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I dazi di Trump agitano i sonni di Giulia e Stelvio

27 Giugno 20182 minuti di lettura
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La guerra commerciale promossa dal presidente statunitense Donald Trump con Europa e Cina, tra dazi e controdazi, non preoccupa solo economisti e borse mondiali. Ma anche e soprattutto il mondo produttivo. E di questo universo fa parte FCA, perché se Trump ha minacciato dazi al 20% sulle auto importate negli Usa dall’Europa, dalle parti dello stabilimento di Cassino non si possono dormire sonni tranquilli.

Certo, ad essere penalizzate maggiormente saranno le case automobilistiche tedesche. Ma da Cassino, seppur l’export Alfa verso gli States sia minimo a livelli assoluti, il mercato a stelle e strisce in prospettiva rappresenta un obiettivo fondamentale.

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Sergio Marchionne infatti ha indicato gli stabilimenti italiani ed in particolare quello di Piedimonte San Germano, come la casa delle produzioni premium e di quell’11% che FCA esporta oltre l’oceano, Giulia e Stelvio rappresentano una fetta molto importante.

L’obiettivo dichiarato da FCA per Alfa Romeo nell’anno in corso infatti è quello di esportare oltreoceano il 16% delle produzioni. Ciò significa che il 16% di Giulia e Stelvio prodotte a Cassino sono destinate negli Stati Uniti.

L’imposizione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti per volere del presidente Trump andrebbe ad ostacolare e non poco questa strategia. Che a cascata avrebbe conseguenze sulle produzioni. Quello che si teme è una diminuzione delle immatricolazioni a causa dell’aumento dei prezzi dei modelli. Questo potrebbe provocare una riduzione della produzione dei veicoli che vengono venduti negli Stati Uniti.

Insomma si potrebbe verificare quanto già accaduto in Cina negli scorsi mesi. Fatto questo che fece calare e di molto le produzioni anche a Cassino rispetto alle stime.

Di fatto l’intero piano strategico di Fca, in caso di degenerazione della guerra dei dazi, rischierebbe di subire un duro colpo.

Una via d’uscita potrebbe essere data da una rivalutazione del mercato interno. Ma le produzioni Premium hanno soprattutto States e Cina come obiettivi. E a parte quel che resta di Giulietta, a Cassino non si produce ormai più per l’Italia e soprattutto per la massa.

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