Marco Rossi, il ragazzo che illumina le balene nel deserto in Egitto

Nel deserto egiziano il sito archeologico di Wadi Al-Hitan con i suoi fossili di balene viene illuminato grazie ad un'impresa di Frosinone. Che in Italia invece è alle prese con una follia burocratica

Fornire linfa vitale alle imprese, farlo attraverso la realizzazione di impianti tecnologici, il più possibile green e che possano generare risparmio per gli imprenditori. E’ questa la mission di Marco Rossi, 38 anni: uno dei pilastri della Rossi Power Solutions di Frosinone, l’azienda di famiglia che dagli impianti elettrici, a quelli di trasmissione dati ed anche condizionamento, offre un mondo di soluzioni al tessuto industriale.

La Rossi, nata nel 1993, venticinque anni dopo corre e si evolve verso le nuove sfide del mercato nazionale e non. Perché per dare risposte a chi fa impresa servono argomenti, in primis l’innovazione.

Doti e capacità che hanno portato l’azienda a vincere un appalto importante, l’ennesimo premio alla competenza. Bloccato però da oltre un anno. Sì, perché la Rossi Power Solutions è pronta con altre grandi aziende ad onorare la commessa, ma se la sta vedendo con un ricorso che definire logorante è dire poco.

«Siamo fermi e stiamo pagando le conseguenze di questo immobilismo – spiega Marco Rossicon cadenza regolare ci vengono richiesti nuovi documenti ad integrazione e noi puntualmente li forniamo, ma l’autorità di vigilanza continua a non pronunciarsi».

E qui non si parla di un qualcosa su cui si può soprassedere, ma di un lavoro in cui la famiglia Rossi ha investito, trovandosi per adesso con un pugno di mosche. «Queste lungaggini – afferma sconsolato Marco – rallentano inspiegabilmente ciò che invece dovrebbe procedere a passo spedito».

Per fortuna che c’è il mercato estero a dare soddisfazioni e lì, come è normale che sia, i documenti servono ma c’è ciò che manca in Italia: la certezza. «All’estero abbiamo realizzato diversi progetti interessanti, come l’illuminazione degli alloggi dei ricercatori nel sito paleontologico egiziano di Wadi Al-Hitan  tramite un impianto fotovoltaico stand alone totalmente autosufficiente installato in pieno deserto». Tanto per capirci parliamo di un sito patrimonio dell’Unesco, un’area nel deserto in cui sono presenti fossili degli antenati dei cetacei, la cosiddetta valle delle balene.

Qui invece è una valle di lacrime: «Non serve un master in economia – si sfoga Marco Rossiper capire che c’è bisogno di sfoltire le innumerevoli autorizzazioni burocratiche con le quali oggi un’azienda deve fare i conti per operare sul territorio».

E poi servono incentivi, misure utili ad abbassare il costo del lavoro e la tassazione, ricette che gli imprenditori chiedono da tempo, richieste vecchie come i fossili della valle delle balene.

Marco però non si arrende. Se lo avesse fatto, non sarebbe mai arrivato dove è oggi. «Uscito dall’università nel 2008 mi sono trovato spaesato, perché ho dovuto interfacciarmi con la parte pratica del lavoro, con i cantieri, con le carte e con i clienti». Un po’ come a dire che un giovane uscito dall’università torna tra i banchi di scuola, questa volta per apprendere il lavoro.

L’obiettivo adesso è quello di andare oltre, di viaggiare verso nuovi mercati e consolidarsi all’estero: «Il mio sogno è quello di far affermare la mia azienda in campo internazionale», spiega senza mezzi termini Marco.

Ed il futuro di questo territorio e della sua imprenditoria? Lamentarsi a prescindere non serve: «Il territorio di Frosinone è molto legato alla sua storia industriale e da questa ne è stato plasmato, nel bene e nel male». Un pensiero quello di Marco che in pratica sottolinea come la Ciociaria sia stata artefice del proprio destino ed ora non si può pensare di cancellare quanto realizzato e ripartire da zero, ma semplicemente prendere quel buono che c’è stato e proiettarlo.

«Noi giovani dobbiamo crederci, per il semplice fatto di essere giovani non possiamo gettare la spugna, ma viviamo in un mondo diverso da quello dei nostri genitori cresciuti nel boom economico». Marco Rossi è convinto di questo, e la parola chiave è audacia: «Solo essendo audaci possiamo sperimentare e trasformare la crisi in opportunità inaspettate».

E solo con l’audacia, tra qualche secolo, lasceremo una traccia, così come quelle balene nel deserto egiziano che oggi anche grazie alla famiglia Rossi tornano alla luce.

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