Saxa Gres si certifica e guarda alla Ue

La data di riapertura? C’è anche se non è ben definita. Gli stabilimenti Saxa Gres di Anagni, Grestone di Roccasecca e Tagina di Gualdo Tadino riprenderanno la produzione appena ci saranno garanzie sulle forniture ed i costi del gas necessario ad alimentare i loro forni. Una data indefinita, legata a troppe variabili e nessuna di loro passa per scelte fatte dal sistema delle imprese.

Il gruppo della ceramica green intanto si tiene pronto. Lo fa puntando sulla qualità e migliorando il prodotto. Come annunciato nelle ore scorse dal Cersaie di Bologna, il Salone Internazionale dedicato ai professionisti del settore ceramico. È l’appuntamento più importante per il design delle superfici in architettura.

I nuovi certificati

Lo stand al Cersaie

Durante l’inaugurazione degli stand, il presidente Francesco Borgomeo ha annunciato il conseguimento di due nuove certificazioni di qualità ambientale. Si tratta della ISO 50001 (Sistema di gestione dell’energia) per il sito produttivo di Roccasecca e della ISO 17889-1 (Sostenibilità per piastrelle ceramiche e materiali di posa) per le eco-superfici prodotte nello stabilimento.

«Inoltre abbiamo ottenuto l’EcoVadis Silver Sustainability Rating 2022. È un riconoscimento internazionale che certifica la gestione sostenibile di tutti i processi interni alla nostra impresa. Queste attestazioni premiano la vocazione alla circolarità che contraddistingue il nostro brand e attestano ufficialmente la sostenibilità delle nostre eco-pietre ad alto spessore» ha spiegato il presidente Borgomeo dal Padiglione 36 della Fiera di Bologna.

Cosa significa? Si tratta di certificati che hanno un alto valore soprattutto sui mercati esteri dove c’è una spiccata sensibilità ambientale. Quelle due certificazioni significano che la produzione realizzata a Roccasecca e la gestione energetica dei suoi impianti è compatibile con le esigenze di salvaguardia delle risorse ambientali.

Il tema energetico

Uno dei forni del gruppo Saxa

Il tema che preoccupa di più è quello energetico. Negli uffici Saxa Gres sono stati i primi a lanciare l’allarme sulla speculazione legata ai prezzi del gas. Non è un caso che gli stabilimenti del gruppo siano stati tra i primi a fermare la produzione mentre il sistema industriale ceramico di Sassuolo – più grosso in Italia – guardava alla decisione con una certa perplessità. Salvo adeguarsi dopo poche settimane. La guerra in Ucraina ha esasperato la situazione.

Gli analisti esaminano il campo sul piano speculativo. La decisione della Germania di mettere in gioco 200 miliardi di euro per tenere basso il prezzo del gas destinato al suo sistema industriale rischia di cambiare gli scenari manifatturieri in Europa. È uno scudo con cui proteggere la Germania «contro la guerra energetica», arginando la recessione in arrivo a cavallo tra questo ed il prossimo anno: questione di settimane; una diga all’inflazione arrivata a settembre al 10% e mai così alta dagli anni Cinquanta.

Saxa Gres è impegnata nella sfida legata al contenimento dei costi energetici, come tutte le imprese del settore ceramico nazionale. Il prezzo è sestuplicato in appena due mesi e l’intero comparto ha dovuto spegnere i forni in attesa di un prezzo del gas che consenta di stare sul mercato. Allo studio ci sono orari di produzione concentrati nelle fasce in cui l’energia è meno cara, contratti di fornitura sul lungo periodo in cui si scommetta sul ribasso.

Le speranze del biodigestore

Una delle linee di produzione

Una svolta arriverà con la realizzazione del biodigestore di Anagni, autorizzato recentemente dalla Regione Lazio: un progetto sviluppato già sette anni fa, parallelamente al progetto di conversione e riposizionamento sul mercato della ex Marazzi Sud oggi divenuta Saxa Gres.

Il biodigestore verrà alimentato con la frazione umida dei rifiuti prodotti in Ciociaria che oggi vengono trasportati in Veneto per essere smaltiti. La presenza di un player nazionale A2A (quasi 13mila dipendenti, 11,5 miliardi di fatturato) viene ritenuto una garanzia di qualità: ambientale e per il prodotto. Il che contribuirà a stabilizzare le forniture per il gruppo Saxa e calmierare i prezzi.

I prodotti al Cersaie

Grestone è presente anche in questa edizione con le sue pavimentazioni in gres porcellanato ecosostenibile, ideate per ridefinire le aree esterne e l’arredo urbano.

Uno degli esempi di Urban Pavings

In esposizione ci sono i moderni prodotti urban pavings per l’arredamento urbano realizzati in gres porcellanato da esterno, con spessori tailor made cioè cuciti su misura per le diverse esigenze: strade, piazze, centri storici, percorsi pedonali, vie carrozzabili sottoposte a grandi sollecitazioni sia di peso che di temperatura. Le nuove colorazioni sono in grado di riprodurre nei dettagli qualsiasi genere di pietra naturale, realizzandola in fabbrica: evitando di sfruttare montagne e suolo, abbattendo l’inquinamento, riciclando componenti già usate ed evitando così che vadano in discarica.

«Il Cersaie 2022 conferma l’eccellenza italiana nel settore ceramico – ha sottolineato Francesco Borgomeo – le nostre aziende di Anagni, Roccasecca e Gualdo Tadino hanno raggiunto standard di qualità assoluti che vengono molto apprezzati in particolare all’estero dove la presenza di una componente di materiale recuperato e rigenerato all’interno degli impasti rappresentano un valore ambientale aggiunto».

I segnali dall’Europa

Il cantiere di Manhattan

L’azienda ha chiuso il 2021 con un record di ordini, la produzione nel 2022 ha risentito della speculazione sui costi del gas. Nonostante questo sono stati confermati tutti i circa 500 dipendenti, distribuiti nei tre poli della ceramica green che compongono il gruppo.

Le nuove certificazioni rendono il prodotto ancora più competitivo. Ora si guarda con fiducia al piano europeo di riduzione dei costi dell’energia annunciato in queste ore (la presidenza ceca della Ue ha annunciato nel pomeriggio che i ministri Ue dell’energia hanno raggiunto un accordo politico sulle misure per mitigare l’aumento dei prezzi).

La data di riapertura passa da lì.