Alloro e fiori d’arancio: dall’Accademia i vincitori di Roma Sposa

In tre sul podio a Roma Sposa e poi a Milano con un progetto sul Vintage d’autore: il Palazzo Tiravanti continua a sfornare giovani talenti della moda. È lì, nella sede dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone che stanno nascendo le migliori promesse del Fashion Design: attraverso un corso che sta diventando un incubatore.

Roma Sposa

L’ultima soddisfazione in ordine di tempo è arrivata da Roma Sposa, il Salone Nazionale dell’abito da Sposa e Cerimonia presso il Nuovo Centro Congressi La Nuvola. Il concorso “Sposa Futura 2019” ha visto salire sul podio, all’interno della nuvola di Fuksas, ben tre ragazze dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Il concorso promuove la creatività di giovani stilisti ed ha una grande risonanza nel mondo del fashion design: il vincitore del primo posto ha ottenuto uno stage da Valentino, gli altri due hanno vinto stage presso importanti aziende di settore.

Solo 23 gli abiti scelti per originalità, particolare pregio, innovazione, creatività e tecnica. Dieci le studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone che hanno partecipato selezionate per la fase finale. A seguire le studentesse nel loro lavoro è stato Giuseppe Iaconis, docente e coordinatore del corso di Fashion Design, con Alessandra Di Pofi docente di Cultura dei materiali di moda e Paola Iannarilli docente di graphic design per la moda”.

I voti del pubblico, che ha potuto esprimere le proprie preferenze durante i quattro giorni di fiera, si sono sommati a quelli della giuria di esperti nella sfilata finale dell’evento.

La prima classificata è Sharon Pacitti con un abito unico nel suo genere, ben tre mesi di lavoro in moulage, l’abito infatti ha preso forma direttamente sul manichino. Una creazione dal sapore etnico costituita interamente da fili di cotone pettinati ed intrecciati secondo la tecnica del Macramè. Il motivo della vittoria, oltre il grande impatto visivo, è il forte richiamo a quelle che sono le antiche tecniche artigianali, altro punto a favore l’eco sostenibilità, l’abito infatti è interamente realizzato a mano.

Il secondo posto se lo aggiudica Wu Jungying con una proposta per la sposa molto semplificata, leggera, romantica, una base intera in cady e la particolarità della gonna in tulle da togliere al momento giusto da poter usare come mantella. Il terzo posto è stato di Chiara Rossi, la sua creazione si ispira agli anemoni di mare. Un abito dal design molto forte, tridimensionale, caratterizzato da tubolari in crinolina la cui trama e ordito rappresentano in pieno le caratteristiche del soggetto scelto. 

Le sorprese per le ragazze non sono terminate qui, al di là del concorso, il talento se c’è ed è concreto viene comunque notato e premiato, basta saperlo individuare, proprio per questo lo stilista Franco Ciambella ha messo a disposizione ulteriori stage per quattro ragazze. 

Vintage d’autore 

Terminati i festeggiamenti per il successo riscontrato in fiera si torna subito a lavoro questa volta con un progetto molto ambizioso dal sapore vintage. Back to the Future il nome dell’esposizione statica che è incorso a Milano fino a domani in concomitanza con la Milano Fashion Week presso Spazio Solferino 40. Finanziato dalla Camera di Commercio di Frosinone e Aspiin rappresenta una vetrina importante nel periodo più intenso della moda milanese e in un contenitore di rilievo ormai divenuto punto di incontro di importanti realtà. 

Il nome evocativo più che mai “Back to the Future” un ritorno al futuro attraverso la rivisitazione di grandi capi vintage d’autore, tra le varie firme spiccano quelle di Capucci e Yves Sait Laurent. Il concetto principale è quello del riciclo, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone ha ricevuto 30 capi da una onlus di beneficienza risalenti agli anni ’70 ’80 fino ad oggi. Con circa un anno di lavoro i capi sono stati studiati nel loro design e composizione, smontati, analizzati in ciò che sarebbero potuti diventare e da qui stravolti per dare vita a qualcosa di unico, innovativo, che guarda al futuro ma parte dal passato.

Giuseppe Iaconis docente del corso di Fashion Design spiega «Il nostro intento era quello di rileggere il capo da come nasce e da qui stravolgerlo, per esempio giacche sono diventati abiti da sera creando uno stravolgimento fisico e visivo del capo. Su altri invece sono stati eseguiti lavori di applicazione e ricamo».

Il mood non è solo quello di reinterpretare un abito già esistente e crearne uno nuovo ma stravolgere completamente ogni tipo di schema imposto, pensando anche a proposte genderless. Torna come sempre il concetto di “eco sostenibilità” ormai tra gli obiettivi principali di tutto il sistema moda e portato avanti a gran voce dai lavori dell’accademia, come ribadisce Iaconis.

«Bisogna trovare un modo affinché le lavorazioni siano sempre più sostenibili, gli abiti dovranno avere sempre più un impatto zero sull’inquinamento». Se deve esserci un ritorno al passato perché non pensare ad un qualcosa di evocativo e ludico anche per l’aspetto comunicativo dell’evento, il soggetto in questione scelto da docenti e ragazzi per il discorso grafico di comunicazione e gadget è rappresentato dalle “paper- dolls”, perché la moda può giocare con il tempo e attraverso di esso, guardando al passato con gli occhi del futuro.