Mentre l’industria automobilistica italiana attraversa una delle sue peggiori crisi degli ultimi decenni, c’è chi nel Lazio meridionale sta cercando non solo di resistere ma di costruire. La Scuderia Unicas, progetto nato nel 2021 all’interno dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, rappresenta molto più che una squadra studentesca: è una scommessa sul futuro, una dimostrazione concreta di come anche le piccole università possano essere fucine di innovazione, radicate nel territorio ma con sguardo globale.

Il mondo che non fa più brum brum

(Foto © IchnusaPapers)

La crisi del settore è sotto gli occhi di tutti. Stellantis, che per decenni è stato un punto di riferimento per l’Italia e specialmente per la provincia di Frosinone, ha visto la sua produzione crollare. Nel 2024 il gruppo ha prodotto appena 475.090 veicoli in Italia, con una flessione attorno al 36,8% rispetto al 2023. Le autovetture sono diminuite del 45,7% (poco più di 283mila unità), mentre i veicoli commerciali hanno registrato un calo del 16,6%. Nei primi sei mesi del 2025 la tendenza si conferma negativa: cali simili – verso il –30/–40% – in tutti gli stabilimenti Stellantis. A Cassino Plant è appena cominciata un’altra settimana di stop: i giorni di cassa integrazione nel 2025 sono stati più di quelli effettivamente lavorati.

Questo declino non impatta solo numeri astratti: in provincia di Frosinone, lo stabilimento di Piedimonte San Germano – pilastro dell’economia locale – ha subito un calo produttivo di circa il 30% negli ultimi sei anni, con conseguente perdita di posti di lavoro, indebolimento indotto, difficoltà crescenti per fornitori e aziende collegate.

La sfida di E-Lectra

Il prototipo della E-Lectra

E’ in questa cornice che la presentazione della monoposto elettrica da Formula E (la Formula 1 per le auto elettriche) effettuata da Scuderia Unicas assume un significato molto più ampio.

Durante la Notte dei Ricercatori, il 26 settembre, in piazza Diamare, studenti di ingegneria dell’Ateneo cassinate hanno svelato il prototipo di una monoposto elettrica ispirata (nelle ambizioni e nell’impegno tecnologico) al mondo della Formula 1. Un veicolo progettato, costruito, collaudato da circa 60 studenti, distribuiti fra reparti tecnici e gestionali, con supporto dei docenti e di partner industriali. L’auto integra un pacco batteria su misura con sistema di gestione (BMS), motori elettrici ad alte prestazioni, trasmissione dedicata, aerodinamica in fibra di carbonio.

Non un esercizio accademico ma un progetto che può competere in contesti internazionali e che funge da palestra reale.

Visione globale

Cruciale è il ruolo che manager locali con visione globale stanno svolgendo, come Vittorio Celletti (Plant Manager della Lear Corporation e Presidente di Unindustria Cassino), intervenuto alla presentazione e da poco nominato componente esterno del Consiglio di Amministrazione dell’Università. Celletti ha sottolineato come iniziative simili, che coinvolgono università, imprese, studenti e istituzioni, possano essere valida alternativa credibile per sostenere una nuova vita dell’indotto automobilistico nella nostra zona.

La Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cassino dimostra che non serve essere grandi o avere alle spalle un Comune metropolitano per generare idee forti: serve avere talenti, organizzazione, risorse condivise, e la capacità di progettare a livelli alti. Questo progetto è la prova che anche in contesti meno centrali si possono formare menti geniali, capaci di tradurre know-how tecnico in prodotti concreti.

È una ulteriore prova dopo la joint venture nata con il colosso Fincantieri che ha portato alla nascita di P4F Power 4 Future nella zona industriale di Cassino. Che ha deciso di venire in Ciociaria proprio per la presenza del pool di E-Lectra e dell’Unicas.

Leva educativa

Scuderia Unicas dunque non è solo motivo di orgoglio: può essere una leva educativa, economica, culturale per un territorio che ha investito per decenni nell’automotive, che ha costruito famiglie, competenze, aziende fornitrici. Se questo tipo di iniziative recepite con il giusto sostegno – politico, industriale, finanziario – diventeranno la norma anziché l’eccezione, la provincia di Frosinone potrebbe ritornare a essere una delle punte di diamante del settore.

C’è un segnale fornito da quella monoposto da Formula E: la dimostrazione che il cambiamento è possibile, che la transizione tecnologica e la formazione applicata non sono chiacchiere, ma piste su cui correre.

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