Questa settimana il Cassino Plant ha tenuto i cancelli chiusi per tutti i lavoratori del Grecale e per una parte di quelli di Giulia e Stelvio, e l’unica cosa che si è mossa con regolarità, fuori da quei cancelli, è un calendario. Dicembre, ha detto lunedì a Parigi l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa. Dicembre, ha ripetuto oggi il responsabile automotive della Fiom, Samuele Lodi, uscendo dal tavolo con l’azienda. Due voci che siedono ai lati opposti di quel tavolo, e che indicano lo stesso mese.
Basta tracciare la mappa degli stabilimenti italiani, per come è uscita nell’arco di pochi giorni, per capire dove cade l’ombra. A Pomigliano si annunciano piccole elettriche sulla piattaforma sviluppata con Leapmotor. A Melfi arrivano una nuova Alfa e la Lancia Gamma. Ad Atessa, un miliardo di investimenti in più. A Pratola Serra e ancora ad Atessa si sperimenta un motore ibrido diesel per il nuovo Ducato, come ha spiegato Gianluca Ficco della Uilm. A Mirafiori un secondo modello è «possibile», ma, riferisce Lodi, solo se ci saranno le condizioni di competitività. A Termoli si registra un ritardo sul cambio eDct. Cassino è l’unico nome della lista a cui l’azienda risponde con un mese, e non con un modello.
Il verbale del tavolo

All’uscita dall’incontro i sindacati hanno letto lo stesso testo in modi diversi. Sara Rinaudo, segretario generale di Fismic Confsal, ha sottolineato gli obiettivi ribaditi dall’azienda: una riduzione del 30% delle ore di cassa integrazione e un aumento dei volumi produttivi, che «rappresenterebbe un passo fondamentale verso una maggiore continuità produttiva e occupazionale», da consolidare con nuovi investimenti.
Lodi ha riassunto così: «Purtroppo ancora non ci sono novità positive per gli stabilimenti italiani». Ficco ha parlato di un Piano Italia che «si sta progressivamente delineando, ma deve essere completato».
Stellantis ha ribadito gli obiettivi, i sindacati hanno cercato le date: ed è nella distanza tra le due cose che si colloca oggi lo stabilimento ciociaro.
Cassino, la catena che porta a Maserati

La catena è nota, e le parole dei protagonisti la rendono documentata. Ficco chiede «un piano dettagliato per Cassino basato su Maserati e, ci auguriamo, Alfa Romeo». Filosa, a Parigi, aveva già chiuso il cerchio: «Cassino dipende molto da Maserati», il piano strategico sarà presentato a dicembre, «il punto di lavoro aperto è Cassino, ma lo chiudiamo per dicembre».
Le nuove Giulia e Stelvio, ha confermato Alfa Romeo, sono «in valutazione», e le attuali restano in produzione almeno fino alla fine del 2027. Nel frattempo, nei primi nove mesi del 2026, lo stabilimento ha assemblato 8.897 vetture, contro le 14.135 dello stesso periodo del 2025: il 37% in meno. Il futuro dello stabilimento dipende da un anello solo, il piano Maserati, e quell’anello ha una data.

C’è poi un fattore che nessun piano di prodotto può risolvere da solo. Ficco lo ha detto con due numeri: a fine 2025 il prezzo dell’energia era di circa 200 euro al megawattora in Italia contro i 90 della Spagna, e «oggi la situazione è persino peggiorata». Filosa, a Parigi, aveva chiesto alle istituzioni condizioni competitive «a partire da un costo dell’energia competitivo e da una logistica più efficiente». Anche Rinaudo parla di riduzione dei costi energetici e del lavoro, e di una revisione delle norme sulla transizione. Su questo punto azienda e sindacati dicono, con parole diverse, la stessa cosa: la competitività si decide anche fuori dalla fabbrica, e l’interlocutore è lo Stato. I sindacati chiedono di ricostruire il fondo automotive e, a livello europeo, una revisione della transizione all’elettrico con neutralità tecnologica.
Le piattaforme della Fiom

Sul fronte salariale la Fiom-Cgil prepara nuove piattaforme per i lavoratori di Stellantis, Iveco, Cnh e Ferrari. Lodi e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive, chiedono un adeguamento dei salari al costo della vita, un’una tantum di 1.000 euro per recuperare le perdite degli ultimi due anni e il superamento dell’attuale sistema contrattuale Ccsl.
Le piattaforme passeranno per le assemblee negli stabilimenti e per il voto dei lavoratori. È la prima richiesta economica esplicita in un settore in cui, finora, la trattativa riguardava soprattutto le ore e i volumi.
Davanti a Cassino ci sono ora due appuntamenti: dicembre, per il piano Maserati; martedì 20 ottobre, per l’incontro con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’assessore allo Sviluppo Roberta Angelilli. Il secondo viene prima del primo, e potrebbe servire a capire se la Regione abbia strumenti per riempire il tempo che passa.
Resta la domanda che attraversa tutto il tavolo: chi, e quando, trasformerà un mese in un piano. Perché una fabbrica può aspettare dicembre, ma le famiglie di chi ci lavora misurano il tempo in turni, e di quelli, nelle ultime settimane, ne sono stati contati pochi.








