Fca è farsa al ministero: «Problemi per l’Ecotassa? Invenzioni dei giornali, Manley non ce lo ha detto»

«Ho incontrato il capo delle relazioni industriali nazionale di Fca il 28 dicembre e non mi ha rappresentato alcun problema legato all’Ecotassa/Ecobonus. Ad oggi il Governo italiano non ha ricevuto alcuna comunicazione in cui Fca metta in discussione i suoi 5 milioni di investimenti in Italia».

«Vabbé, allora questo incontro non ha motivo di andare avanti: io ho da fare in provincia di Frosinone».

«Scusate: ma questo è un tavolo ufficiale o no?»

«È un incontro conoscitivo».

Il confine con il surreale è stato sfiorato molte volte questa mattina durante l’incontro tra i segretari generali dei metalmeccanici di Cgil – CIsl – Uil – Ugl della provincia di Frosinone con il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

L’incontro Governo – Sindacati

A sollecitare l’incontro Governo – Sindacati era stata l’onorevole Francesca Gerardi (Lega). Troppi allarmi sul territorio, i giornali riportano di rischi per il futuro di Fca Cassino Plant e di possibili tagli. Così, poco dopo mezzogiorno di oggi, Claudio Durigon ha ricevuto i rappresentanti provinciali dei lavoratori.

Il problema Ecotassa/Ecobonus? Per il Governo non esiste. L’annuncio fatto in diretta sul canale televisivo economico Usa Cnbc da Detroit che il piano di investimenti da 5 miliardi in Italia dovrà essere rivisto per via dello scenario nazionale mutato con l’introduzione di Ecotassa/Ecobonus? «Al Governo Italiano non sono arrivate indicazioni in questo senso, si tratta di allarmisimi di fonte giornalistica».

I sindacalisti partiti dalla provincia di Frosinone si sono guardati in faccia sbalorditi di fronte alle parole del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Al punto che gli fanno presente: «Guardi, sottosegretario che non sono stati i giornali ad inventarsi l’annuncio della possibile revisione degli investimenti in Italia. Hanno riportato le parole di Mike Manley che è l’amministratore delegato di Fca nel mondo, mica l’ultimo fesso».

Esagerazioni, ho parlato con De Biasi

Il sottosegretario riduce tutto ad esagerazioni di natura giornalistica. «Io il 28 dicembre ho parlato con Cortese (è il capo del personale in Italia NdA) e con Pietro De Biasi (resposanbile delle relazioni industriali Fca Italia NdA) e non mi hanno manifestato nessun problema, abbiamo convenuto che il nuovo limite di 160 grammi d’emissioni di CO2 introdotto grazie a noi della Lega era un buon risultato. Io sto ai fatti: a noi non risultano rischi per gli stabilimenti italiani, non risultano allarmi per licenziamenti. O quanto meno nessuno ne ha ufficialmente informato il governo. Così come della possibile revisione del piano industriale».

Insomma Mike Manley lo ha detto in diretta mondiale a Cnbc. Ma siccome non ha informato con una Raccomandata con Ricevuta di Ritorno il sottosegretario Claudio Durigon, non è credibile quello che lui stesso ha detto.

Il segretario generale provinciale della Fim Cisl Fabio Bernardini ne ha abbastanza. «A questo punto, credo che questo incontro non abbia ragione di andare avanti, io ho da fare a Frosinone».

Ma è una chiacchierata o un tavolo ufficiale?

Francesco Giangrande, segretario generale provinciale della Uil Metalmeccanici della provincia di Frosinone si fa venire un dubbio: «Sottosegretario, questo è un tavolo ufficiale?».

«Questo è un incontro per chiarire che non ci sono problemi per lo stabilimento Fca di Cassino. Per informarvi».

Giangrande ha visto Cassino Plant da quando lì si assemblavano le Fiat 126, ne ha conosciuto l’evoluzione in ogni aspetto: è stato quello che ci ha messo la faccia con i lavoratori convincendoli a firmare l’accordo proposto da Marchionne. Assumendosi la responsabilità politica di andare alla spaccatura con Fiom Cgil. Non è il tipo che la manda a dire.

«Allora c’è un equivoco. Lei ci deve convocare in forma ufficiale. Lei deve convocare la Uilm nazionale insieme alle altre sigle confederali nazionali: il problema Fca è nazionale e non solo di Cassino. Vi dovete rendere conto che Ecobonus ed Ecotassa andranno ad incidere sul mercato. Che andranno ad impattare sul futuro di questo Paese».

Claudio Durigon viene dal sindacato, ha fatto parte della segretaria nazionale Ugl: è abituato alla dialettica sindacale schietta e diretta. Replica – in sostanza – che se non mi viene sollevato un problema nazionale non è possibile convocare un tavolo nazionale.

Solo 3 motori. No 13 modelli

Le posizioni sono distanti. L’onorevole Francesca Gerardi prova a convincere i sindacati che l’allarme è un’esagerazione dei giornali. E che sono solo 3 i motori utilizzati a Cassino Plant che verranno toccati dal provvedimento. Oltretutto, il 70% della produzione di Giulia, Giulietta e Stelvio – spiega – è destinata all’estero e quindi il provvedimento inciderà in modo assolutamente marginale sul mercato italiano.

Fabio Bernardini non sa se ridere o piangere. Fa notare che 3 motorizzazioni equivalgono ad un bel po’ di modelli, forse 13 o 14. E poi prova ad introdurre un concetto di economia reale. Lo fa con un tono della voce concitato: «Stanno per andare in pensione migliaia di persone, il mercato ci dice che una larghissima percentuale di loro comprerà un auto nuova: tra quelle che è possibile scegliere non ci saranno modelli Fca perché stiamo per cominciare a produrli. L’ecobonus falserà il mercato favorendo i modelli stranieri».

Ah, allora – dicono i due esponenti leghisti – il problema ora non è più l’ecotassa ma l’ecobonus? Meno male, state tornando sui vostri passi.

Un dialogo tra sordi.