I misteri della riforma dei Centri per l’Impiego ed il software dell’Unicas

A sollevare il caso è il quotidiano nazionale on line Linkiesta, uno dei più autorevoli nel settore degli approfondimenti. Ha acceso i riflettori sul Reddito di Cittadinanza. Scoprendo una serie di situazioni sulle quali chiedere quantomeno un chiarimento. Lo ha fatto la collega Lidia Baratta con un articolo pubblicato il 2 febbraio scorso: Reddito di cittadinanza, 10 domande al governo su un mistero di nome Mimmo Parisi.

L’analisi de Linkiesta parte dal nome di Domenico Mimmo Parisi, nome sconosciuto agli addetti ai lavori, individuato però dal ministro Luigi Di Maio per guidare l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal). È lui l’uomo incaricato di seguire la riforma dei Centri per l’Impiego in Italia. Scrive Lidia Baratta:

Ma prima d’ora nessuno aveva mai sentito parlare dell’italo-americano classe 1966, originario di Ostuni, professore di Demografia e statistica all’Università Statale del Mississippi, Stati Uniti, e direttore del National Strategic Planning and Analysis Research Center. «Ci siamo conosciuti qualche mese fa alla Camera. Lui mi ha raccontato quello che sta facendo in Mississippi, con i centri per l’impiego e con gli strumenti di sostegno e di contrasto alla povertà, e ci ha conquistati tutti», ha detto Di Maio dal palco della convention Cinque Stelle per la presentazione del reddito di cittadinanza, presentandolo come futuro «capo dell’Anpal».

Dove sta il problema? Linkiesta propone alcune domande al ministro ed al governo, prima di affidare un ruolo così centrale come quella dei centri per l’impiego a un esperto venuto dagli Stati Uniti di cui si sa poco o nulla, se non che ha inventato un software per l’incrocio della domanda e offerta di lavoro, e fondato proprio lo scorso maggio negli States una nuova società.

La prima domanda posta è:

Uno. Come è stato scelto Mimmo Parisi in qualità di nuovo presidente di Anpal? 
Di Parisi non si sapeva nulla, fino al momento in cui Di Maio lo ha nominato come mentore nella riforma dei centri per l’impiego abbinata al reddito di cittadinanza. Quello che sappiamo, dal suo cv di 20 pagine che si trova online, è che Parisi ha conseguito un dottorato in “Sociologia rurale” nel 1998 e che dal 2007 è professore ordinario presso l’università del Mississippi, ateneo che si piazza al 177esimo posto su 312 nella graduatoria U.S. News & World Report College and University. Non esattamente il più importante tra gli atenei americani. In più, le questioni del lavoro non risultano centrali nelle pubblicazioni accademiche del professore. Nonostante questo, sappiamo anche che, attraverso il National Strategic Planning and Analysis Research Center, di cui è direttore, ha creato il Mississippi Works, una app che, utilizzando i Big Data, incrocia domanda e offerta di lavoro nello Stato del Mississippi.

Seguono poi una serie di interrogativi, tutti articolati e motivati. Al fine di conoscere come sono entrati in contatto Parisi e Di Maio? Come si sono conosciuti? E poi Perché per riformare i centri per l’impiego italiani è stato scelto un professore del Mississippi? E ancora: perché scegliere il modello di flexsecurity del Mississippi e non quello di un qualsiasi altro Stato europeo?Altro dubbio. Il governo è consapevole del fatto che Parisi non sia solo un professore universitario, ma anche un imprenditore nel business dei software per il matching tra domanda e offerta di lavoro? 

Su questo punto entra in scena la società Valentz Inc, della quale Linkiesta chiede di cosa si occupi. Domanda poi se è prevista una gara pubblica per decidere quale sarà la app che useranno i navigator per incrociare domanda e offerta di lavoro? E quando sarà pubblicato il bando?

Nei giorni successivi, un altro articolo approfondisce ancora il tema e rivela che Parisi è legato all’internazionale Sovranista (leggi qui: Dal Mississippi alla Puglia: ecco il filo rosso che unisce Mimmo Parisi all’internazionale sovranista)

I dubbi di Unicas Cassino

A Cassino c’è un’Università pubblica che ha appena festeggiato i 40 anni di attività. Per celebrarli verrà ad assistere alla lezione inaugurale del nuovo anno accademico il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Negli anni, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale si è ritagliata un ruolo sempre più incisivo nel ramo dell’Ingegneria, ha avuto come rettore una delle massime autorità europee nel campo della metrologia (il professor Paolo Vigo). È attiva nel campo delle ricerche, detiene brevetti sulle ricariche elettriche al punto che una delle prime colonnine di ricarica automatica per i veicoli a motore elettrico venne progettata proprio a Cassino.

