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Area di Crisi, via all’accordo i soldi ci sono

1 Giugno 20233 minuti di lettura
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Via libera all’accordo per il finanziamento della mobilità in deroga nelle Aree di Crisi Complessa di Frosinone e Rieti. Cosa sono? Vennero istituite nel decennio scorso: sono le aree nelle quali una grande azienda è collassata e con lei è venuto giù un intero sistema. Nel caso della Ciociaria, l’area di crisi venne perimetrata intorno al collasso dell’ex Videocolor.

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Nel 2018 finalmente ci fu l’Accordo di Programma al Ministero dello Sviluppo Economico. Metteva sul campo dieci milioni per finanziare chiunque volesse investire nella zona. E riassorbire una parte di quelle centinaia di lavoratori rimasti senza fabbrica. I risultati? Scarsi. Molto.

Sostegno al reddito

Con una disponibilità di quasi 21 milioni di euro verrà garantito il sostegno al reddito dei circa 950 ex lavoratori delle province di Frosinone e Latina per tutto il 2023. Nella somma c’è anche il recupero delle mensilità che dallo scorso primo gennaio non sono ancora state erogate.

L’accordo è stato sottoscritto tra i sindacati e l’assessore regionale al Lavoro Giuseppe Schiboni. Prima però è stato necessario attendere la firma del decreto ministeriale sulla ripartizione dei fondi alle Regioni, come stabilito dalla legge Finanziaria.

 Quest’anno l’iter per la definizione dell’accordo è stato particolarmente lungo rispetto al passato. Un ritardo che sottolinea ancora una volta la farraginosità burocratica nel definire ed erogare gli ammortizzatori sociali.

Proprio i bizantinismi di questa procedura sono stati oggetto di discussione. Se n’è parlato sia nel primo incontro con la Regione e sia in quello di oggi. Tutte le parti hanno convenuto sull’opportunità di ridurre i tempi e già in queste settimane, nell’ambito del proprio ruolo e responsabilità hanno sollecitato prima la definizione del decreto interministeriale e poi la sua registrazione presso la Corte dei Conti.

Cosa c’è nell’accordo

Foto © Jotoler / Pixabay

Nel merito l’accordo contiene la copertura economica per l’intero anno con una cifra pari a 19,2 milioni di euro. Ciò significa che viene rispettato il criterio della soluzione di continuità e quindi la garanzia di rientrare nel bacino anche nel 2024.

Sono inoltre stati destinati 2 milioni per la cassa in deroga. Nell’accordo è stato inserito anche il richiamo al bando per coloro a cui mancano 2 anni per raggiungere la pensione: i sindacati hanno chiesto la garanzia che in quei due anni maturino i contributi per agganciare la pensione.

La Regione Lazio ritiene che si tratterebbe di contribuzione figurativa cioè che non vadano a formare i contributi per la pensione. Ma si è impegnata a inviare uno specifico quesito al ministero del lavoro per dare certezza in materia di contribuzione.

Per quanto riguarda le politiche attive i sindacati hanno proposto di effettuare una discussione specifica prendendo a riferimento il bando sulla costituzione dei Comitati Locali per l’Occupazione. L’assessore Schiboni ha accolto la richiesta e si è impegnato a convocare una riunione che sulle politiche attive per i percettori della mobilità in deroga.

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