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Dove non vola la cicogna

22 Maggio 20244 minuti di lettura
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Houston abbiamo un problema: non facciamo più figli. A dirlo, numeri alla mano è l’istituto centrale di statistica Istat che in queste ore ha diffuso il report su “Natalità e fecondità della popolazione residente anno 2023“. Dati sui quali Openpolis effettua un interessante approfondimento pubblicato oggi.

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Inverno demografico

(Foto © DepositPhotos.com)

Con 379mila nuove nascite nel 2023, continua l’inverno demografico del Paese. Rispetto al 2022 le nascite sono diminuite di 14mila unità (il 3,6% in meno). In confronto al 2008, ultimo anno di “picco” il calo è superiore a un terzo (-34,2%). Significa 197mila nati in meno in meno in soli 15 anni. Una diminuzione che riguarda sia i nati con cittadinanza italiana che senza. E che incide anche sul tasso di natalità, ovvero il numero di nuove nascite in rapporto agli abitanti. Nel 2023 il tasso di natalità è sceso a 6,4 nati ogni mille abitanti, mentre era al 6,7 nel 2022.

Un calo preoccupante anche per le sue conseguenze a livello territoriale. in oltre 6 comuni su 10 infatti il tasso di natalità è anche inferiore rispetto alla media nazionale. Da rilevare che il tasso di natalità è il rapporto tra il numero dei nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000. A tal fine, tra il 2014 e 2021 (ultimo dato per cui sono disponibili stime a livello comunale) il tasso di natalità è diminuito in oltre 5.600 comuni cioè il 71,6% del totale.

Il dato nei Comuni

(Foto © DepositPhotos.com)

Nel 61,6% dei Comuni il tasso di natalità registrato nel 2021 è stato inferiore alla media nazionale dello stesso anno (6,8 nati ogni mille abitanti). Solo nel 36,6% dei casi questa cifra è stata superata. In particolare in provincia di Bolzano (dove quasi 9 comuni su 10 superano il tasso di natalità italiano), nell’area di Ragusa (83,3% dei comuni sopra la media) e nella città metropolitane di Catania (81%) e Napoli (70,7%).

Tra i capoluoghi è Catania il comune con il tasso di natalità più alto nel 2021: 8,6 nati ogni mille abitanti. Seguono, con almeno 8 nati per mille residenti, le città di Andria, Barletta e Palermo. Mentre agli ultimi posti spiccano diverse città sarde e una delle Marche: Ascoli Piceno (4,9), Oristano (4,9), Cagliari (4,5), Nuoro (4) e Carbonia. Nel comune del Sud Sardegna il tasso di natalità si è attestato a 3,1 nati ogni mille abitanti nel 2021.

La situazione nel Lazio

Nel Comune di Frosinone il tasso di natalità nel 2021 è: 6,7 ogni mille abitanti. Un dato minore rispetto alla media nazionale (6,8 nel 2021) e minore rispetto alla media europea (9,1 nello stesso anno). Il tasso di natalità nel comune è in diminuzione rispetto al 2014, quando era pari a 7.

A proposito di personaggi romanzati del capoluogo. Uno di questi era tal Saturnino, residente nel quartiere Stazione, il quale diversi anni fa era solito fermare le donne incinte alle quali rivolgeva questa insolita profezia: “Signò, seconde me tu fai maschio o fai femmina“. Tertium non datur.

Gli altri Comuni Capoluogo

ComuneTasso di natalitàMedia nazionaleMedia EuropeaRispetto al 2014
Latina6.7minoreminoreera 9.4
Roma6.5minoreminoreera 8.7
Rieti5.0minoreminoreera 6.9
Viterbo6.2minoreminoreera 8.3

Come è agevole rilevare, tutti i Comuni Capoluoghi del Lazio registrano una diminuzione del tasso di natalità, sia nell’anno di riferimento che dal 2014. E tutti hanno un dato più basso rispetto alla media nazionale ed europea.

A Frosinone e Latina il tasso di natalità, pur se in significativa diminuzione, è comunque il più alto del Lazio.

Gli altri Comuni ciociari

CittàTasso di NatalitàRispetto Media NazionaleRispetto Media Europea
Cassino6.8In lineaMinore
Sora6MinoreMinore
Alatri7SuperioreMinore
Anagni6.2MinoreMinore
Ceccano5.9MinoreMinore
Pontecorvo6.7MinoreMinore
Ferentino6.9SuperioreMinore
Isola del Liri4.9MinoreMinore
Veroli7.2SuperioreMinore

In questa speciale classifica delle “cicogne ciociare” la Comunità di Pescosolido fa registrare il tasso di natalità più alto con 8.3. Mentre San Vittore del Lazio quello più basso con 3.6.

Perché non facciamo figli

Foto © DepositPhotos.com)

Diverse sono le cause che contribuiscono al declino delle nascite in Italia. Tra queste, la questione economica è una delle più rilevanti. Giovani coppie sono spesso colpite da precarietà lavorativa, accesso limitato al mercato immobiliare e costi elevati per l’educazione dei figli. Questi fattori inducono molte coppie a posticipare la decisione di avere figli o addirittura a rinunciarvi.

Ma è altrettanto vero che sono sempre meno le coppie in età riproduttiva. I numeri dell’ufficio Demografico del Comune di Frosinone rivelano che la popolazione sta invecchiando ed è sempre pià composta da anziani.

Un altro elemento da considerare è il cambiamento nei modelli sociali. Le donne, sempre più impegnate nel mondo del lavoro, spesso affrontano la difficoltà di conciliare carriera e maternità. Inoltre, la crescente accettazione di stili di vita alternativi, come il celibato volontario o la scelta di avere un solo figlio, stanno contribuendo al ribasso delle nascite.

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