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Non cambia mai nulla, in Ciociaria si continua a vivere male

19 Novembre 20183 minuti di lettura
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In provincia di Frosinone non è cambiato nulla. Si vive esattamente come dodici mesi fa. Cioè maluccio. Al posto numero 83 sul totale delle 110 province italiane. Sono i risultati della ventesima classifica sulla qualità della vita di Italia Oggi – Università La Sapienza di Roma, che fotografa anche quest’anno virtù, criticità e cambiamenti nelle diverse aree del Paese.

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Anche il podio è lo stesso del 2017, come si evince dai servizi sul numero odierno del quotidiano specializzato.

 

Bolzano, Trento e Belluno: il top è sempre quello, a conferma della solidità delle posizioni di vertice ormai raggiunte dalle città del Nord-Est. Nelle prime 35 posizioni della classifica solo Aosta esce dalla direttrice del Nord-Est.

Come spiega Italia Oggi

“A voler guardare bene la parte alta della classifica emerge anche un’altra indicazione interessante: la città ideale ha mediamente 100 mila abitanti. Nelle prime 40 posizioni, infatti, solo Verona e Padova hanno poco più di 200 mila abitanti, mentre Brescia, Parma, Modena, Reggio Emilia, Bergamo, Trento, Forli, Vicenza, Bolzano e Piacenza ne hanno più di 100 mila, tutte le altre 28 città hanno un numero di abitanti inferiore.

Questa tendenza è confermata anche dalle (pessime) posizioni di classifica delle città più grandi: Milano è al 55° posto, Torino è al 78°, Roma all’85°, Palermo al 106° e Napoli al 108°. E la più grande di tutte, Roma, segna quest’anno un forte balzo all’indietro, perdendo 18 posizioni rispetto all’anno scorso, mentre le altre sono sostanzialmente stabili”.

 

Ancora

“Dal punto di vista della politica locale, si potrebbe tentare di spiegare questa situazione con una metafora stradale: governare un piccolo centro è come guidare uno scooter in mezzo al traffico, mentre governare una grande città è come guidare un autobus.

Nel primo caso c’è la possibilità di adeguarsi rapidamente ai mutati contesti sociali ed economici, si riescono ad affrontare le emergenze e a sfruttare le occasioni che si presentano in tempi relativamente rapidi, e questo alla fine paga anche nei termini di una migliore qualità della vita.

Governare i grandi centri è molto più difficile a causa delle lentezze e della pesantezza dell’apparato burocratico e amministrativo, che non consentono rapidi cambi di posizione o possibilità di adattamento in tempi rapidi al mutare dei contesti sociali, politici, culturali”.

Nel Lazio soltanto Roma fa peggio di noi: 85° posto e 18 posizioni perse in un anno. Svetta Viterbo: 48° posto in classifica e 16 gradini scalati in dodici mesi. Piazzata bene anche Rieti: 52° posto, con 4 in più in un anno. Latina è in posizione numero 71, 10 in più rispetto allo scorso anno.

Insomma, la provincia di Frosinone resta al palo. Ma non è una novità.

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