Nel passato, Cassino ha avuto un certo peso anche nel campo delle Scienze Umane. Correva l’anno 2007 quando il 4 settembre. Alla General Assembly dell’International Association for Educational and Vocational Guidance due sociologi dell’Università degli Studi di Cassino, Francesco Maria Battisti e Lucio Meglio, presentarono un progetto di ricerca. Si intitolava An expert system for guidance in new professions. Era stato realizzato nell’ambito del dottorato di ricerca cassinate in Scienze dell’Orientamento.

Studiava ed offriva alla scienza «un sistema esperto finalizzato ad orientare i giovani nel mondo del lavoro favorendo l’incontro tra la domanda e l’offerta dei posti disponibili». Lo ricorda oggi il professor Lucio Meglio.

Il software di Battisti e Meglio

Di cosa si trattava? Un sistema esperto è un software intelligente che risponde alle domande degli utenti aiutandoli a risolvere un problema. E così a prendere una decisione su un particolare campo della conoscenza.

«Un sistema esperto – spiega ora il professor Meglio – si compone di tre parti: base di conoscenza, motore inferenziale e interfaccia utente. Quest’ultimo è l’elemento intermedio che costituisce l’interfaccia input/output in cui ogni utente digita la domanda con la tastiera e visualizza sul computer le risposte ottenute. Nel software dedicato all’orientamento professionale sarà necessario individuare il quadro delle competenze delle nuove professioni, il loro iter formativo e professionale, i livelli occupazionali. Incrociandoli con le offerte dei datori e gli sbocchi del mercato. Ma anche con le progressioni di carriera e le eventuali transizioni in un mondo caratterizzato da flessibilità e cambiamento».

A cosa serviva. Soprattutto cosa c’entra con il Reddito di Cittadinanza e la riforma dei Centri per L’Impiego. E con i dubbi sollevati da Linkiesta? «La costruzione di questo sistema era diretta ad un utente che lo avrebbe utilizzato comodamente da casa consultando internet e scegliendo i percorsi lavorativi sulla base dei propri interessi e delle offerte lavorative disponibili nel mercato del lavoro italiano» spiega ancora il docente.

Insomma un vero e proprio advisory system utile per gli utenti in cerca di lavoro «per la sua ricchezza di offerte e per la specificità delle descrizioni».

Che fine ha fatto

Il progetto, pubblicato nel 2008 in un volume collettaneo, fu sottoposto a vari Enti pubblici. I due docenti avanzarono una richiesta di finanziamento per la sua realizzazione e la messa a disposizione per i Centri per l’Impiego. Nessuna risposta è mai arrivata.

La prematura scomparsa nel 2009 del professor Battisti e il disinteresse nei confronti del progetto da parte degli attori locali portò all’abbandono dell’idea. Che rimase presente solo nella letteratura scientifica.

E oggi arriva Anpal

Oggi a distanza di dodici anni il Governo italiano mediante la società in house Anpal servizi si appresta ad acquistare o noleggiare il software americano Mississippi Works, realizzato dal sociologo Mimmo Parisi.

Che differenza c’è? Enorme. Spiega il professor Lucio Meglio che il software sul quale ci si sta orientando «usa semplici big data per incrociare domanda e offerta di lavoro. Il nostro sistema invece teneva conto di una serie di elementi del passato e del possibile futuro del candidato, il suo percorso formativo e professionale, i possibili sbocchi del mercato».

Cosa significa? Un esempio su tutti: «a Cassino nel corpo docenti dell’Università c’è uno dei primi ingegneri ad essersi laureato in Ingegneria Nucleare. Racconta sempre che dal momento in cui scelse quell’indirizzo al momento in cui lui arrivò sul mercato del lavoro, in Italia era scomparsa l’ingegneria nucleare a causa del famoso referendum che disse no alle Centrali sul nostro territorio. Lasciandole però a pochi metri dal confine, in Francia, dove compriamo l’energia. In un semplice incrocio dei dati, quel professore non troverebbe mai una collocazione lavorativa. Invece con un sistema che tiene conto dello sviluppo delle attitudini, dele progressioni di carriera e le eventuali transizioni in un mondo caratterizzato da flessibilità e cambiamento, si può trovare la collocazione giusta per le attitudini delle persone».

L’amarezza del prof

L’amarezza di Lucio Meglio nella consapevolezza di avere avuto tra le mani un’altra grande occasione mancata. «Colpa di un Paese e di un territorio rimasti rimasti da sempre sordi alle sollecitazioni arrivate dalle Istituzioni, dalle ricerche. Il nostro è stato uno dei progetti e studi nati sul territorio e mai considerati. Perché visti lontani nella loro applicabilità o semplicemente non aventi protezione o appoggio amicale nelle stanze decisionali. Ci rivolgiamo all’estero, pagando ciò che avremmo potuto avere funzionante già da tempo a costi notevolmente ridotti. Chissà se mai impareremo la nostra storia».