Il futuro delle industrie nel Lazio passa per le Digital Innovation Hub

Unindustria discute del futuro. E si confronta sul ruolo che avranno i Digital Innovation Hub. Cosa sono, perché sono importanti. E perché ha deciso di investirci. Il case history aziendale.

Valorizzare i Digital Innovation Hub. Cioè quelle porte di accesso che hanno il compito di stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo. Facendo entrare le imprese al mondo di Industria 4.0.

A tentare di valorizzare i DIH è stato “Industry 4.0 -Strumenti operativi, tecnologici e servizi di supporto per le imprese”: l’appuntamento laziale del roadshow nazionale organizzato da Confindustria. Un iniziativa inserita nel più ampio progetto “Preparati al futuro”.

L’appuntamento è stato ospitato oggi presso la sede romana di Unindustria. Dove è stato messo in evidenza che la forza dei Digital Innovation Hub è quella di poter offrire un livello qualificato di servizi, avvalendosi di un network di specialisti nell’innovazione, nazionali ed europei.

L’incontro è stato l’occasione per valorizzare i Digital Innovation Hub e per mettere in luce le esperienze locali su Impresa 4.0. Ma anche per fornire alle imprese del territorio una panoramica sui principali strumenti, tecnologie e servizi che ruotano attorno alla trasformazione digitale.

Il nostro compito è supportare le imprese, soprattutto le pmi, nel cogliere le opportunità che ci offre la quarta rivoluzione industriale – ha detto Filippo Tortoriello Presidente di Unindustria – E’ in questa logica che lo scorso primo giugno, abbiamo firmato l’atto costitutivo di Cicero DIH Lazio, che ci auguriamo si consolidi come la porta di accesso sui temi del 4.0 per tutte le aziende della Regione».

Cosa sarà Cicero. Punta a diventare in breve tempo il punto di incontro tra domanda ed offerta di innovazione tecnologica. In pratica, una cinghia di trasmissione tra imprese e Competence Center che dovrà accompagnare le aziende nella realizzazione di progetti di trasformazione digitale della loro attività di business.

«Il Lazio – ha concluso Tortoriello – ha tutte le carte in regola per diventare una grande regione europea dell’innovazione. È un territorio ricco di grandi competenze universitarie e di ricerca a vari livelli, insieme ad eccellenze produttive in settori strategici dell’industria. Per ridurre la distanza tra mondo accademico ed impresa abbiamo promosso e sottoscritto un Accordo quadro con le sette principali Università della Regione».

Un contributo di idee è arrivato anche da Elio Catania presidente di Confindustria Digitale. Così come da Valentina Carlini dell’Area Politiche Industriali di Confindustria e da Marcello Bertoni Vice Direttore Generale Vicario di Unindustria e coordinatore Cicero DIH Lazio.

Per il mondo universitario e della ricerca hanno preso parte al convegno Alessandro Vizzari, docente di telecomunicazioni presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Luigi Vincenzo Mancini Presidente Corso di Laurea in Cyber Security presso l’Università di Roma La Sapienza, Leonardo Quattrocchi Manager e Docente di Business Development Università Luiss Guido Carli, Carmen Galassi Dirigente di ricerca CNR e referente Cluster tecnologico “Fabbrica Intelligente”.

Per comprendere in modo pratico le potenzialità, è stato scelto un case history aziendale. Lo ha illustrato Giorgio Klinger amministratore delegato di Sicamb spa, azienda di riferimento nella produzione di seggiolini eiettabili per aerei da caccia e nella realizzazione di aerostrutture.

Due i laboratori tematici tenuti nella giornata. Il primo è stato dedicato a “Soluzioni Iot per lo Smart Manufacturing. Se ne sono occupati TIM spa e “Cyber Security” di Elettronica Spa. Il secondo laboratorio è stato dedicato a “Big data computing e Intelligenza artificiale” ed è stato curato da Almaviva Spa e Capgemini Italia.

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