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“Obiettivo Giubileo 2025”: D’Amico suona la carica e sferza tutti

16 Ottobre 20245 minuti di lettura
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Il nome era accattivante – “Green Vibes” – e la location splendida: Alatri, nel Chiostro di San Francesco. Il primo Festival dell’Agroecologia in Ciociaria dei giorni scorsi è diventato non solo un evento importante, ma anche luogo fisico da cui lanciare un allarme. Un allarme contestualizzato al focus, che ha fatto emergere non solo le pulsioni di un territorio che vuole mettere a regime i concetti di sostenibilità ed economia di scala, ma che ha sottolineato in corso d’opera anche un paradosso. Quello per cui gli scenari che quella crasi la sottintendono sono come una fotografia in grandangolo.

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Ed ai margini di quell’immagine è apparso il gap spaventoso tra ciò che si proclama e ciò che va fatto per attuare. Su quasi tutti i temi in trattazione ed in particolare su uno: quello del turismo sostenibile. E’ stato per questo che da Confimprese Italia, rappresentata dal Presidente Guido D’Amico, è arrivato un monito. Monito che ha preso il tono di una sferzata forte, di un allarme non ancora tale ma già prossimo a diventarlo.

Il timing stretto per agire

E di un timing stretto che ha fatto lanciare a D’Amico una proposta precisa agganciata ad uno slogan che è stato come un ceffone in faccia ad un dormiente: “Obiettivo Giubileo”. Già, perché il tema della sostenibilità e dell’agricoltura è frattale, e con la sua stessa natura e mission richiama quello di una terra che, le sue peculiarità, tra poco più di due mesi le dovrà offrire ad una fiumana di turisti e pellegrini che raggiungeranno la Ciociaria ed il Cassinate proprio per il Giubileo.

“Attenzione – ha sottolineato D’Amico a margine dell’evento – nessuno pensi che quello del Giubileo sia un movente per fare in fretta. E’ molto di più: è un’occasione ufficiale di rango planetario che ha messo a nudo la necessità di queste terre di darsi un sistema valido. Sistema che punti sull’accoglienza, sulle strutture ricettive che facciano rete e sulla capacità dei gestori di muovere l’economia bandendo materie e protocolli ormai obsoleti ed improduttivi”.

L’opportunità che non va persa

Maurizio Cianfrocca (Foto © Stefano Strani)

“Durante il panel, in cui erano presenti tra gli altri il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca e il consigliere provinciale Luigi Vacana, è emersa con forza la necessità di unire le forze tra imprenditoria, società civile e amministrativa per preparare al meglio la provincia di Frosinone all’importante appuntamento del Giubileo 2025“. E D’Amico ha lanciato “la proposta si una riunione condivisa. La nostra provincia vanta un patrimonio unico, con luoghi di fede di grande rilevanza come la Scala Santa di Veroli, Montecassino e le Abbazie di Casamari e Trisulti ed altri“.

“A questo si aggiunge l’importanza di Fiuggi, il secondo polo turistico per posti letto dopo Roma. Prepararsi al Giubileo significa non solo valorizzare queste eccellenze, ma anche costruire un percorso che rafforzi l’identità e le opportunità del nostro territorio, puntando su un turismo sostenibile che sia rispettoso dell’ambiente e capace di generare crescita economica”. Ea chiosa: “Confimpreseitalia è pronta a fare la propria parte, promuovendo dialogo e collaborazione tra tutti i player locali. Il Giubileo 2025 rappresenta un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere”.

Regimentare l’offerta turistica sostenibile

Diventa quindi cruciale il tema della regimentazione di scala massima del turismo sostenibile. Su cui queste sono terre che hanno dato buona prova di sé, ma per step ed in maniera affatto organica. Perciò D’Amico ha lanciato una sorta di ultimatum cartesiano. Così: “La mia proposta è quella di mandare un segnale a tutti i players, istituzionali e privati, con l’obiettivo di mettere il Giubileo 2025 come deadline stretta. E di coinvolgere concretamente gli stessi per affrontare il problema di uno scenario che è imminente e per il quale non siamo affatto preparati”.

“Non al punto da poterne trarre una condotta collegiale. Le prenotazioni del periodo nelle strutture ricettive sono ridotte all’osso e non c’è stato alcun incremento degno dello step temporale che ormai incombe. Dobbiamo attrezzarci, e subito, altrimenti rischiamo un collasso di settore”.

Due settimane per sedersi ad un tavolo

Il Festival ha previsto infatti degustazioni, laboratori, proiezioni, forum sui temi cardinali dell’agricoltura biologica, ed è come se a traino della sua natura avesse riesumato l’urgenza di brandizzare quelle eccellenze e metterle a servizio del Green Deal. Quindi non di un’emergenza che arriva, ma di un sistema complesso tutto da costruire a cui però l’emergenza temporale e stringente del Giubileo ha funto da scossa galvanica. A quel “sonno” D’Amico ha voluto mettere fine, e lo ha fatto con un timing perfettamente settato sulla necessità di andare veloci.

“Diamoci due settimane al massimo – ha detto – ed incontriamoci. Ma non per parlarci addosso, bensì per uscire dai nostri incontri serrati con soluzioni vere. Studiate, rese capaci di camminare sulle proprie gambe e concrete. Il tema del turismo sostenibile è cruciale, in un’ottica di impresa ed in un’ottica ambientale”.

Le soluzioni senza chiacchiere

E a chiosa: “Solo che adesso c’è una deadline che incombe, e bisogna stabilire un protocollo, piuttosto che fare il punto e crogiolarsi su quanto sia scorrevole il riassunto”. Perché per certi temi non bastano le sillogi compiaciute, lo aveva sottolineato anche da Cassino il direttore di Unindustria Giovanni De Vacchi e sulla crisi dell’automotive.

Così: “Se noi vediamo la partita più grande noi facciamo un bel convegno, una bella chiacchierata ma alla fine di pratico non c’è nulla”. Ecco, neanche a Guido D’Amico piacciono le belle chiacchierate, solo le soluzioni fattibili.

E per metterle a terra bisogna fare in fretta e fare bene. Tutti.

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