
Una proposta industriale per rilevare la Saxa Grestone di Roccasecca e la Saxa Gualdo di Gualdo Tadino: è sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Chi ci sia dietro e con quali capitali non è ancora noto: gli uffici del Mimit stanno analizzando il piano industriale e fino a questo momento lo hanno trovato solido e credibile.
Il progetto è talmente riservato che nessuno dal Ministero ne ha parlato al termine dell’incontro avvenuto nel pomeriggio con i sindacati. Sono stati convocati per fare il punto sul futuro del Gruppo Saxa, alla presenza attiva dei tre curatori fallimentari nominati dal Tribunale di Roma.
Lo scorso 29 luglio infatti i magistrati hanno dichiarato la liquidazione giudiziale unitaria delle tre società gruppo Saxa Gres: cioè che resta di Anagni dopo la vendita dello stabilimento ed il passaggio dei lavoratori a Jarama (gruppo Dr Automobiles), gli impianti di Roccasecca e di Gualdo. La società Xeta Investment (che aveva rilevato dal gruppo Borgomeo) aveva rinunciato al concordato preventivo e chiesto l’amministrazione straordinaria: ma non aveva i requisiti di legge. (Leggi qui: Saxa, il Tribunale di Roma ordina la liquidazione: Xeta consegna le chiavi).
L’incontro al Ministero
Dall’incontro di oggi al Ministero sono emersi due elementi di fondamentale importanza, che tracciano la strada per la gestione della crisi. Il primo è il rilancio industriale garantito. Cosa significa? Spiega il sindacato di categoria Femca Cisl che il Mimit ha «confermato il chiaro obiettivo di dare una risposta industriale solida direttamente all’interno della procedura concorsuale aperta. Per farlo, metterà a disposizione tutte le risorse necessarie per sostenere il rilancio produttivo dei due siti». Il secondo punto è la messa in sicurezza dei lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali.
Mettiamo in pausa. Torniamo indietro. Fino alla frase «dare una risposta industriale solida direttamente all’interno della procedura concorsuale aperta». Da circa 25 anni è stato liquidato l’Istituto di Ricostruzione Industriale che prendeva le aziende in crisi, le risanava attraverso capitali e manager dello Stato, poi le rimetteva sul mercato. Da 29 anni ha subito la stessa sorte la Gepi – Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali: finanziaria pubblica creata per gestire il salvataggio, la ristrutturazione e la vendita di aziende private in difficoltà; lì venivano parcheggiati i lavoratori delle aziende decotte.
Lo Stato Imprenditore non è più possibile per legge. Allora come fa il Mimit ad assicurare una risposta industriale solida? La deduzione, confermata da fonti di carattere finanziario, è che ci sia una proposta industriale sul tavolo del Ministero per rilevare il Gruppo.
Percorso concreto
Nell’attesa che la proposta venga definita e soppesata sotto ogni aspetto, i curatori fallimentari hanno già provveduto a inoltrare formalmente al Ministero del Lavoro la richiesta di esame congiunto in sede governativa. A cosa serve? L’istanza punta a formalizzare il subentro della procedura nel programma di Cassa Integrazione Straordinaria per cessazione e a definire la proroga del trattamento fino al 31 dicembre 2026 per i dipendenti del sito di Roccasecca.
La convocazione ufficiale di tutte le parti presso il Ministero del Lavoro è attesa già per la prossima settimana, al fine di blindare tempestivamente una soluzione a tutela del reddito.
La reazione dei sindacati
«Accogliamo con grande favore e assoluta positività le intenzioni espresse oggi dal MIMIT. L’impegno per il rilancio industriale di Roccasecca e la sinergia con la curatela fallimentare aprono uno spiraglio concreto per il futuro del territorio» dice Davide Favoriti, Segretario Generale della Femca CISL di Frosinone.
«Ora, però, non c’è un momento da perdere: la richiesta di esame congiunto inviata dai curatori dimostra che la macchina si è messa in moto. Auspichiamo che la prossima settimana, sul tavolo del Ministero del Lavoro, tutte le istituzioni coinvolte si adoperino d’intesa e in tempi rapidissimi per l’approvazione definitiva della nuova cassa integrazione per lo stabilimento di Roccasecca. Garantire la continuità del reddito a queste famiglie è il prerequisito indispensabile per sostenere qualsiasi piano di reindustrializzazione».
La parola chiave è l’ultima: reindustrializzazione.




