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Latina non è un paese per giovani

28 Maggio 20244 minuti di lettura
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Era il 2007, quando i fratelli Coen realizzarono un film, pluripremiato all’epoca, intitolato “Non è un paese per vecchi“. Violento e al tempo stesso ironico affresco della provincia statunitense, nella classica cifra stilistica dei Coen. Parafrasando ironicamente, oggi si potrebbe dire “Latina non è un paese per giovani“, oltre che per gli anziani.

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Il capoluogo pontino è emerso infatti dilaniato dall’annuale classifica del “Sole 24 ore” sulla qualità della vita nelle città italiane più o meno appetibili a seconda delle fasce di età. E alla fine, le graduatorie peggiori (93esimo posto e 91esimo posto) sono quelle per giovani, mentre va leggermente meglio quella per gli anziani (88esimo posto). E così, alla fine, il capoluogo “più giovane d’Italia” non è “un paese per giovani”.

Le graduatorie

(Foto © DepositPhotos.com)

Tre, in particolare, sono le graduatorie prese in esame dal “Sole”, divise per fasce di età: bambini, giovani e anziani. Nella prima, quella dedicata ai bambini, Latina finisce al 93esimo posto tra i capoluoghi di provincia, con uno score di 27. I criteri presi in esame la condannano senza appello: Latina è infatti all’85esimo posto per spazio abitativo, con 66,1 metri quadri medi per abitante nel settore residenziale, rispetto a una media di 75,2; i pediatri disponibili ogni mille abitanti sono solo 1,7, contro la media di 2,2 (92esimo posto); la competenza numerica non adeguata, esaminata sugli studenti di terza media, vede una percentuale del 53,7% contro il 44,3% di media (84esimo posto); quella alfabetica non adeguata è al 42,7% contro la media del 38,7% (81esimo posto).

Bassa anche la percentuale di bambini che hanno usufruito nell’anno dei servizi comunali per l’infanzia (7,4 contro 15,6, 87esimo posto) come anche i metri quadri per bambino di verde attrezzato (11,4 contro 35,5). Alla fine, risulta in media solo per quanto riguarda i giardini scolastici (11 metri quadri per bambino, contro la media di 11,8). E nell’indice di bambini praticanti attività sportiva (0,8 contro 1). 

Un po’ meglio i giovani

La situazione migliora di poco nella classifica dedicata alla qualità della vita per i giovani, dove il capoluogo pontino è 91esimo con un punteggio di 385.

I dati migliori sono quelli relativi all’imprenditorialità giovanile (21esimo posto, con 8,5 imprese con titolare under 35 in percentuale sul totale delle imprese registrate, contro una media di 7,5). E sul canone di locazione (20esimo posto, con una incidenza del 13,9% dell’affitto sul reddito medio, contro una media del 22,3%). Non mancano anche bar e discoteche (d’altronde la “zona dei pub” di Latina ne è piena), con 156,5 ogni 10mila residenti 18-35enni, contro una media di 155,3. Bene anche le aree sportive, con 11,4 metri quadri per residente 18-35enne, contro una media di 12,4.

Male i dati sull’occupazione giovanile: la disoccupazione tra 15 e 34 anni è al 15,4% contro il 13,8% (74esimo posto) e le trasformazioni di contratti a tempo indeterminato sono solo l’11,8% contro il 14,2% (74esimo posto). Quello che spicca è che nonostante si dica da sempre che “Latina è una città giovane” i residenti 18-35enni segnino una variazione tra il 2019 e il 2023 di -0,2% contro la media di 1% (80esimo posto); un dato certamente influenzato anche dalla “fuga dei cervelli”.

Anche i matrimoni celebrati sono sotto la media: 2,8 ogni mille abitanti contro 3,2. Mentre è perfettamente in media l’età in cui si mette al mondo il primo figlio: 32,4 anni contro 32,5. Quello che spicca è però il dato negativo dell’intrattenimento: Latina è addirittura al 102esimo posto per numero di concerti ogni 10mila abitanti 18-35enni: 15,9 contro una media altissima del 53,2.

Un po’ paese per anziani

Foto © Dimaberkut / Dreamstime

Va decisamente meglio, anche se sempre nelle basse posizioni di classifica (88esimo posto in graduatoria generale con un punteggio di 360) nella qualità della vita per gli anziani. Ma anche in questo caso non c’è molto da gioire.

Spicca il 105esimo posto (su 107 capoluoghi di provincia) rispetto alla partecipazione civile (3,2 dipendenti non profit con 50 anni e oltre ogni mille residenti rispetto a una media di 10,3). E lo stesso 105esimo posto rispetto al numero di biblioteche ogni 10mila abitanti over 65: 2,3 contro 6,4.

Latina è poi 96sima per numero di geriatri ogni 10mila residenti over 65, con 1,4 professionisti attivi contro 3,1. È 77esima per numero di posti letto nelle rsa ogni mille abitanti over 65 (8,7 contro 19,4) e gli utenti dei servizi sociali comunali sono solo 1,4 contro 3,3 (66esimo posto). La posizione migliore? Latina è al 15esimo posto per il consumo di farmaci per depressione, con 14,8 unità minime farmacologiche pro capite vendute contro una media di 19,9.

Alla fine, Latina non è una città per giovani. E forse neanche tanto per anziani.

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