Meno brindisi rituali, più ragionamenti ad alta voce. C’era l’aria dei pranzi che servono a misurare lo stato delle cose, l’altro giorno a Cassino. Perché il tempo è quello che è e l’economia non ama le illusioni. E l’incontro del nuovo board provinciale di Confimprese è servito a ribadirlo.

I vertici territoriali dell’associazione delle micro e piccole imprese si sono ritrovati per fare il punto su un anno complesso, pieno di sfide, capace di dare risposte e di lasciare diverse strade aperte per il 2026.

Dall’automotive alle micro

(Foto © AG IchnusaPapers)

Portata pesante: l’Automotive. A preoccupare i vertici di Confimprese non è tanto e non solo la fabbrica madre, Stellantis: preoccupano le onde lunghe che la sua crisi può generare. Quelle che arrivano silenziose e colpiscono i ristoranti che lavorano a pranzo, i piccoli alberghi per i trasfertisti, le imprese che vivono di servizi collaterali. La provincia – ha ribadito Lino Perrone – è un sistema di vasi comunicanti: se uno scricchiola, gli altri tremano. E molti dei vasi sono collegati all’Automotive, anche i più impensabili, finanche il piccolo supermercato o l’ambulante che vende i panini all’ingresso dello stabilimento.

Confimprese non fa sconti alla realtà. La preoccupazione è concreta, ma non disperata. Il messaggio che passa tra un antipasto e un primo di pasta è chiaro: il tessuto industriale della provincia – dice il presidente nazionale Guido D’Amico – ha spalle larghe, competenze, storia. Può reggere l’urto. Quello che manca non sono i soldi, ma gli strumenti per trasformare le potenzialità in fatti. Tradotto: meno burocrazia. O, per dirla senza giri di parole, meno carta inutile e più tempo per lavorare. Concetti sui quali sono stati in piena sintonia i dirigenti nazionali presenti all’incontro Paola Carnevale ed Enzo Vittorelli.

Primo: semplificare

(Foto © DepositPhotos.com)

Il refrain è noto ma non per questo meno vero: oggi un’impresa perde centinaia di ore a compilare moduli, ripetere dati già in possesso della pubblica amministrazione, rincorrere autorizzazioni che potrebbero essere risolte con un clic. Confimprese, come altre associazioni, non chiede finanziamenti a pioggia. Chiede una cosa molto più semplice e molto più rivoluzionaria: semplificazione.

Il pranzo è stato anche un termometro politico-organizzativo. Nelle ore scorse è partito il rinnovo del board provinciale ed a Cassino si sono visti nomi storici e volti nuovi. C’erano Lino Perrone di Teknoprogetti e Paolo Perrone, consigliere d’amministrazione della BPF. C’era il costruttore edile Lucio Trotto, l’imprenditore della Sanità Mirko Clemente del Centro San Benedetto. Antonio Cardillo è il nuovo responsabile provinciale delegato all’Internazionalizzazione delle imprese ed ai rapporti con l’Estero. Ha raccontato l’esempio di un’azienda italoamericana nata da un imprenditore ciociaro, specializzata in piscine rooftop, indicando la possibilità concreta di un’industria di ritorno.

Antonio Cardillo e Alessandro Vincitorio

Ci sono centinaia di emigrati che – spiega Cardillo – con il loro lavoro hanno fatto successo e costruito realtà solide. Questi imprenditori hanno acquisito una mentalità molto differente da quella che domina il tessuto amministrativo italiano e quindi anche laziale. È importante travasare qui quell’esperienza, al fine di realizzare quella visione smart che il presidente Guido D’Amico chiede. All’estero la semplificazione è una realtà: come Confimprese intendiamo tradurla in italiano ed applicarla in concreto. Sarà una delle nostre mission del 2026“.

Mauro Buschini ha portato una lettura aggiornata del settore ambientale. Alessandro Vincitorio è il nuovo responsabile provinciale dei Giovani Imprenditori: ha evidenziato le difficoltà che hanno soprattutto quelli che non sono imprenditori di seconda o terza generazione ma muovono i primi passi nel mondo dell’imprenditoria. Paolo Castaldi è il delegato al comparto Artigianato. Da Latina è arrivata Maria Rosato. Presenti quelli che il presidente Guido D’Amico ha definito “gli amici di sempre” Mauro Vicano, Gianni Ferone e Francesco Mosillo che “fanno sentire il loro peso al di là di qualsiasi delega”.

Un mosaico che racconta un’associazione in movimento, non chiusa nel recinto delle sigle.

D’Amico, ritorno di fiamma per Roma

Guido D’Amico

A fare sintesi, il presidente nazionale Guido D’Amico. Ha parlato chiaro: serve una squadra forte sul territorio, perché lui dovrà tornare a concentrarsi su Roma e sulle sfide nazionali. Quelle che hanno portato Confimprese ai tavoli con il Governo. Ma soprattutto ha annunciato una novità che segna un cambio di passo: la nascita ufficiale del Fondo Sanitario OB Italia Salute.

Non una sigla in più, ma uno strumento concreto. Un fondo sanitario integrativo, senza scopo di lucro, pensato per lavoratori, imprese e famiglie. Nato dall’accordo tra associazioni sindacali e rappresentative delle imprese, con un modello bilaterale che garantisce equilibrio e trasparenza. Dentro con Confimprese ci sono nomi che pesano: Aifos, Assoesercenti, Italpmi, Uci, Unci, Valitalia Pmi, Federforma, Fesica.

L’obiettivo è chiaro: integrare il Servizio Sanitario Pubblico senza avere margini di utile. E riversare nei servizi quello che per le altre compagnie è guadagno. Ma anche migliorare l’accesso alle cure, ridurre i tempi, garantire sostenibilità. È un’idea che parla al presente, in un Paese dove la sanità è sempre più una frontiera sociale.

Quando il pranzo è finito ed i saluti si sono allungati, è rimasta una sensazione netta. Confimprese non alza bandiere né chiede scorciatoie. Chiede di poter lavorare meglio. E intanto prepara una nuova classe dirigente. Perché il futuro non arriva per caso: si organizza. Anche a tavola.

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