C’è stato un tempo – durato decenni – in cui la provincia di Frosinone ha preteso di fare politica turistica e culturale sommando semplicemente i propri campanili. Ognuno con la sua sagra, ognuno con il suo depliant, ognuno con la pretesa di conquistare il mercato globale in solitaria. Un modello polverizzato dalla storia.
Quel tempo prova ora a chiudersi definitivamente da Veroli. Nella Sala Cinema “Trulli”, nell’ambito del convegno “Road to Destinazione Ciociaria”, le tre DMO del territorio (Terra dei Cammini, Stay Ciociaria e Alta Ciociaria) hanno sottoscritto nei fatti un patto d’area per presentarsi sui mercati nazionali e internazionali sotto un unico marchio, con una sola strategia e una governance condivisa.
Non una semplice passerella ma un vertice operativo che ha messo allo stesso tavolo sindaci, amministratori, operatori privati, vertici regionali e colossi della distribuzione turistica.
La visione di Francesca Cerquozzi

A dare l’impronta politica e metodologica all’incontro è stata la vice sindaca e assessora alla Cultura e Turismo di Veroli, Francesca Cerquozzi, che ha legato il nuovo percorso alla continuità di Hernica Saxa e al lavoro svolto per la candidatura delle Città Erniche a Capitale Italiana della Cultura 2028: «A Veroli è stato fatto un passo avanti importante. Alta Ciociaria, Stay Ciociaria e Terra dei Cammini hanno scelto di unire le proprie esperienze in un’unica direzione: Destinazione Ciociaria. È un passo importante perché dice una cosa semplice: stiamo imparando a ragionare come territorio. Era questo il senso degli Stati Generali della Cultura ed è da qui che cultura e turismo possono diventare una vera infrastruttura di sviluppo».

La Cerquozzi ha rimarcato la filosofia del progetto: non unificare le identità fino ad annullarle, ma metterle in rete per spezzare l’isolamento dei singoli comuni. «Abbiamo Comuni diversi, identità forti, patrimoni culturali e paesaggistici straordinari. Non dobbiamo uniformarli, dobbiamo connetterli. Perché chi sceglie di venire in Ciociaria deve poter incontrare un territorio, non una somma di destinazioni che si raccontano separatamente».
Da qui la proposta politica e amministrativa lanciata alla platea: anticipare la programmazione. «Ieri ho voluto aggiungere una proposta concreta: lavorare già da ora a un calendario condiviso dei principali appuntamenti culturali e turistici del 2027, coinvolgendo DMO, Comuni e operatori. Programmare insieme, prima ancora che comunicare insieme».
Dalle radici di Isola del Liri e Alatri al Piano Regionale

Il traguardo di Veroli non nasce improvvisato. È il risultato di un cammino avviato con l’avviso pubblico della Regione Lazio del 2021 e accelerato nel febbraio 2025 ad Isola del Liri, quando 19 sindaci delle DMO Terra dei Cammini e Stay Ciociaria decisero di sedersi attorno a un tavolo per superare la frammentazione.
Un percorso poi ratificato nell’assemblea di Alatri per la DMO Alta Ciociaria e culminato con l’approvazione del Piano Triennale del Turismo della Regione Lazio.
A spiegare la svolta gestionale sono stati i protagonisti della governance: Paolo Novi (Destination Manager DMO Alta Ciociaria), Lino Marciano (Destination Manager DMO Stay Ciociaria) e Alfonso Testa (Presidente DMO Terra dei Cammini), che si sono confrontati direttamente con i rappresentanti del mercato turistico privato.
«La vera sfida è superare la promozione turistica frammentata e costruire una proposta capace di presentare la Ciociaria come una destinazione unica e riconoscibile» – ha spiegato Paolo Novi.

Gli fa eco Lino Marciano: «Stiamo compiendo un cambio di passo. Il turista non acquista semplicemente un luogo, ma un’esperienza. Il 2027 dovrà essere l’anno della distribuzione sul mercato». E Alfonso Testa ha ribadito la portata strategica dell’unione: «Oggi dobbiamo pensare alla Ciociaria non più come una terra di passaggio tra Roma e Napoli, ma come una destinazione turistica unica». I presidenti Maurizio Cianfrocca (Alta Ciociaria) e Bruno Macciocchi (Stay Ciociaria) hanno confermato come la sinergia sia ormai un dato consolidato anche all’interno delle rispettive assemblee e nei confronti istituzionali con la Pisana.
La benedizione della Regione

A certificare il valore politico dell’operazione sono giunti i messaggi del sindaco di Veroli Germano Caperna e gli interventi di Paolo Giuntarelli, direttore della Direzione regionale Turismo e Sport della Regione Lazio, e di Dina Ravera, presidente di Destination Italia.
Giuntarelli ha sottolineato come la Regione Lazio consideri fondamentale l’aggregazione in DMO per superare la polverizzazione dell’offerta e posizionare la Ciociaria come componente strategica del brand “Il Lazio che non ti aspetti” visualizzato a ridosso del polo d’attrazione romano. La presenza di sindaci, amministratori e addetti ai lavori a Veroli dimostra che il clima culturale è cambiato. Ma la vera partita comincia adesso.
Fare sistema richiede disciplina amministrativa, superamento delle gelosie di bottega e capacità di spesa strategica. L’idea di un calendario unico 2027 lanciata da Francesca Cerquozzi rappresenta il primo banco di prova: se i Comuni sapranno coordinare le proprie agende prima di stampare i manifesti, la Ciociaria avrà dimostrato di non essere più un arcipelago di campanili, ma una vera destinazione turistica d’Europa.
Il dato simbolico: i 100mila visitatori a Isola del Liri

A dimostrazione di quanto la Ciociaria possieda già un potenziale turistico pronto ad esplodere se inserito in una rete organizzata, ci sono i dati concreti sul campo. A Isola del Liri, secondo le stime più recenti, sono state calcolate circa 100mila presenze negli ultimi sei mesi solo per ammirare lo spettacolo unico della Cascata Grande nel centro storico.
Un dato impressionante che dimostra due cose: da un lato l’enorme potere attrattivo dei singoli attrattori del territorio; dall’altro la necessità urgente di intercettare questo flusso per trasformarlo in un’esperienza d’area coordinata. Se 100mila visitatori scelgono Isola del Liri in un semestre, l’obiettivo di “Destinazione Ciociaria” deve essere quello di far vivere loro non solo la Cascata, ma di accompagnarli a scoprire – tramite una regia e un calendario unici – Veroli, Alatri, i Cammini e l’intera filiera d’eccellenza della provincia.








