Tre tavoli ed una sola partita. Tre storie diverse, un solo territorio che in questi giorni misura la propria tenuta industriale su altrettanti fronti. La partita è quella per la produzione, la manifattura: la capacità di continuare a fabbricare le cose. Bene, moderne, solide ed a prezzi competitivi. Non necessariamente i più bassi.
Binet dal Liri al Brasile

A Isola del Liri lo storico stabilimento Binet sul Liri specializzato nella produzione di feltri e tele essiccatrici per l’industria della carta ha aperto un capitolo nuovo. L’azienda questa mattina ha convocato i sindacati per illustrare la cessione del ramo d’attività alla Phenix-Binet & Co. S.r.l. È una società partecipata anche da imprenditori brasiliani già attivi nella produzione di feltri per cartiere e interessati a valorizzare la qualità produttiva della storica realtà locale.
Si parte dal primo di settembre con un affitto. Il contratto firmato oggi in Federlazio davanti ai sindacati prevede poi la cessione.
La Phenix-Binet & Co. S.r.l. è formata da Tosca Annarelli (con il 70% del capitale), Andrea Vitale (con il 12%) e la Phenix Binet Srl. Cioè una Srl dal nome molto simile alla nuova società. La Srl che entra è posseduta al 100% da Ralfe Rodrigues Dos Santos, cittadino brasiliano di 39 anni con residenza Torres in Brasile.

Binet sul Liri assicura che ci sarà “continuità produttiva e tenuta occupazionale”. Al tavolo di Federlazio la Femca-Cisl di Frosinone con il Segretario Generale Davide Favoriti “prende atto della volontà dell’azienda di proseguire l’attività ma tiene alta la guardia sui 30 lavoratori coinvolti, chiedendo garanzie che vadano oltre le intenzioni dichiarate”.
Stellantis, progetti per la palazzina
A pochi chilometri di distanza, a Cassino il tema cambia scala ma non natura. Torna d’attualità il destino della storica Palazzina Uffici dello stabilimento Stellantis Cassino Plant, per decenni il cervello organizzativo dello stabilimento. Ormai da anni è il fantasma di se stessa: svuotata dai nuovi modelli produttivi che hanno reso superflui gran parte degli spazi amministrativi.

Dagli uffici Stellantis di Torino sono arrivate al Consorzio Industriale del Lazio richieste propedeutiche a un nuovo progetto di riutilizzo dell’immobile, i cui contenuti restano però riservati. Non è la prima volta che si discute del futuro di quelle mura: in passato aveva preso corpo l’ipotesi di uno studentato, per rispondere a una carenza di alloggi universitari a canone calmierato che anche Cassino condivide con le grandi città universitarie. Un’ipotesi che il commissario del Consorzio, il professor Raffaele Trequattrini, aveva accolto con perplessità, suggerendo che l’intera area Stellantis restasse a vocazione industriale, senza aprire varchi a dismissioni.
A settembre arriva Sperti

Ed è ancora Cassino, ma stavolta sul fronte più propriamente sindacale, il terzo capitolo. Il 15 settembre, all’Edra Palace Hotel, la Uilm Frosinone riunirà il proprio Consiglio Territoriale per affrontare la crisi dello stabilimento e del suo indotto, con la presenza del segretario generale nazionale Davide Sperti.
Al tavolo siederanno anche la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il consigliere regionale Daniele Maura, i sindaci di Cassino Enzo Salera e di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi, il presidente di Unindustria per l’area cassinate Vittorio Celletti e il segretario Uil Lazio Maurizio Lago.

Nella relazione che aprirà i lavori, il segretario Uilm Gennaro D’Avino chiederà al Governo di considerare Cassino una priorità della politica industriale nazionale, con investimenti e certezze per migliaia di lavoratori.
Tre vicende distanti per settore e dimensione (un piccolo stabilimento della Valle del Liri, un immobile dismesso alle porte di un colosso dell’automotive, una mobilitazione sindacale che punta dritta a Roma) ma che insieme restituiscono la stessa fotografia: un territorio in cui il lavoro, in tutte le sue forme, resta la partita più delicata da giocare.








