Molte chiacchiere, pochi fatti green: Frosinone e Latina per Legambiente

Il Lazio è poco verde e molto grigio. Non sono green né Frosinone né Latina; né tantomeno Roma. Lo dice il 28esimo Rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia. Un report che fotografa le performance ambientali di 105 capoluoghi di provincia nel 2020: quando il COVID aveva di fatto “congelato” gli spostamenti, con un traffico ovviamente molto minore. In questo contesto, però, Frosinone è stato il capoluogo italiano con più auto in circolazione rispetto agli abitanti.

Lo smog, non è colpa delle auto

Foto: Can Stock Photo / Ssuaphoto

Lo smog non è colpa delle auto. O non solo delle auto. Lo si deduce da uno dei dati principali diffusi con il report di Legambiente. Se, durante il lockdown del 2020, c’è stato un crollo del trasporto pubblico, l’aria non è poi migliorata così tanto. Un dati che nei mesi scorsi era stato messo in luce dal sindaco di Anagni Daniele Natalia: tenendo d’occhio i dati delle centraline dislocate in città aveva registrato che la qualità dell’aria non era migliorata né con lo stop alle auto né con la chiusura delle fabbriche; la situazione era cambiata solo con la fine dell’uso delle caldaie per i riscaldamenti.

Il Rapporto poi dice che se Trento si conferma la città più green d’Italia, il Basso Lazio continua ad arrancare, anzi peggiora pure. Infatti Frosinone è 78esima, in calo di sei posizioni sulla precedente rilevazione, mentre Latina è ancora più giù al 100esimo posto. Perde 4 posti rispetto all’anno scorso.

Cosa è stato tenuto in considerazione per dirlo? Anche stavolta sono stati 18 i parametri: dall’uso efficiente del suolo alle polveri sottili nell’aria, dalla percentuale di raccolta differenziata al verde urbano, fino alla dispersione idrica.

Parliamo molto, facciamo poco green

Troppe auto soffocano Frosinone

In sette degli ultimi dieci posti della classifica nazionale ci sono città del sud, con l’eccezione di Alessandria. 

Nel Lazio l’unico capoluogo tra i primi 50, seppur in calo, è Rieti che è al 45esimo posto. Roma è 86 esima. Viterbo 83esima.  

La vera piaga di Frosinone resta il tasso di motorizzazione: ovvero le troppe macchine in circolazione rispetto agli abitanti. Il capoluogo ciociaro è al 105esimo posto, ultimo, nella graduatoria specifica.

Male, ma non è una novità, la concentrazione di Pm10 nell’aria. Vi è poi ancora troppa, dispersione idrica: troppa acqua si perde lungo una rete troppo vecchia e non più adeguata. E i lavori promessi nel passato da Acea? Sono iniziati: il tasso di dispersione infatti è in calo rispetto alla scorsa rilevazione; il fatto è che non si possono risolvere in un anno i ritardi accumulati in mezzo secolo.

Abbiamo comportamenti poco green. parliamo molto ma facciamo poco. In casa non adottiamo quegli accorgimenti che potrebbero farci risparmiare. Un dato su tutti: Frosinone è 29esima per i consumi idrici domestici.

Leggermente in calo anche per la percentuale di rifiuti differenziati: il capoluogo ciociaro passa dalla 27esima alla 34esima posizione.

Criticità non risolte

Stefano Ceccarelli

Per il presidente di Legambiente Frosinone, Stefano Ceccarelli, il rapporto evidenzia come ci siano troppe criticità irrisolte. E come, soprattutto, la mobilità sostenibile sia al palo.  Per l’associazione   «la strada da percorrere per ottenere un deciso miglioramento delle performance ambientali del capoluogo ciociaro è ancora lunga».

Legambiente si sofferma proprio sul settore della mobilità. «Il maggior numero di auto in circolazione per abitante fa il paio – argomenta Ceccarelli – con il tasso bassissimo di utilizzo del trasporto pubblico urbano e con la percezione comune che vede Frosinone come una città in cui viene sistematicamente scoraggiata ogni alternativa sostenibile all’auto privata».

Per Legambiente la realtà  di Frosinone è quella di «una città in cui le auto la fanno da padrona ovunque e non c’è un solo metro quadrato di area pedonale permanente».

Le ben note criticità che attanagliano il capoluogo sono ancora lì – dice Legambiente – che rimarca ancora i dati sulle Pm10 e quelli sulla la dispersione idrica. «Il 62,5% dell’acqua immessa in rete va perduta a causa dello stato pietoso in cui versa la rete idrica».
Se le cose  Frosinone non sono rosee nel pontino vanno anche peggio. 

Frosinone piange, Latina non ride

Latina, piazza Municipio

Latina scende sempre di più. Rispetto ad un anno fa perde quattro posizioni. Male per la differenziata dove perde altre posizione, passando dal 95esimo al 98esimo posto. Resta nei bassifondi per l’efficienza della depurazione. Tanta la dispersione idrica.  Quelle pontine sono tra le peggiori reti idriche nazionali. Dati negativi anche per la mobilità.

Allargando lo sguardo al resto del territorio regionale, Roma occupa l’86° posto tra i capoluoghi italiani: «15 anni fa, nel 2006 si trovava al 55° posto – commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio la Capitale è arrivata in fondo alla classifica per performance ambientali con un lento e inesorabile declino».

Per Scacchi troppo tempo si è perso «senza costruire elementi virtuosi sulla gestione dei rifiuti, sulla cura del verde, sulla mobilità sostenibile, sullo sviluppo delle energie rinnovabili; un tracollo totale per Roma che con questi numeri è un peso che grava in termini di inquinamento sul proprio territorio, sul Lazio e sul Paese».

L’appello al sindaco

Roberto Gualtieri

Da Legambiente Lazio, partendo da questo rapporto, arriva un appello al neo sindaco Roberto Gualtieri e alla nuova Giunta, perché «con sfide difficilissime come quelle per invertire il trend totalmente negativo di Roma, serviranno politiche di altissimo spessore e grande lungimiranza, affinché la Capitale torni a essere traino nel Paese per performance ambientali».

Un ultimo sguardo, infine, alla classifica generale: dopo Trento salgono sul podio Reggio Emilia e Mantova. Cosenza, quarta, è l’unica città del sud nella top ten. Le meno green in assoluto sono Catania e Palermo.