
Giulia e Stelvio resteranno in produzione fino al 2027, incluse le versioni Quadrifoglio. È la prima certezza concreta per lo stabilimento Cassino Plant: una finestra temporale definita, durante la quale la produzione continua. Poi cosa succede?
Un portavoce di Stellantis ha assicurato che «Alfa Romeo sta studiando soluzioni per continuare a competere nel segmento D con nuove interpretazioni dell’attuale gamma, restando fedele al proprio DNA orientato alle prestazioni e adattandosi all’evoluzione del mercato». Piattaforme flessibili, motorizzazioni multi-energia, ibride ed elettriche. Dettagli? «Saranno comunicati in una fase successiva». Dicembre, con ogni probabilità, quando a Modena verrà presentato anche il piano Maserati. (Leggi qui: Stellantis, colpo di scena a Detroit. Filosa: Cassino ha un futuro. A dicembre il piano Maserati).
Il catalogo Alfa Romeo
Il fatto che da ieri Alfa Romeo sia stata declassata da brand globale a marchio ‘regionale’ (cioè, il suo mercato di riferimento sarà l’Europa ed il Nord Africa) non è un problema per Cassino Plant. Perché Cassino non è la casa di Alfa come lo fu Arese ma hanno portato le Alfa lì alcuni anni fa in quanto le maestranze del Cassinate lavoravano dannatamente bene e con pochissimi scarti. Grande qualità, massima redditività. Cosa significa? Cassino è la culla ideale per qualsiasi auto di alto livello che debba uscire dalle linee fatta benissimo perché verrà venduta ad un prezzo che non ammette difetti. (Leggi qui: Stellantis, ecco il piano. Cassino non c’è. Ma sarà «without shoutdown»).
Si può ipotizzare che il progetto per le nuove Stelvio e Giulia sia collegato anche all’arrivo di una partnership che potrebbe coinvolgere il rinnovamento delle linee produttive di Cassino, dove oggi si producono le attuali versioni. Nel frattempo il catalogo della gamma Alfa Romeo nel FaSTLAne 2030 presentato ieri prende una forma più chiara. La Junior resta il driver di volume nel segmento B-SUV, aggiornata nel corso del ciclo di vita, pensata per un pubblico giovane come porta d’accesso al mondo Alfa. Arriverà un nuovo C-SUV su piattaforma STLA M – «una vera Alfa Romeo, prodotta in Italia» – con motorizzazioni multi-energia per competere nel cuore del mercato. E una nuova hatchback di segmento C su piattaforma STLA One, erede spirituale di 147 e Giulietta, che porterà tecnologie avanzate su tutte le motorizzazioni.
Sulla scia della 33 Stradale, verrà lanciato anche un nuovo progetto esclusivo «few-off» di Bottega Fuoriserie: uno di quegli oggetti del desiderio che non si vendono in migliaia di esemplari ma che costruiscono la desiderabilità del marchio per chi invece si vende in migliaia. La Tonale resta il modello globale chiave con oltre 100.000 unità prodotte.
Il quadro complessivo dice che Alfa Romeo non viene abbandonata: viene riposizionata. Ma il segmento D, quello di Giulia e Stelvio, per il momento resta avvolto nell’incertezza strutturale che più preoccupa Cassino.
I dubbi di Rocca
A margine della premiazione dei calciatori del Frosinone per la promozione in Serie A avvenuta oggi in Regione Lazio, Francesco Rocca ha detto quello che molti pensavano ma pochi avevano il coraggio di dire. «Le parole di Filosa le prendo col beneficio del dubbio perché comunque a oggi Stellantis ha latitato un pochino nel dare risposte». Non è ostilità verso il CEO: è la posizione di chi ha già visto troppi piani industriali presentati con entusiasmo e poi disattesi. La fiducia si guadagna con i fatti, non con le conferenze stampa.
