima ancora che per norme.

I premi e il futuro che resta da scrivere

Il Summit ha chiuso con la cerimonia che, ogni anno, guarda oltre l’oggi: la 51ª consegna delle Borse di Studio della Cassa Edile di Frosinone, il Premio straordinario al merito, e il concorso EdilTrophy 2026 del Lazio, vinto dai lavoratori della provincia di Frosinone, che ora rappresenteranno la regione alla finale nazionale al SAIE di Bologna.

Un settore che teme la fine del Pnrr ha scelto di chiudere la sua giornata più importante premiando chi ci lavorerà dopo. È la stessa scommessa implicita nel titolo dell’incontro: che il comparto non si costruisca solo di cemento e appalti, ma della fiducia tra chi lo dirige e chi, ogni mattina, lo mette in piedi — con o senza un caffè offerto sul cantiere.

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