«Caro Guido», «Caro Giuseppe»: a Palazzo Chigi l’emergenza Frosinone

Un incontro per ricordare a tutti che è lui il premier. Che è lui a guidare il Consiglio dei Ministri. Ad indicare le linee di sviluppo e di crescita del Paese. Un segnale soprattutto ad uno dei suoi due vice, Matteo Salvini, che un incontro simile lo aveva convocato nei giorni scorsi al Ministero dell’Interno. Il premier Giuseppe Conte ieri ha risposto, con un’intera giornata dedicata agli incontri con le Parti Sociali e le associazioni di categoria, a Palazzo Chigi. Per parlare di sviluppo del Sud.

Presenti al tavolo il vice ministro Garavaglia ma soprattutto il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Giuseppe Conte ha incontrato prima i sindacati: Cgil, Cisl, e Uil; poi si è confrontato con Ugl, Usb, Cisal e Confsal. Poi è passato al mondo agricolo e della cooperazione, ascoltando le posizioni di Alleanza delle Cooperative Italiane, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, FederDistribuzione, Copagri.

In serata è stato il momento degli industriali. Ha iniziato alle 19.30 con Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Ance, Confedilizia, Confapi, Casartigiani. Ha proseguito con Confprofessioni, Unimpresa, Confimi Industria, Confimpreseitalia, Cida, Federmanager. Ha concluso con Abi e Ania.

A rappresentare ConfimpreseItalia c’era il suo presidente nazionale Guido D’Amico. Che ha messo sul tavolo una serie di soluzioni con cui stimolare la ripresa del Sud, «Senza assistenzialismo e senza elemosine, semplicemente valorizzando il lavoro che viene svolto, alleggerendolo di una parte dei costi, agevolandolo».

Nel suo intervento, Guido D’Amico ha sollecitato la realizzazione della dorsale Tirreno – Adriatico: un collegamento stradale che viene ipotizzato dagli anni di Vittorio Emanuele III ma che nessuno ha mai realizzato in maniera efficace. Perché sarebbe utile? Per mettere fine all’asse obbligato Nord – Sud. «Ci sono aziende del Molise e dell’Abruzzo – ha spiegato D’Amico – che hanno fortissimi interessi economici con l’area del Cassinate, in particolare con lo stabilimento automobilistico Fca Cassino Plant e con il polo di ricerca dell’Università di Cassino. Molte persone del sud della provincia di Frosinone vanno sulla costa Adriatica in vacanza. Una struttura di collegamento veloce è in grado di moltiplicare gli attuali effetti economici».

Ha rilanciato poi il concetto di No Tax Area, aree speciali nelle quali sperimentare la burocrazia zero.

Sul fronte fiscale, il presidente di ConfimpreseItalia ha detto al presidente Giuseppe Conte che «è necessario superare le vecchie agevolazioni fiscali per arrivare a moderne intese sul credito attraverso patti tra imprese e banche, basato su strumenti nuovi».

Ha posto in evidenza il divario tra Nord e Sud, dovuto spesso all’illegalità: per questo ha sollecitato il rafforzamento del Tribunale delle Imprese e sollecitato una più efficace lotta al lavoro nero.

Giuseppe Conte ha preso atto. E assicurato che terrà conto dei suggerimenti arrivati. Ha spiegato che lo sviluppo del Sud è un tema prioritario per il Governo «perché il rilancio del Mezzogiorno equivale al rilancio dell’Italia intera».

Il premier ha spiegato che il Governo intende realizzare «un piano integrato per ricostruire le quattro tipologie di capitale che costituiscono la grande ricchezza del Sud: il capitale umano, fisico, naturale e sociale. Il Sud invoca un grande impegno governativo e una forte mobilitazione di risorse ed energie per recuperare il ritardo accumulato negli anni».

Nell’agenda di Giuseppe Conte ci sono lo sviluppo delle infrastrutture del Mezzogiorno, sviluppando le tecnologie digitali e puntando sull’intermodalità del sistema dei trasporti (strade, ferrovie, porti, aeroporti). «Dobbiamo mettere a sistema i vari strumenti di intervento per rendere sempre più organico e quindi efficace il nostro piano di interventi (Zes, Cis etc.). È essenziale, inoltre, contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico e offrire opportunità di ricerca, lavoro e sviluppo a tutti i giovani del Sud».

«Non si tratta – ha concluso – di una politica a solo vantaggio del Mezzogiorno, perché il ritorno alla crescita delle regioni meridionali trascinerà anche lo sviluppo del Centro e del Nord, riducendo in prospettiva anche i ritardi che si manifestano rispetto alle aree più avanzate d’Europa».

Al termine dei lavori, nei saluti con gli intervenuti, Conte ha assicurato a Guido D’Amico che il tema del Mezzogiorno sarà centrale già durante l’incontro di venerdì 2 agosto con la neo-designata Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.