La sicurezza sul lavoro non comincia davanti a un cancello di fabbrica, né quando si indossa per la prima volta un casco in un cantiere. Comincia molto prima. Comincia quando si impara a riconoscere un pericolo, a non considerare normale un rischio, a capire che nessun lavoro può valere una vita.
È questa, forse, la lezione più importante emersa dalle due giornate organizzate all’Historiale di Cassino nell’ambito del Ventennale delle Settimane della Sicurezza. Circa 450 studenti degli istituti superiori del territorio hanno incontrato operatori, tecnici e forze dell’ordine. Ma soprattutto hanno potuto toccare con mano ciò che troppo spesso si scopre soltanto dopo un incidente.
Simulazioni nei cantieri, prove con gli estintori, lezioni di guida sicura. Un percorso concreto, pensato per ragazzi che tra qualche anno entreranno nel mondo del lavoro. L’iniziativa arriva in un momento in cui parlare di sicurezza non è un esercizio teorico. I dati raccontano un territorio che deve mantenere alta l’attenzione.
I numeri della Ciociaria

Nel 2025, in provincia di Frosinone, le denunce di infortunio sul lavoro sono salite a 2.486, con un aumento del 6,3 per cento rispetto all’anno precedente. E il dato più preoccupante riguarda la gravità degli incidenti: secondo le elaborazioni diffuse nel corso del 2026, la Ciociaria ha fatto registrare il più alto indice di rischio per gli infortuni mortali dell’intera regione Lazio.
Nei primi sette mesi del 2026, secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, in provincia di Frosinone sono state registrate sei vittime sul lavoro, con un’incidenza di 34,1 morti ogni milione di occupati, quasi il doppio della media nazionale indicata nello stesso periodo. Un numero dietro il quale non ci sono statistiche, ma persone, famiglie e comunità costrette a fare i conti con conseguenze irreversibili.
Il volto della prevenzione

È dentro questo scenario che assume un significato particolare il lavoro dello Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della ASL di Frosinone.
C’è un’immagine dello Spresal che spesso resta legata all’intervento successivo a un incidente, ai controlli e alle verifiche. È una parte necessaria del suo lavoro. Ma non è l’unica. A Cassino è emerso con chiarezza l’altro volto della prevenzione: quello che prova a evitare che l’incidente accada.
Gli operatori della ASL hanno scelto di parlare ai ragazzi prima ancora che questi diventino lavoratori. Di spiegare loro cosa può accadere in un cantiere, perché una procedura non è un inutile ostacolo, perché l’uso corretto di un dispositivo di protezione può fare la differenza.
È un investimento sulle nuove generazioni. Perché chi si affaccia al mondo del lavoro deve conoscere non soltanto i propri doveri, ma anche i propri diritti. Compreso quello fondamentale di poter tornare a casa alla fine della giornata.
Chi c’era

Con la responsabile del Servizio PreSAL Lucilla Boschero, la dirigente medico Patrizia Tanzilli, il coordinatore Francesco Auciello e gli operatori dell’Area Sud, gli studenti hanno affrontato la sicurezza in modo diretto.
Accanto alle simulazioni nei cantieri e alle prove di spegnimento degli incendi, la Polizia Stradale ha parlato di guida sicura, mentre la Polizia Provinciale ha affrontato i rischi legati all’alcol e alle droghe. Gli infermieri dello Spresal hanno invece portato l’attenzione anche sulla prevenzione del fumo tra gli adolescenti.
Un percorso costruito insieme alle scuole e a diverse aziende del territorio, da SKF a Reno De Medici, da ACS a Green Service, fino a Tecnologia & Sicurezza e Wienerberger.
Imparare a riconoscere il rischio

La politica, le istituzioni, le imprese e la scuola possono discutere di norme, controlli e sanzioni. Tutto necessario. Ma nessuna regola può funzionare fino in fondo se la sicurezza continua a essere percepita come una perdita di tempo o, peggio, come un costo da tagliare. Per questo le due giornate di Cassino assumono un valore che va oltre l’iniziativa scolastica. Insegnare a un ragazzo a riconoscere un rischio significa consegnargli uno strumento che porterà con sé quando entrerà in un’officina, in una fabbrica, in un cantiere o in qualsiasi altro luogo di lavoro.
Lo Spresal, in questo senso, non aspetta che accada qualcosa per intervenire. Cerca di arrivare prima. E in un territorio dove gli infortuni continuano a rappresentare una ferita aperta, forse è proprio questa la strada più importante: insegnare ai lavoratori di domani che la prudenza non è paura, che chiedere sicurezza non è un privilegio e che nessun mestiere, per quanto necessario, deve chiedere in cambio la propria vita.
(Foto di copertina © DepositPhotos.com).








