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Microcredito: responsabilità ed aiuto, non assistenza

24 Settembre 20193 minuti di lettura
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Non è assistenzialismo, anzi. Il Microcredito firmato dalla Caritas diocesana di Latina, in collaborazione con il Credito Cooperativo, è uno strumento che dà sì respiro a chi è in difficoltà, ma lo responsabilizza con la restituzione del prestito ottenuto. Uno strumento che ha portato 416 persone a svolgere un colloquio per richiedere un aiuto, con l‘erogazione effettiva di 71 prestiti, per una massa totale di circa 110 mila euro. 

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La conferenza stampa presso la Caritas di Latina

Numeri che se visti con gli occhi degli analisti economici rappresentano davvero poca roba, ma guardati meglio e contestualizzati accendono il faro su un mondo che in molti ogni giorno si trovano a vivere. Piccole spese, affitti e bollette arretrati, assicurazione dell’auto scaduta, pagamento delle tasse, dei libri scolastici e delle spese mediche. Tutte voci che all’interno dell’economia di una famiglia pesano e che diventano macigni nel momento in cui si presentano situazioni particolari, come ad esempio la perdita del lavoro.

E la Caritas di Latina non è stata a guardare. Ha deciso di porsi come ponte tra le persone in difficoltà ed il mondo del credito, due realtà che troppo spesso per meri calcoli matematici non riescono ad entrare in contatto.

Ma come funziona il microcredito? L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Latina – Sezze – Terracina – Priverno, dalla confraternita delle Stimmate di Cisterna e dalla BCC dell’Agro Pontino, offre alle persone in particolari situazioni di vulnerabilità economica, la possibilità di ricevere un prestito fino ad un massimo di 2500 euro.

Possono farne richiesta tutte quelle persone domiciliate nel territorio diocesano, con basse capacità di reddito, anche straniere purché in possesso di permesso di soggiorno. Non si tratta di un aiuto per tutti, ma solo per chi in uno stato di emergenza temporanea, deve far fronte a pagamenti impossibili da onorare in quel momento. Il tasso fisso del prestito è pari al 3% e questo può essere rimborsato con un massimo di 36 rate mensili.

Un aiuto concreto a livello economico e non solo. Questo perché una volta ottenuto il prestito, i beneficiari continuano ad essere seguiti e se ne fanno richiesta, hanno anche la possibilità di essere seguiti da un tutor che li aiuti durante il periodo del rimborso e li educhi al miglioramento della gestione dell’economia familiare.

Una bella storia che però continua ad avere bisogno dell’aiuto di tutti ed è per questo che il direttore Ciro Somma della BCC ha lanciato un appello affinché il fondo di solidarietà e garanzia possa allargarsi: “Bisogna sensibilizzare altre realtà a partecipare al progetto, occorre la disponibilità di altri soggetti per aumentare le potenzialità di questo servizio, che rappresenta in pieno i valori etici su cui si fonda il credito cooperativo”.

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