Un piano da dodici milioni di euro per affrontare le nuove sfide del mercato. La multinazionale del tessuto Klopman International ha deciso di puntare con decisione sull’innovazione tecnologica. Produrrà nuovi tessuti tecnici ad alte prestazioni, destinati anche al comparto difesa, già apprezzati nel settore militare francese. Li farà nello stabilimento di Frosinone, pilastro di un sistema che è diventato il principale produttore europeo di tessuti speciali per indumenti di protezione, capi aziendali e indumenti da lavoro.

Il piano Klopman

Il piano prevede l’installazione di nuove linee produttive, il rinnovamento di gran parte dei processi industriali, la costruzione di un nuovo capannone, l’inserimento di nuove competenze tra i lavoratori. I 12 milioni di investimento programmati si aggiungono agli 8 spesi di recente per l’introduzione di un modernissimo elettrofiltro. Un impegno economico complessivo di 20 milioni che testimonia fiducia nel sito produttivo di Frosinone e nel suo territorio.

L’elettrofiltro nella Klopman

Il timore adesso è legato ai tempi delle autorizzazioni. La provincia di Frosinone è rimasta famosa nello scenario industriale internazionale per i tempi lunghissimi che dovette aspettare la multinazionale del farmaco Catalent per un investimento da 100 milioni su Anagni. Alla fine, stanca di attendere i permessi, salutò tutti e spostò l’investimento in Oxfordshire nel Regno Unito.

La sfida ora sta nella capacità di accelerare gli iter autorizzativi, considerando che l’area ricade in zona SIN (Sito di Interesse Nazionale), con tutte le complessità legate alle caratterizzazioni ambientali dei terreni oggetto di nuova edificazione.

Fare presto

L’amministratore delegato Giuseppe Crippa ha sottolineato con forza la necessità di tempi rapidi: il mercato non aspetta e l’obiettivo è l’avvio delle nuove attività entro l’inizio del 2027.

Il CEO Giuseppe Crippa

La Filctem-CGIL ha già detto si al piano ed ha espresso grande fiducia nelle prospettive che promette. In particolare Sandro Chiarlitti (della Segreteria regionale) ed Antonio Parente (Segretario territoriale) hanno sottolineato le opportunità che il progetto porterà con sé, soprattutto sul fronte dell’innovazione tecnologica e dell’introduzione di nuove professionalità.

Si tratta di un segnale molto importante per la provincia di Frosinone, dove diversi comparti, dall’automotive alla ceramica, dalla gomma-plastica alla detergenza – stanno attraversando fasi di incertezza e rallentamento. «In questo scenario, Klopman rappresenta un modello di industria che innova senza arretrare, che investe senza comprimere il lavoro e che ha costruito nel tempo solide relazioni sindacali fondate sul confronto e sull’ascolto soprattutto con i delegati interni» spiegano dal sindacato.

Radici solide

Klopman international è una multinazionale statunitense che nel 1967 introdusse in Europa il concetto di tessuti in poliestere/cotone per indumenti da lavoro. Ha vissuto e superato tutte le crisi del tessile ed oggi ha filiali commerciali a Düsseldorf, Lione, Mosca, Borås (Svezia), Dubai e Bangkok, oltre a un nuovo stabilimento di produzione a Giacarta, Indonesia, che serve esclusivamente i mercati dell’Estremo Oriente.

Il 95% del fatturato annuo di Klopman proviene dalle esportazioni. L’Europa è inevitabilmente il suo mercato principale, tuttavia l’azienda sta registrando una crescita significativa anche in vari mercati emergenti.

Nel 2016 c’è stata la fusione con il gruppo tessile francese TDV Industries. Ha rafforzato il polo industriale strategico di Frosinone, superando pandemia, guerra in Europa, crisi energetica, dazi internazionali e rallentamento della catena di approvvigionamento.



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