Sul tema Maserati — la risposta che Filosa ha indicato come il futuro di Cassino — Rocca è ancora più diretto: «basta con questa storia se non è accompagnata da nuovi modelli e da un rilancio molto forte». Il Tridente a Cassino c’è già: la Grecale si produce lì e presto potrebbe raggiungerla la Levante. Il problema non è il nome del marchio, sono i volumi di produzione. Due, tre giorni di lavoro al mese non bastano per tenere in piedi uno stabilimento e un indotto.
L’ipotesi è quella prospettata ieri sera durante la trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso. E cioè uno stabilimento che ha il suo core business nelle Presse e Plastica che oggi lavorano per tutto il Gruppo, occupando circa 1.100 addetti. Con altri 600 è possibile produrre un numero adeguato di auto di nicchia: come le Maserati, le Giulia e le Stelvio di edizione limitata. Quante? Una cinquantina per turno, fatte praticamente a mano e senza bisogno di colossali infrastrutture di assemblaggio.
L’incontro con Urso e la questione dell’indotto
Lunedì Rocca vede il ministro Adolfo Urso. L’agenda è chiara: non solo lo stabilimento, ma l’intero ecosistema produttivo che gli gravita intorno. «Noi abbiamo da salvaguardare Stellantis e l’indotto che riguarda migliaia di lavoratori». Perché l’allarme rosso è ora per l’indotto?
Perché da Auburn Hills ieri è uscito un segnale chiaro: le macchine di domani si faranno sulla piattaforma Stla One ed i pezzi saranno fondamentalmente gli stessi. La differenza? Nel corso degli interventi all’Investor Day è passato un messaggio chiarissimo: la differenza deve essere ‘percepita‘ più che ‘di sostanza‘. E cioè: i pezzi li faccio tutti uguali ma con delle piccole sfumature che da fuori li faranno sembrare differenti anche se dentro sono gli stessi. In questo modo, muore la specificità di ogni modello di automobile. E va in crisi un’intera filiera produttiva.
È il punto che spesso sfugge quando si parla di Cassino Plant in termini di numeri di addetti diretti: attorno allo stabilimento esiste una costellazione di fornitori, servizi, aziende dell’indotto che moltiplica l’impatto occupazionale ben oltre gli attuali duemila dipendenti Stellantis. Qualsiasi soluzione — riconversione, partnership cinese, nuovi modelli — deve tenere conto di questa rete. Altrimenti si salva lo stabilimento e si distrugge il territorio.
Il governatore non chiude nessuna porta: «Pronti a qualsiasi ipotesi, a qualsiasi iniziativa». Ma vuole prima ascoltare — Urso lunedì, poi i vertici Stellantis in un incontro da organizzare. Vuole capire. Vuole costruirsi «un quadro chiaro»prima di muoversi.
Dicembre: la data che conta
Il piano Alfa Romeo per il segmento D e il piano Maserati con le sue due Segmento E (altissima gamma) arriveranno entrambi a dicembre 2026. È la data che concentra le attese di Cassino: quella in cui si scoprirà se le promesse di Auburn Hills hanno una carne industriale oppure restano architettura di presentazione.
Molti spazi di Cassino Plant resteranno inutilizzati: non servono più. Ma la Regione Lazio ha dato un segnale politico molto forte e moto netto. È emerso ieri durante A Porte Aperte, lo hanno confermato la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli ed il commissario del Consorzio Industriale Raffaele Trequattrini: hanno detto No ad alcuni progetti che puntavano a fare uno spezzatino industriale nella attuale area Stellantis. La Regione, tramite il Consorzio, ha detto No a qualsiasi spezzatino e No al cambiamento, anche parziale, della vocazione industriale e manifatturiera del sito.
Da qui a dicembre, lo stabilimento lavorerà poco. Le ferie estive partiranno il 3 agosto. I mesi che passano pesano sui lavoratori, sulle famiglie, sul tessuto economico del territorio. Filosa ha detto che Cassino ha un futuro. Rocca lo prende col beneficio del dubbio. I lavoratori aspettano dicembre.
Sette mesi. Che sembrano sette anni.



