Coronavirus, Bpc mette 100 milioni per imprese e negozi

Ristoranti con orari e posti limitati, discoteche chiuse, interi settori produttivi in bilico come le ludoteche ed i posti di aggregazione. Ma anche le industrie cominciano ad avere le prime difficoltà. Sono le conseguenze dell’ondata di Coronavirus che si sta diffondendo anche nel Lazio. In serata Banca Popolare del Cassinate ha deciso di scendere in campo e mettere a disposizione un’iniezione di liquidità: circa 100 milioni di euro con i quali fronteggiare i mancati incassi, coprire le scadenze, evitare di mettere in ginocchio l’attività.

Ripercussioni a cascata

La decisione è stata presa al termine di una riunione operativa tenuta nel pomeriggio tra i massimi vertici del primo istituto bancario della provincia di Frosinone.

Coronavirus, donna con mascherina Foto © Stefano Cavicchi / Imagoeconomica

Le analisi e le proiezioni illustrate dal professor Vincenzo Formisano sono precise. L’emergenza sanitaria sta iniziando a determinare ripercussioni pesantissime sull’economia reale: bar chiusi, ristoranti deserti, negozi vuoti determinano conseguenze a cascata sulla vita delle famiglie e delle imprese. Una situazione delicata «che, però, insieme, possiamo superare» ha garantito il professore dell’università di Cassino che è anche vice presidente dell’istituto. 

Banca Popolare del Cassinate ha messo a punto una serie di misure concrete per sostenere il territorio. Sono rivolte in particolare ai commercianti, agli imprenditori, ai professionisti che stanno subendo gli effetti  della crisi sanitaria in atto.

La situazione è talmente seria che è stata organizzata una vera e propria task force che, nel giro di 48 ore, dovrà dare risposta alle esigenze degli operatori economici.

Linee di credito dedicate

Il pacchetto di misure messe a punto dalla BPC, spiega il direttore generale Nicola Toti «prevede per tutta la nostra clientela business la possibilità di accedere a linee di credito dedicate, per poter fronteggiare questo momento difficile caratterizzato da mancati incassi, da ritardi nei pagamenti, da una generale diminuzione del volume di affari di tutti gli operatori economici».

Per il capo del ramo operativo di Bpc il sostegno all’economia, in questo momento, può venire proprio dalle banche «e soprattutto dalle banche locali che, per caratteristiche, statuto, struttura sono chiamate a sostenere innanzitutto il loro territorio».

Ritorno alle origini

Donato Formisano © A.S. Photo, Andrea Sellari

Al termine della riunione, il presidente Donato Formisano ha analizzato la situazione. Esprimendo la sua preoccupazione innanzitutto per gli aspetti sociali e poi per quelli economici.

«La priorità assoluta del nostro Paese, in questo momento, – dice Donato Formisano è limitare i contagi». Per questo la Banca ha immediatamente recepito le indicazioni del Governo: «anche nelle nostre filiali abbiamo attuato una serie di misure per limitare al massimo i rischi e tutelare la salute dei clienti e dei nostri operatori».

Sotto il profilo economico. «Siamo però consapevoli che tutti questi sacrifici hanno una ricaduta economica importante e vanno a pesare soprattutto sulle piccole aziende. Per questo la nostra banca ha pensato ad un pacchetto di misure per sostenere tutte quelle categorie economiche che, in questo momento, soffrono di più le restrizioni legate all’emergenza: pensiamo a negozianti, commercianti, ristoratori, piccole imprese, liberi professionisti».

Per Banca Popolare del Cassinate è un ritorno alle origini. Mosse i suoi primi passi nel Dopoguerra finanziando la ricostruzioni attraverso i microcrediti. «Oggi – analizza Donato Formisano – siamo chiamati a combattere un’altra battaglia: un’emergenza che deve essere fermata, ma anche un’economia che deve essere tutelata e sostenuta. E’ questo il compito delle banche popolari e a questa esigenza noi siamo già pronti a rispondere». 

Azioni concrete

Sono azioni concrete quelle messe a punto e varate in serata. Lo spiega il Vicepresidente Vincenzo Formisano: «vogliamo lanciare un messaggio di speranza. Una speranza non generica, ma concreta. Perché “andrà tutto bene” solo se sapremo fare squadra e lavorare insieme, ciascuno facendo la propria parte».

Vincenzo Formisano Foto: © A.S. Photo, Andrea Sellari

Vincenzo Formisano mette il dito sulla piaga: in questi giorni è stato sottovalutato l’allarme, si è evitato il panico ma eccedendo sull’altro fronte. E così in pochi hanno avuto la realepercezione del dramma. «I cittadini – sollecita il professore – devono rispettare scrupolosamente le indicazioni che vengono date dalle autorità: restare a casa se possibile, limitare i contatti, usare tutte le precauzioni».

E poi l’obbligo sociale di chi fa finanza e credito. «Le banche, gli enti, le istituzioni devono avere uno slancio di generosità, di creatività, di spirito di iniziativa. Noi ce la stiamo mettendo tutta e questa prima misura che proponiamo è un primo segnale di speranza concreta».

«L’epidemia di Coronavirus ci ha fatto toccare le conseguenze più negative della globalizzazione, ma questa constatazione deve essere capovolta in positivo: siamo una comunità, oggi più che mai ognuno di noi è responsabile di tutti e deve fare la propria parte, perché solo insieme possiamo superare queste difficoltà».

«È fondamentale che le imprese imparino a fare rete, che si creino sinergie e collaborazioni tra industria, banche, imprese, enti, istituzioni, politica. Siamo giocatori della stessa squadra, lavoriamo tutti per uno stesso obiettivo: solo così supereremo anche questa emergenza e potremo riprendere a crescere e a costruire».