Fca conferma i piani: Giulia, Stelvio e Levantino plug-in «in arrivo a breve»

I 5 miliardi di investimenti Fca in Italia sono confermati. I lavori di adeguamento delle linee di Cassino Plant per la produzione dei nuovi modelli elettrici ed ibridi «cominceranno a breve». I 4,5 miliardi di dollari destinati in queste ore a 5 stabilimenti in Michigan non provengono da risorse sottratte al mercato italiano. Pietro De Biasi è il felpato responsabile della relazioni industriali del gruppo Fiat Chrysler Automobiles. Nel pomeriggio è stato a Montecitorio ed ha parlato del futuro degli stabilimenti italiani Fca di fronte alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

Investimenti confermati, ma…

Fca manterrà il suo impegno in Italia. Pietro De Biasi non lo ha detto in questo modo. Perché Fca è un mondo a parte: con le sue liturgie, i suoi riti, i suoi linguaggi. Non c’è bisogno di dire due volte le cose: nello stile da ufficiale di Cavalleria introdotto dall’avvocato Gianni Angelli. Così, se Pietro De Biasi non parla apertamente di revoca dei 5 miliardi d’investimenti annunciati a novembre 2018 significa che sono confermati.

C’è un ma. Che è un’ulteriore conferma: «… ma non sono in grado di entrare nel dettaglio perché Fca non ha ancora presentato il nuovo piano aggiornato».

Cassino Plant, via ai lavori

A sollecitare il dottor De Biasi sul futuro dello stabilimento Fca Cassino plant è stata l’onorevole Enrica Segneri, deputato del Movimento 5 Stelle della provincia di Frosinone.

L’ambasciatore di Fca per l’Italia ha confermato le indiscrezioni fatte nei mesi scorsi da Alessioporcu.it: a Cassino si procederà con i lavori di adeguamento delle linee per iniziare la produzione dei modelli ibridi ed elettrici di Giulia, Stelvio e di Levantino. In particolare il nuovo Suv classe D a marchio Maserati sarà una delle colonne portanti di Cassino Plant. Perché è alla fine il ciclo di Levante e la casa del Tridente proporrà ai suoi appassionati un suv un po’ meno exclusive del monstre sfornato fino ad oggi.

Quando. L’onorevole Segneri ha provato ad avere una data o almeno una stagione di riferimento. Le indiscrezioni di Alessioporcu.it parlano di giugno, il dottor De Biasi si è limitato a dire «Sarà a breve ma non posso essere più preciso proprio perché non abbiamo ancora il nuovo piano aggiornato. Sarà a breve».

Gli investimenti Usa non c’entrano

In mattinata su alcuni media della provincia di Frosinone si è diffusa una leggenda metropolitana secondo la quale gli investimenti annunciati in queste ore sul mercato Usa potevano essere il segnale di un disimpegno dall’Italia.

Di vero c’è che Fiat Chrysler Automobiles investirà 4,5 miliardi di dollari in 5 stabilimenti in Michigan, più un nuovo stabilimento che realizzerà nell’area metropolitana di Detroit. Con 6.500 assunzioni previste a regime. Ma sono risorse che non derivano dai progetti per l’Italia.

Il dottor De Biasi ha confermato anche le analisi fatte nei mesi scorsi da Alessioporcu.it spiegando che «Il 90% degli utili di Fca sono realizzati nel mercato Nafta dove gli Stati Uniti giocano la parte del leone. Sarebbe irresponsabile se l’azienda non investisse nel mercato di gran lunga più redditizio».

Con il motore elettrico meno posti

Il passaggio dal motore a combustione a quello elettrico «è un processo irreversibile», da compiere «in base ai vincoli del regolatore europeo» e soprattutto «con cautela» perché non è esente da conseguenze sull’occupazione. Il nuovo motore farà saltare alcune migliaia di posti di lavoro.

Per questo ha sollecitato «una fase di transizione».

Sugli effetti del passaggio al solo motore elettrico, il manager ha citato uno studio tedesco. Sostiene che, orientativamente, sull’intera filiera dell’automotive italiano (non quindi solo su Fca) ci sarebbero rischi per 30mila posti di lavoro.

Il processo di ibridizzazione, invece, secondo De Biasi, «non avrà un impatto occupazionale negativo».

Segneri: lavorare in simbiosi

L’approccio del Movimento 5 Stelle ora è diverso da quello dei mesi scorsi. La nuova linea tracciata da Luigi Di Maio è quella del confronto con le realtà produttive.

«Non possiamo permetterci – ha detto l’onorevole Enrica Segnerila responsabilità di non supportare Fca nel suo piani di transizione ai modelli elettrici, deve essere supportato da politiche che agevolino il mercato e la vendita dei modelli Fca. Dobbiamo lavorare in simbiosi sulle infrastrutture: mentre Fca realizzerà i nuovi modelli noi dovremo realizzare la rete di colonnine per la ricarica in numero adeguato alle nuove esigenze».

La parlamentare ha espresso l’auspicio che Fca e Film Cgil riescano ad appianare le recenti differenze di vedute «perché Film rappresenta una fetta importante di lavoratori».

Enrica Segneri ha poi ricordato il tavolo sull’Automotive aperto presso il Ministero dello Sviluppo Economico. «È necessario lavorare in concerto per fornire benefici al Paese».