Alfa Romeo, in Europa è Caporetto

C’è solo Jeep a tenere a galla la galassia FCA nel mercato europeo dell’auto, in un momento particolare in cui i volumi di vendita calano un po’ per tutti ed Alfa Romeo va a picco. Le immatricolazioni totali in Europa del biscione nel mese di novembre, sono scese a 3.969, contro le oltre 7.000 del 2017.

L’obiettivo delle 100 mila immatricolazioni in un anno nel continente europeo è ormai una chimera e a quanto pare anche le novantamila saranno praticamente irraggiungibili. Molto più plausibile pensare che si supereranno di poco le 80 mila immatricolazioni, visto che novembre è finito con poco meno di 79 mila registrazioni a partire dall’inizio del 2018. 

Il passo del gambero 

Una specie di passo del gambero per i modelli prodotti a Cassino Plant:  Giulia, Giulietta e Stelvio. Perché questo 2018, nonostante tutto sarà peggio dello scorso anno e gli obiettivi non erano per nulla questi.

Le produzioni di Cassino, che volevano diventare le teste di ponte per lanciare l’assalto alle tedesche, si sono rivelate – almeno per ora – un fuoco fatuo. In un mese di vendite in tutta Europa, di fatto, sono state immatricolate meno auto di quanto lo stabilimento potrebbe produrre in pochi giorni.

A tenere è solo Stelvio che, con oltre 27.500 registrazioni nel progressivo annuo, incrementa le vendite del 78,75 per cento rispetto al 2017, troppo poco.

Gorlier sibillino

Pietro Gorlier, responsabile Fca sul teatro europeo e nordafricano, è intervenuto nel report del gruppo sui risultati di novembre. È stato sibillino: «La quota di penetrazione di Fca in Europa si mantiene stabile, anche se sono state privilegiate le cosiddette ‘vendite pulite’ nei canali più remunerativi: privati, flotte, noleggio a lungo termine».

Una frase che vuol dire tutto e non vuol dire niente, anzi, una frase che senza Jeep sarebbe stata impossibile affermare.

  Un dato è certo: l’entrata in vigore del Wltp, il nuovo sistema di omologazione per le auto diesel sta ancora determinando per alcune case una carenza di prodotto. Ed in questo scenario fumoso se perdi anche in Italia, unico mercato europeo in cui Alfa Romeo dice la sua in maniera prepotente, il futuro appare molto complicato. 

I numeri 

Tornando ai numeri, Alfa Romeo fa segnare risultati negativi, nel parziale annuo, in quasi tutti i principali mercati europei.

In Italia, ad esempio, si registra un calo del 3% rispetto al 2017 mentre in Francia, secondo mercato continentale per Alfa, le vendite scendono del 4,5%. Male anche in Germania dove registriamo un calo di quasi il 10% nel dato parziale relativo al 2018. In calo anche il Regno Unito dove le vendite fanno registrare una contrazione del 16%.

Alfa Romeo cresce, invece, in Spagna e Svizzera. Sul mercato iberico si registra una crescita del +17% mentre su quello elvetico un buon +11%. Numeri però troppo esigui per ribaltare la situazione. Volumi troppo contenuti per far sì che al posto della cassa integrazione, all’interno di Cassino Plant si possano tornare ad ascoltare le macchine che lavorano a pieno ritmo.