
Ottanta posti l’anno, sei aule già pronte, tre laboratori in allestimento e un policlinico ancora in costruzione. Sono questi gli ingredienti con cui l’ANVUR (l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario) ha appena accreditato la facoltà di Medicina a Frosinone. Nel polo di via Brighindi nascerà la prima generazione di medici formati interamente in Ciociaria. Mancano solo gli studenti: le selezioni sono partite da oggi. E quando saranno formati sarà pronto anche il policlinico nel quale specializzarsi e che oggi è in fase di realizzazione.
L’ANVUR ha dato il via libera definitivo: «Accreditamento: Sì», recita testualmente il verbale. Semaforo verde per la sede decentrata del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia dell’Università Link Campus, replica di quello già attivo a Roma. Da qui in avanti, per diventare medico non sarà più necessario lasciare la provincia. Link Campus è un’università privata, la retta annuale richiesta è di 19mila 800 euro l’anno, i posti autorizzati e messi a bando sono 80 ciascun anno accademico.
Dove nascerà il primo anno
I corsi si terranno in via Brighindi: li ospiterà una struttura in affitto dove sono già state allestite sei aule da ottanta posti ciascuna, dotate di impianti audiovisivi, lavagne e un sistema di elettrificazione giudicato adeguato dai valutatori dell’Agenzia. Ad affiancarle, tre laboratori in fase di completamento — Chimica, Biochimica e Biologia Molecolare, Microscopia — pensati per il tirocinio del biennio di base, dove gli studenti ruoteranno in gruppi da trenta.
La site visit del 1° luglio 2026, riportano entrambi i documenti dell’Agenzia, ha confermato «la piena corrispondenza tra quanto dichiarato nella documentazione progettuale e quanto effettivamente riscontrato in sede».
Il policlinico che ancora non c’è del tutto
La parte più delicata di ogni corso di Medicina non è mai l’aula: è il reparto. E qui il progetto di Frosinone punta tutto su una struttura tuttora in cantiere, il Policlinico Centro Italia S.r.l., «già parzialmente operativa e attualmente in fase di completamento», come recita il verbale ANVUR. Nel frattempo, a garantire le attività assistenziali ci pensano tre strutture del medesimo gruppo societario: RSA, Casa di Cura S.r.l. e Cure Private S.r.l. con convenzioni già firmate, in attesa che il trasferimento verso il nuovo policlinico si completi. Sono le strutture del gruppo Casinelli.
Al momento della visita compiuta da Anvur, la struttura poliambulatoriale risultava già attiva su una ventina di branche specialistiche, dalla cardiologia all’ortopedia, dall’oncologia alla ginecologia, con diagnostica per Tac Hd e risonanza magnetica aperta.
Il conto economico
Chi pensa che aprire una facoltà di Medicina sia solo una questione di prestigio accademico, dovrebbe leggere le tabelle allegate al fascicolo. Il piano economico-finanziario calcolato su sei anni presentato dall’Ateneo prevede un margine negativo nel primo anno di attivazione (i costi di avvio, inevitabili) seguito da «margini ampiamente positivi negli anni successivi», man mano che si riempiono tutti e sei gli anni del corso.
Con 80 matricole l’anno e una retta di 19.800 euro a testa, il conto è presto fatto: a regime, il corso di Frosinone genera un flusso di iscrizioni che, moltiplicato per sei anni di durata, porta la cifra ben oltre i nove milioni di euro annui di sole rette.
Ai quali vanno tolte le spese: per i docenti, le attrezzature, i laboratori e tutto ciò che è necessario per gestire un’università. Le selezioni di oggi, con le quali scegliere gli 80 universitari che frequenteranno il primo Anno Accademico, sono il primo passo concreto per avviare le lezioni.
La ricerca che sorprende
C’è un capitolo del fascicolo che si allontana dall’aula e si avvicina al laboratorio di ingegneria biomedica,ed è probabilmente il più curioso dell’intero dossier. Il Dipartimento Ricerca & Sviluppo del Policlinico Centro Italia, attraverso l’Unità Operativa Officine Ortopediche, ha documentato attività di ricerca applicata condotte tra il 2021 e il 2026 su cinque progetti. Quali?
Stanno lavorando su una protesi bionica con interfaccia neurale «closed-loop» chiamata LIFE HAND 2, un braccio biomeccatronico governato da algoritmi di intelligenza artificiale per il controllo mioelettrico, ortesi dinamiche realizzate con tecnologie CAD/CAM, un’ortesi compressiva refrigerante già brevettata e un lettino fisioterapico robotizzato a cinque gradi di libertà, anch’esso coperto da brevetto industriale.
Non proprio il curriculum che ci si aspetterebbe da una struttura sanitaria che si trova fuori dalla cinta delle mura di Roma. Ed è probabilmente per questo che i valutatori ANVUR lo citano come elemento «di forte interesse» nella loro relazione.
I passaggi istituzionali che hanno aperto la strada
Prima del via libera tecnico, il progetto ha attraversato due passaggi politici obbligati. L’11 febbraio 2025 la Regione Lazio ha espresso parere favorevole all’istituzione del corso. Il 16 gennaio 2026, poi, è arrivato anche il via libera del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio (Crul), che ha valutato positivamente sostenibilità dell’offerta e coerenza del progetto didattico.
Solo a quel punto l’Ateneo ha potuto sottoporre l’intero fascicolo alla valutazione finale dell’ANVUR, che ha esaminato – punto per punto – sostenibilità finanziaria, adeguatezza delle strutture, attività di ricerca e sistema di assicurazione della qualità, promuovendo il progetto su tutti i fronti.
Resta, come sempre accade quando un cantiere e un corso di laurea partono insieme, la variabile del tempo: il completamento del Policlinico Centro Italia procede in parallelo alle prime immatricolazioni, e sarà quello — più ancora delle aule di via Brighindi — il vero banco di prova per la tenuta del progetto nei prossimi anni.
Per ora, l’ANVUR ha detto sì. Il resto lo scriverà il cronoprogramma.



