Vengono da un Paese che le Bonded Zones le ha già fatte. E a Frosinone, tra tutto ciò che c’è da guardare, si fermano sulla Zona Franca Doganale. Alle spalle oltre cinque miliardi di euro investiti in quattro anni. Davanti, la nostra provincia. La sede di Federlazio ospita la delegazione istituzionale della Zona ad Alta Tecnologia di Rongchang, distretto di Chongqing. La guida Wan RongParty Secretary del Governo Popolare Distrettuale, con i membri del board.

È la massima autorità politica e decisionale del distretto urbano, sta gerarchicamente al di sopra del “Sindaco” del distretto. Li accoglie il presidente Domenico Beccidelli. Saluti di benvenuto, poi il mestiere dell’associazione: «Il nostro compito come Associazione datoriale è supportare crescita, innovazione e sviluppo delle imprese, con una forte vocazione all’internazionalizzazione e all’attrazione di investimenti esteri. L’incontro di oggi rappresenta un’opportunità di straordinario valore e il primo passo verso partnership industriali, commerciali e tecnologiche solide e durature».

Per Federlazio l’appuntamento è il primo passo, non il traguardo.

Nove imprese, sei filiere

Foto: Stefano Scarpiello © Imagoeconomica

Al confronto partecipano nove aziende: Heli World scarlTeckno Compositi srlCIEM spaGAV Sistemi srlI.D.E.A. srlOfficine Ortopediche srlAraknia srlMackma srl e Compagnia Alimentare Italiana spa. Dentro ci sono sei filiere tra le principali del territorio: chimico-farmaceutico, aerospazio, automotive, logistica, meccanica e automazione, agroalimentare.

Il direttore Massimiliano Iannucci disegna la mappa. Il sistema produttivo provinciale, le infrastrutture logistiche, le prospettive legate alla nuova stazione AV. Poi arriva il punto che conta. Sulla Zona Logistica Semplificata e sulla Zona Franca Doganale l’interesse della delegazione è particolare. In Cina hanno maturato esperienza con le cosiddette Bonded Zones. Ora guardano le nostre.

Rongchang è un distretto di circa 600mila abitanti stabili più altri 200mila che la raggiungono per lavoro portando la popolazione a quota 800mila. Ha una Zona ad Alta Tecnologia di circa 100 km², sei parchi industriali specializzati e investimenti per oltre 5 miliardi di euro negli ultimi quattro anni. Biomedicina, elettronica, nuove energie, smart manufacturing.

Prima la lettera, poi il viaggio

Massimiliano Iannucci, direttore di Federlazio

Poi il faccia a faccia con le imprese. Il confronto diretto fa emergere sette terreni possibili di cooperazione: automotive, agroalimentare, droni, ricerca applicata in campo medicale, recupero di terre rare, prototipazione, sviluppo di nuovi prodotti.

Wan Rong offre la disponibilità a costruire con Federlazio un percorso strutturato, capace di mettere in contatto diretto gli imprenditori dei due territori. E invita: «Spero di rivedere presto a Rongchang le imprenditrici e gli imprenditori oggi qui presenti, affinché possiate vedere con i vostri occhi il nostro tessuto produttivo e la nostra capacità di ricerca e sviluppo».

Il calendario è già scritto. Nei prossimi giorni la firma di una lettera d’intenti, per individuare opportunità e necessità reciproche e definire una roadmap verso un Memorandum of Understanding (MoU). Poi Federlazio lavorerà alla missione imprenditoriale a Rongchang. 

Beccidelli propone un ultimo terreno: il modello con cui la Cina forma i tecnici. Da approfondire anche alla luce delle criticità del sistema italiano nel far fronte al mismatch tra domanda e offerta di competenze.

Il gigante dietro il distretto

(Foto © DepositPhotos.com)

Rongchang è una tessera. Il mosaico si chiama Chongqing. Municipalità amministrata direttamente dal governo centrale dal 1997, si allarga per 82.400 chilometri quadrati: quasi cinque volte il Lazio. Gli abitanti superano i 32 milioni, secondo il censimento del 2020.

Il PIL del 2025 è di circa 3.380 miliardi di yuan (circa 440 miliardi di euro), con una crescita reale del 5,3%: abbastanza per scavalcare il Liaoning. Nel quinquennio 2021-2025 la crescita media annua è del 5,6%, due decimi sopra la media nazionale. La Cina intera chiude il 2025 al +5%.

Il motore ha quattro ruote. Nel 2025 la città produce 2,788 milioni di veicoli, il 9,7% in più. Di questi, 1,296 milioni sono a nuova energia, con un balzo del 36%. Il polo dell’auto supera gli 800 miliardi di yuan. Sui computer portatili, nel 2024, guida le esportazioni nazionali. Poi il freno. Nel primo semestre 2026 il PIL cittadino sale del 4,2%, fino a 1.670 miliardi di yuan. Il settore secondario cresce del 2,2%, Seres passa in perdita, Changan vede calare sensibilmente i profitti. I veicoli a nuova energia salgono del 3,8%, contro il 25% del primo semestre 2025. Corre invece il resto: batterie al litio +63,2%, wafer di circuiti integrati +20,4%, investimenti in alta tecnologia +14,6%.

Chongqing cresce sopra la media cinese

 Il quadro nazionale non aiuta: il quarto trimestre 2025 si ferma al +4,5%, il passo più lento dalla fine del 2022, con la domanda interna ancora debole. E insieme a Chengdu, Chongqing forma un polo che nel 2025 vale 10.140 miliardi di yuan, il 7,2% della produzione nazionale.

E Rongchang? Nel 2025 il distretto produce 64,56 miliardi di yuan di PIL, +5,7%. Meno del 2% di Chongqing. L’obiettivo era il 6,5%. I servizi pesano il 47,6%, l’industria il 41,6%, l’agricoltura il 10,8%. L’economia è privata: l’amministrazione distrettuale attribuisce ai privati l’80% del PIL, il 93% dei posti di lavoro e il 99% delle imprese. Non è un dettaglio, per un’associazione di imprese.

Le radici, invece, sono altrove. Nel 2018 il Consiglio di Stato promuove Rongchang a zona di sviluppo nazionale ad alta tecnologia: la prima, in Cina, specializzata in agricoltura e allevamento. Biomedicina, elettronica e nuove energie sono l’elenco presentato a Frosinone. Il punto di partenza era la stalla. Vedere con i propri occhi, è l’invito di Wan Rong. Per ora il lasciapassare è una lettera d’intenti. Attesa nei prossimi giorni.

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