Chiusura col botto: il fondo rotativo per il piccolo credito

39 milioni di euro per le micro, piccole e medie imprese: li prevede il Fondo Rotativo per il Piccolo Credito. Chi può accedere. Ed a quali condizioni


Fornire risposte rapide alle Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) con esigenze finanziarie di minore importo, minimizzando costi e tempi e semplificando le procedure d’istruttoria e di erogazione. È questo l’obiettivo del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito, finanziato con 39 milioni di euro (di cui 24 a valere sul POR FESR Lazio 2014-2020 e 15 su fondi regionali) e gestito dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito tra Artigiancassa e Medio Credito Centrale, individuato quale “Soggetto gestore” a seguito dell’aggiudicazione del bando di gara.

L’agevolazione consiste in un finanziamento con le seguenti caratteristiche:

  • importo: minimo 10.000, massimo 50.000 euro;
  • durata: minimo 12 mesi, massimo 60 mesi;
  • preammortamento: massimo 12 mesi, in caso di finanziamenti di durata pari o superiore a 24 mesi;
  • tasso di interesse: zero;
  • rimborso: a rata mensile costante posticipata.  

Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a 10.000 euro. Il finanziamento agevolato può coprire fino al 100% dell’investimento.

Tra le novità più rilevanti rispetto al precedente bando (2017) l’estensione del periodo massimo di ammortamento (da 36 a 60 mesi). Resta ferma la possibilità di finanziare investimenti in attivi materiali e immateriali, consulenze e capitale circolante nel rispetto dei limiti percentuali previsti dall’Avviso.
Altra novità è poi l’attivazione della sezione che interessa le Botteghe storiche (che svolgano la loro attività da almeno cinquant’anni), quali locali storici, botteghe d’arte, attività storiche, urtisti, allo scopo di ampliare la platea dei soggetti beneficiari dell’agevolazione.
Infine, è stato eliminato il vincolo della localizzazione in consorzi e/o aree industriali e artigianali, in relazione agli interventi per la Riduzione costi energia PMI, mentre fra gli interventi ammissibili sono stati introdotti gli investimenti che rientrano nel Catalogo degli apparecchi domestici.

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